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Lombalgia: al Bonomo di Andria si cura con la radiofrequenza

Una innovativa terapia svolta attraverso la tecnologia della radiofrequenza per curare la lombalgia cronica. Dal mese di febbraio una nuova tecnica innovativa, mini-invasiva e non farmacologica, è utilizzata nella unità operativa di Anestesia e Rianimazione dell’ospedale Bonomo di Andria, diretta dal dottor Nicola Di Venosa, per contrastare il dolore cronico alla schiena.  

Si tratta di una terapia svolta attraverso la tecnologia della radiofrequenza con la quale sono già stati trattati al Bonomo, con successo, quindici casi di lombalgia cronica che, normalmente, si configura quando il dolore alla schiena persiste per un periodo di almeno 3-6 mesi senza interruzione. Secondo le stime, l’80% degli italiani almeno una volta nella vita è vittima di un episodio di lombalgia, tra questi dal 5 al 10% si trasformano in dolori cronici.  

La radiofrequenza rappresenta una nuova tecnologia nel trattamento del dolore acuto e cronico. Un fine ago, detto cannula, del diametro di 0,7 mm, dopo anestesia locale, viene introdotto nella pelle e, quindi, con l’aiuto della radioscopia, verso il nervo o la struttura che si desidera trattare.  

“La terapia, erogata in regime di day service, consente di creare una neuromodulazione con l’introduzione degli aghi – afferma il dott. Rocco Petta, dirigente medico del Reparto di Anestesia e Rianimazione – in grado di bloccare la trasmissione del dolore. La corrente di radiofrequenza non è percepita dal paziente”.

“La procedura sta dando ottimi risultati con benefici acclarati dai 6 ai 12 mesi ed in alcuni casi – dichiara il dott. Davide Parente, dirigente medico del Reparto di Anestesia e Rianimazione – persino risolutivi del problema. La terapia ha una durata di 30/40 minuti ed è ripetibile senza particolari controindicazioni verso alcun tipo di paziente”.  

“La lombalgia cronica rappresenta un problema biopsicosociale – commenta il dott. Nicola Di Venosa, Direttore del Reparto di Anestesia e Rianimazione – perché i nostri pazienti spesso non possono più lavorare, il dolore compromette la loro mobilità ed i loro rapporti interpersonali. Purtroppo non stiamo parlando di un semplice mal di schiena, in taluni casi analizziamo lesioni dei muscoli, delle vertebre o delle articolazioni. La radiofrequenza, il cui utilizzo si è reso possibile nel nostro reparto grazie anche all’impegno ed al supporto della Direzione della Asl, risulta inoltre fondamentale per ridurre o evitare del tutto l’utilizzo eccessivo, spesso dannoso, dei farmaci antidolorifici”.

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