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Oncologia Mutazionale presentato il documento ACC-AIOM che indica il percorso per lo storico cambio di paradigma

Il cambio di paradigma nell’approccio alla cura dei tumori è in atto. La misura più evidente è l’introduzione di terapie curative per diverse neoplasie altrimenti fatali. Il nuovo modello si basa sull’individuazione, nei tumori o nelle biopsie liquide, di specifiche alterazioni molecolari che consentono di predire la sensibilità a terapie mirate o all’immunoterapia; tra di esse, le mutazioni del DNA sono quelle correntemente più utilizzate per orientare la scelta della maggior parte delle nuove terapie indipendentemente dalla sede del tumore. Questo nuovo modello, che introduce un cambiamento culturale con effetti significativi sia sulla salute dei pazienti, sia sull’organizzazione del Servizio Sanitario Nazionale, prende il nome di Oncologia Mutazionale.

Alleanza Contro il Cancro e AIOM hanno preparato il Documento di consenso sullo sviluppo e la organizzazione dell’Oncologia Mutazionale in Italia che, come spiega Pier Giuseppe Pelicci, coordinatore scientifico di ACC, «offre elementi di analisi e proposte su punti chiave quali l’accesso dei pazienti agli screening genomici e ai nuovi farmaci oncologici, e la creazione di strumenti condivisi per la scelta dei migliori trattamenti da parte degli oncologi medici. condivisione, da parte degli oncologi italiani, d e all’intero processo organizzativo. La posta in gioco è alta – ha aggiunto Pelicci – e ha a che fare con la necessità di un rapido trasferimento delle scoperte scientifiche nella pratica clinica e la garanzia di un accesso equo dei pazienti ai benefici di questi enormi cambiamenti dell’oncologia».

Lo scritto di ACC-AIOM affronta inoltre alcune questioni organizzative, quali la necessità di coordinare i Molecolar Tumor Board e i centri autorizzati dalle Regioni per l’esecuzione dei test molecolari e quella di organizzare la raccolta dei dati nell’ambito di una Piattaforma Genomica IT condivisa da tutti gli ospedali oncologici italiani. «Occorre poi considerare il coinvolgimento di numerosi stakeholder – aggiunge Ruggero De Maria, Presidente di ACC – compresi gli ospedali e medici del SSN, gli oncologi medici, l’AIFA, le industrie farmaceutiche ed i pazienti. È un grande sforzo che stiamo facendo per tutto il Paese – ha detto ancora il Presidente ricordando il recente intervento al Quirinale del Ministro della Salute – L’implementazione dell’Oncologia Personalizzata nel nostro Paese richiede da un lato che tutti i pazienti abbiano accesso agli screening genomici e, dall’altro, – ha ricordato De Maria riferendosi alle recenti parole di Roberto Speranza – che i nostri Istituti siano in grado di raccogliere, analizzare e interpretare i dati dei pazienti. Non da ultimo – ha concluso – la disponibilità di farmaci non può e non deve essere un fattore limitante».

Articolato in dieci punti, il documento – presentato all’Annual Meeting di ACC organizzato assieme a IEO e Università Statale di Milano – indica come necessaria una fase sperimentale di avvio per verificare in un gruppo selezionato di strutture la fattibilità e le criticità del progetto in modo da poi programmare una implementazione allargata a tutte le strutture oncologiche e le esigenze del Paese. Il Presidente AIOM eletto, Saverio Cinieri, intervenendo in video al meeting, ha parlato di documento estremamente importante perché «la medicina di precisione è il futuro, ma forse anche il presente dell’oncologia medica. Come società scientifica chiediamo un’unica piattaforma nazionale dove possano confluire tutte le informazioni, in cui ci sia facilità di accesso/valutazione dei test e dove ogni oncologo medico possa attingere informazioni e sapienza per la miglior cura del proprio paziente».

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