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Obinutuzumab: pubblicati i dati dello studio di fase III ALLEGORY nel lupus eritematoso sistemico

Roche ha annunciato che il “New England Journal of Medicine” ha pubblicato i risultati dell’analisi dettagliata dello studio di fase III ALLEGORY. Lo studio valuta l’efficacia e la sicurezza di obinutuzumab in adulti affetti da lupus eritematoso sistemico, una patologia autoimmune complessa che colpisce oltre tre milioni di persone nel mondo, prevalentemente donne in età fertile.

Lo studio ha raggiunto il suo endpoint primario, dimostrando un beneficio statisticamente significativo e clinicamente rilevante. Il 76,7% dei pazienti trattati con obinutuzumab più terapia standard ha ottenuto un miglioramento di almeno quattro punti nell’indice SLE Responder Index 4 a 52 settimane, rispetto al 53,5% del gruppo placebo. La remissione è più che raddoppiata nelle persone trattate con obinutuzumab. Obinutuzumab ha mostrato un miglioramento nel tempo mediano alla prima recidiva, un fattore cruciale per prevenire danni permanenti agli organi. Tutti i cinque parametri secondari chiave sono stati soddisfatti, inclusa la risposta BICLA a 52 settimane e una significativa riduzione dell’uso di glucocorticoidi mantenuta nel tempo.

Il profilo di sicurezza del farmaco è risultato coerente con quanto già noto, senza nuovi segnali di sicurezza.

“Il lupus è una malattia autoimmune complessa che richiede strategie mirate per prevenire danni d’organo irreversibili. In questo contesto, i dati dello studio ALLEGORY, confermando quanto già visto nello studio REGENCY per la nefrite lupica, evidenziano il ruolo di obinutuzumab come rilevante soluzione terapeutica, capace di offrire un controllo efficace della malattia con un profilo di sicurezza favorevole e ben definito” afferma Andrea Doria, Presidente della Società Italiana di Reumatologia.

Obinutuzumab è un anticorpo monoclonale di Tipo II progettato per colpire direttamente le cellule B, responsabili dell’infiammazione nel LES. Se approvato dalle autorità regolatorie, rappresenterebbe la prima terapia anti-CD20 di tipo II per il lupus, segnando un potenziale nuovo standard di cura.

“Lo studio ALLEGORY su obinutuzumab rappresenta uno dei successi più significativi negli ultimi anni nelle fasi avanzate di sviluppo per il trattamento dei pazienti con lupus eritematoso sistemico, mostrando prove importanti del fatto che il targeting delle cellule B può apportare riduzioni significative dell’attività della malattia”, ha dichiarato il Dr. Richard Furie, Chief of the Division of Rheumatology presso Northwell Health e professore all’Institute of Molecular Medicine dei Feinstein Institutes for Medical Research. “Con lo studio ALLEGORY, stiamo osservando il potenziale di ottenere un controllo della malattia più robusto e duraturo, con una minore dipendenza dai corticosteroidi. Questi benefici sono molto importanti per pazienti, medici e famiglie, e testimoniano come obinutuzumab possa essere un passo avanti significativo nel trattamento di questa malattia autoimmune.”

Il LES è una patologia cronica dai sintomi variabili che può richiedere anni per una diagnosi accurata. Circa la metà dei pazienti sviluppa nefrite lupica entro cinque anni, una complicazione renale che può portare all’insufficienza d’organo7-9.

“Per decenni, le persone affette da LES hanno dovuto affrontare un ciclo di attività di malattia imprevedibile, opzioni terapeutiche limitate e un peso a lungo termine dovuto ai corticosteroidi. I risultati dello studio ALLEGORY dimostrano che obinutuzumab può fornire un controllo della malattia significativo, clinicamente rilevante e duraturo, elemento fondamentale per prevenire danni potenzialmente letali agli organi vitali,” ha affermato Levi Garraway, Chief Medical Officer di Roche e Head of Global Product Development, “Non vediamo l’ora di collaborare con le autorità sanitarie di tutto il mondo per portare questo trattamento potenzialmente trasformativo ai pazienti con lupus il più rapidamente possibile.”

ALLEGORY è parte di un programma di sviluppo clinico più ampio che include gli studi positivi di fase III REGENCY, INShore e MAJESTY, confermando il potenziale di obinutuzumab in un ampio spettro di patologie immuno-mediate.

Obinutuzumab è stato approvato da FDA e da EMA per il trattamento degli adulti con nefrite lupica attiva, sulla base dei dati degli studi REGENCY e NOBILITY, ed è attualmente oggetto di valutazione in uno studio globale di fase II su bambini e adolescenti con nefrite lupica. Oltre a obinutuzumab, Roche dispone di una pipeline ampia, in linea con la nostra ambizione di essere leader nel campo dell’immunologia, in particolare nelle malattie renali e reumatologiche immuno‑mediate.

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