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Riduzione complessiva del 37% delle prestazioni sanitarie; significativo decremento nei ricoveri, nella diagnostica e nei trattamenti terapeutici soprattutto verso pazienti con patologie meno severe per i quali comunque il differire l’assistenza ha comportato un grave disagio e un impatto sullo stato di salute. Sono questi i dati emersi da una recente analisi effettuata in circa 20 Paesi, tra i quali l’Italia, che compara i dati complessivi di ricoveri, diagnosi e terapie in piena pandemia Covid-19 con uguali periodi degli anni precedenti. Dati che fanno emergere forte e chiaro quanto le conseguenze del Covid-19 non riguardino solamente chi ha contratto il virus, ma tutti coloro che avevano o hanno delle manifestazioni cliniche in corso e causa pandemia, per diversi motivi, hanno subito un calo consistente delle prestazioni sanitarie. 

A questo, si aggiunge il consistente aumento di problemi di tipo psicologico e psichiatrico a carico soprattutto gli adolescenti, come riportato da una recente ricerca dell’Università di Pittsburgh che ha preso in esame, tra il 27 aprile e il 13 luglio 2020, 4.909 soggetti per una valutazione di esposizione Covid-19 e sintomi psichiatrici. Comparando la popolazione adolescente verso quella adulta, la ricerca ha evidenziato l’aumento di severi sintomi depressivi, di ansia, di disturbi da stress post-traumatico, di intenti suicidi e problemi del sonno. La solitudine imposta uno degli elementi scatenanti anche dell’aumento del numero di ore trascorse sui social media, così come l’esposizione ai media e alle conseguenze del Covid-19. 

È proprio l’ambito del benessere mentale quello che ha risentito, in positivo, della crescita in Italia di soluzioni di e-health, come la televisita e il telemonitoraggio di pazienti fragili. Pur scontando un forte ritardo nell’innovazione digitale in campo sanitario, la telemedicina si è affermata in modo sempre più concreto come tecnologia fondamentale per integrare l’assistenza sanitaria migliorandone efficienza ed efficacia e aiutare i cittadini ad accedere alle migliori cure possibili. Anche l’OMS ha inserito la telemedicina tra i servizi essenziali per il rafforzamento della risposta dei sistemi sanitari al Covid-19. La possibilità di assistere i pazienti da remoto, senza spostarsi fisicamente, sta rivoluzionando la medicina tradizionale in Italia, soprattutto in questa fase ancora emergenziale e la telemedicina si sta rivelando essenziale anche per gestire le infinite liste d’attesa esacerbate dalla pandemia e migliorare il “triage” prima del ricorso a strutture ambulatoriali. 

Un esempio di sviluppo della telemedicina è offerto da Net-Medicare, startup innovativa dal 2020, rende più agevole il rapporto paziente-medico, supportando così diverse esigenze. Da un lato facilita il professionista medico, che può così erogare prestazioni e televisite ‘sicure’, dall’altro i pazienti, permettendo loro di non muoversi da casa, di essere seguiti con regolarità nelle fasi post-intervento, ad esempio, o nei percorsi di riabilitazione, come quelli previsti nell’ambito psicologico e psichiatrico. Inoltre, i dati sensibili sulla salute personale sono protetti da protocolli di sicurezza severi, così come i pagamenti e le fatturazioni. La piattaforma di telemedicina Net-Medicare tutela rigorosamente tutti i dati.

Una soluzione che, come racconta la dottoressa De Stefano, psicoterapeuta della piattaforma Net-Medicare: “ha consentito di salvaguardare e proteggere la relazione con il paziente, nonostante le molteplici avversità del periodo attuale. La telemedicina rappresenta uno strumento oramai necessario per garantire continuità e cura. Senz’altro non può sostituire gli incontri in presenza ma è una risorsa di grande utilità, se integrata alle modalità classiche della medicina.”

E se il processo di conversione del SSN al digitale sta procedendo, “bisogna ancora mettere in atto altre azioni precise per sfruttare appieno le potenzialità della telemedicina partendo dalla messa a sistema di competenze tecniche, organizzative e professionali, dall’evitare la frammentazione a livello regionale e allocando risorse dedicate anche per la formazione digitale del personale medico e infermieristico”, sottolinea Marco Crimi, Fondatore di Net-Medicare.

Un percorso che vede sempre più complementare la telemedicina con la medicina territoriale: le prestazioni a distanza di servizi di assistenza sanitaria mediante tecnologia informatica stanno creando una rete telematica tra medici, operatori sanitari e pazienti, che è destinata a rafforzarsi sempre più, soprattutto nell’ambito del monitoraggio a distanza, ossia l’uso di dispositivi e piattaforme mobili per effettuare test di routine a distanza, analizzare e comunicare i risultati agli operatori sanitari in real-time; delle applicazioni per la memorizzazione e, potenzialmente, il lancio di risposte automatizzate pre-programmate; e infine della telemedicina interattiva, e cioè la comunicazione e sincrona tra gli operatori sanitari e i pazienti, con condivisione di dati e interazioni.

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