Print Friendly, PDF & Email

Si chiama “Spazi Neonati”. All’ospedale Sant’Anna della Città della Salute di Torino per la prima volta i genitori, con i professionisti della sanità, dell’architettura e dell’arte, hanno disegnato e progettato “a misura di famiglia” gli spazi della nuova Terapia Intensiva neonatale universitaria.

Sono oltre 30.000 all’anno in Italia e 1.800 in Piemonte i neonati prematuri, nati prima delle 37^ settimane di gravidanza: di questi, oltre 3.500 sono quelli nati con peso inferiore a 1.500 grammi.

La sopravvivenza, ma soprattutto la salute, lo sviluppo neuro-evolutivo e la qualità di vita futura di questi neonati, soprattutto di quelli più fragili e immaturi, sono migliorate progressivamente negli ultimi decenni. È oggi ampiamente riconosciuto il ruolo, in questo straordinario miglioramento, dell’impiego di tecnologie sempre più sofisticate e meno invasive, ma anche quello del coinvolgimento attivo delle famiglie nelle cure, e quello dell’ambiente, dei suoni, delle luci e dei colori degli spazi della Terapia Intensiva Neonatale, anche di quelli dedicati ai genitori, che diventano loro stessi “strumento di cura”. In questi spazi, aperti 24 ore su 24, i genitori si trovano a convivere anche per lunghi periodi con medici ed infermieri, come in una seconda casa. Per questi motivi è importante, durante questo difficile periodo, creare le condizioni ambientali per ridurre lo stress e per facilitare il loro benessere psicofisico.

Di qui è nata l’idea del progetto “Spazi Neonati”. La Città della Salute di Torino, grazie alla collaborazione con la Fondazione per l’Architettura Torino e DEAR Design Around Onlus, ha voluto rispondere a questa necessità attraverso l’articolata esperienza di un percorso progettuale di architettura partecipata, che oggi finalmente si concretizza.

 Al centro di “Spazi Neonati” ci sono gli spazi di relazione del reparto di Terapia Intensiva Neonatale universitaria dell’ospedale Sant’Anna di Torino, che, in primis, insieme al fondatore del reparto, professor Claudio Fabris ed all’attuale responsabile della TIN professoressa Alessandra Coscia, ha voluto la realizzazione del progetto. La TIN è un reparto apprezzato a livello nazionale ed internazionale, in cui ogni anno vengono ricoverati in media 350 neonati pretermine o con gravi patologie.

Si tratta di un progetto innovativo che ha visto per la prima volta i genitori dei neonati prematuri, i medici e gli infermieri della TIN lavorare insieme a professionisti dell’architettura, del design e dell’arte per ridisegnare “a misura di famiglia” gli spazi di accoglienza del reparto, nell’ambito di un modello di “social design” esportabile anche in altri Centri.

Si è trattato di un percorso lungo. Dopo un workshop di progettazione multidisciplinare, grazie all’aiuto di numerosi sponsor, si è concretizzata la realizzazione del progetto vincitore.

La progettazione, a cura degli architetti Grazia Giulia Cocina e Giacomo Mulas, dello studio SPAZIARE, ha privilegiato le esigenze e gli spazi dei genitori. Sono stati progettati uno spazio di accoglienza iniziale ed una sala relax con luce modulabile, che garantiscano la privacy o la vicinanza e la socializzazione con le altre persone a seconda delle necessità, ed un’area per incontri / colloqui con gli operatori sanitari.

Ampio spazio è stato dato agli ambienti, luminosi, silenziosi e con possibilità di privacy, per l’estrazione e la raccolta del latte materno, vero salvavita per questi neonati. Grazie alla collaborazione con Arteco ed Intesa Sanpaolo, in questi ambienti è stato possibile inserire le opere dell’artista Silvia Margaria: questi pannelli di grandi dimensioni sono finalizzati a creare un’atmosfera di accoglienza ed umanizzazione attraverso l’immaginario moto delle nuvole.

Share Button