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Un’apparecchiatura d’avanguardia per diagnosticare precocemente la retinopatia del prematuro, che è la principale causa di cecità infantile nel mondo. Parliamo della nuovissima RetCam3, un sistema di ultima generazione acquisito dall’Ulss 6 Euganea per il centro di riferimento nella cura della retinopatia che ha sede all’Oculistica dell’Ospedale di Camposampiero. Con un valore di mercato di 120mila euro, la nuova tecnologia è stata finanziata per metà grazie a una raccolta fondi promossa dall’Associazione Retina Veneto, cui hanno aderito l’Unione Gelatieri Italiani in Germania e le associazioni Bellunesi nel Mondo e Gelatieri del Cadore. La ditta che si è aggiudicata la fornitura, Vedi Vision di Venezia, ha inoltre dato in omaggio la lente ad alta risoluzione “Probe 120°” del valore di 25mila euro all’Associazione Retina Veneto, che l’ha sua volta consegnata in comodato d’uso gratuito all’Oculistica di Camposampiero. Così completata, la nuova strumentazione è quindi entrata in funzione nello screening della retinopatia del prematuro e nella conseguente presa in carico dei piccoli pazienti. “In media, un bambino su dieci nasce prematuro – spiega il dottor Marzio Chizzolini, primario di Oculistica all’Ospedale di Camposampiero – e tra i prematuri uno su tre sviluppa una qualche forma di malattia della retina, che deve essere diagnosticata precocemente e monitorata nel tempo per verificare l’efficacia del trattamento. Oggi, grazie soprattutto alle moderne tecniche di rianimazione, neonatale riescono a sopravvivere senza gravi conseguenze anche neonati di 22-23 settimane, ma la bassa età gestazionale compromette la maturazione fisiologica dell’occhio, con la retina che non si vascolarizza a dovere come in un bambino nato a termine. Se nelle prime settimane di vita non individuiamo questo disturbo e non interveniamo, la retina può danneggiarsi in maniera irreversibile”. La retinopatia del prematuro è un problema che in Veneto è destinato ad aumentare sensibilmente in futuro, perché se è vero che le nascite stanno diminuendo, l’incidenza di quelle pretermine è invece in forte crescita. Nei bambini nati sotto i 750 grammi, i cosiddetti “iper-prematuri”, la percentuale di neonati con problemi retinici è più che raddoppiata dagli anni 80 ad oggi. Di qui la necessità di acquisire uno strumento come la RetCam3, particolarmente indicato per lo screening della retinopatia nei bambini nati al di sotto delle 30 settimane e con un peso inferiore ai 1.500 grammi.
L’apparecchiatura è costituita da un’unità mobile, un monitor e una particolare telecamera che permette di visualizzare in tempo reale l’intero fondo oculare del neonato e di acquisire immagini ad alta risoluzione sullo stato di vascolarizzazione della retina. L’esame diagnostico viene effettuato in anestesia locale, è minimamente invasivo, e consente di archiviare le immagini a scopo didattico o inviarle via web per un consulto in telemedicina, con anche la possibilità di elaborare le immagini della retina attraverso un software dedicato. In caso di riscontro della malattia, il trattamento deve avvenire in tempi ristretti con il laser o, molto più raramente, per via chirurgica. Da sette anni a questa parte l’Unità di Oculistica dell’Ospedale di Camposampiero ha acquisito oculisti esperti in patologie neonatali, e lavorando in rete con gli altri centri di riferimento nazionali si è specializzata proprio nel trattamento della retinopatia del prematuro anche in vitrectomia, un intervento di cui può vantare oggi una casistica tra le più alte in Italia.
“Con questa modernissima RetCam3 – commenta il Direttore Generale dell’Ulss 6 Euganea, Domenico Scibetta – mettiamo l’alta tecnologia direttamente nelle mani sapienti dei nostri specialisti, per diagnosticare precocemente i disturbi della vista nei prematuri e intervenire altrettanto precocemente, in modo da restituire loro la vista compromessa dalla retinopatia. Questa è una malattia considerata di nicchia, ma che se non viene diagnosticata e trattata nelle prime settimane dopo la nascita ha un impatto enorme sulla qualità della vita futura dei pazienti. La RetCam3, così utile e versatile, sarà impiegata anche nei pazienti adulti per la diagnosi di molte patologie malformative, ereditarie e persino oncologiche dell’occhio, come il retinoblastoma. Ringrazio pertanto l’Associazione Retina Veneto, l’Unione Gelatieri Italiani in Germania e le associazioni Bellunesi nel Mondo e Gelatieri del Cadore che hanno contribuito, con le proprie donazioni e un ammirevole spirito di solidarietà, all’acquisto di un’apparecchiatura che garantisce diagnosi complete, oggettive e rapide, anche nelle circostanze cliniche più complesse”.
“L’associazione Retina Veneto APS è nata nel 2015 – aggiunge il presidente dell’associazione, Antonio Ongaro – e da allora abbiamo svolto un lavoro capillare di sostegno informativo e psicologico alle persone con malattie retiniche, ipovisione o cecità. Complessivamente siamo 10 volontari operativi, con circa 1.500 soci iscritti provenienti da diverse regioni d’Italia. Offriamo consulenze gratuite a chi è portatore di gravi disturbi della vista, promuoviamo progetti di prevenzione delle malattie oculari e sosteniamo iniziative a favore della ricerca scientifica per sviluppare nuovi trattamenti e cure innovative. Il contributo all’acquisto di questa nuovissima RetCam3 per l’Ospedale di Camposampiero risponde a pieno titolo al nostro statuto di associazione. Tutti hanno il diritto alla vista, in primis i bambini nati prematuri e con un’intera vita davanti a sé”.

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