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L’emergenza Covid-19 ha messo in rete per mesi professionisti di diverse estrazioni, istituzioni, associazioni, mondo scientifico. Il tutto ha prodotto una mole incredibile di dati che non solo tracciano il percorso fino ad ora intrapreso, ma che se ben utilizzati possono diventare una vera e propria “banca del sapere”.

La difficoltà, come spesso accade, è quella di poterne fruire in modo rapido e etico. Ci ha pensato Motore Sanità che dall’inizio della pandemia ha messo in campo Officina di Motore Sanità, una realtà che ha prodotto tramite incontri, seminari, approfondimenti, un vero e proprio tesoro delle buone pratiche. Dati e percorsi che oggi mette a disposizione di quanti ne abbiano necessità, istituzioni, professionisti, associazioni o media tramite il neonato Osservatorio. Sono dati e percorsi a livello nazionale, declinati anche a livello regionale Direttore dell’Osservatorio di Motore Sanità è il dottor Claudio Zanon, direttore Scientifico di Motore Sanità. “Dall’inizio della pandemia attraverso le attività che abbiamo messo in campo quotidianamente abbiamo raccolto una mole davvero impressionante di dati anche inediti legati al Covid-19, ma anche a tutte quelle patologie che in tempo di pandemia non devono assolutamente essere dimenticate – spiega il dottor Zanon – Ci siamo accorti che uno dei problemi maggiori che abbiamo è quello che i pazienti arrivano in ospedale troppo tardi, abbiamo infatti il terzo indice di mortalità a livello mondiale. Questo significa che esiste un problema di medicina territoriale. Se ne parla molto, ma poi non si prendono le dovute misure”.

Zanon punta l’indice sulla programmazione e sulla mancanza di infermieri. “Il Governo ha stanziato 10 milioni di euro per gli infermieri del territorio che vuol dire ad esempio che in Piemonte ne arriveranno 750mila con i quali si potranno assumere non più di 25 infermieri. Pochi, insufficienti. Una goccia nel bisogno che è di ben altra portata – spiega il direttore – Seconda questione è proprio l’organizzazione ospedaliera che ha visto un deficit di programmazione anche per quanto riguarda il personale. Dobbiamo tenere conto che se in un ospedale arrivano 1.500 respiratori, servono almeno 4mila infermieri in più per permettere di metterli in funzione. Infermieri preparati oltretutto. Questa è la giusta programmazione: pensare a tutta la catena della sanità, non solo alla dotazione tecnologica”.

E non poteva mancare un accenno al vaccino per il covid-19 che dovrebbe arrivare dopo le festività. “Entro il 23 novembre le regioni devono mandare al commissario Arcuri il loro piano vaccino. – spiega Zanon – Avremo 3,4 milioni di dosi, utili per 1,7 milioni di persone. Serve attivare da subito il personale, la logistica, il trasporto, la conservazione dei vaccini, migliorare la rete di cure territoriali. Ma se ne parliamo e non facciamo una programmazione accurata ora, come faremo a fare una buona campagna di vaccinazione domani?”

Il ruolo dell’Osservatorio sarà anche questo, quello cioè di mettere in rete tutte le esperienze e le buone pratiche, i dati, gli studi affinché possano diventare patrimonio comune. “Se vogliamo unificare un sistema per non lasciare indietro nessuno è bene che si parta dalla conoscenza ed è proprio questo il servizio alla comunità che Osservatorio vuole offrire”.

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