HomeNewsRicerca e universitàLo screening cardiaco...

Lo screening cardiaco nei giovani identifica rischi nascosti

Una nuova ricerca condotta dalla City St George’s University di Londra ha rivelato che lo screening cardiaco di routine nei giovani può identificare condizioni cardiache potenzialmente letali e salvare vite umane e che controlli ripetuti sono essenziali per individuare condizioni patologiche che si sviluppano nel tempo.
Pubblicato sul “Journal of the American College of Cardiology”, lo studio è il più ampio nel suo genere. Ha analizzato i risultati di oltre 104.000 persone di età compresa tra i 14 e i 35 anni che sono state sottoposte a controlli cardiaci con elettrocardiogramma attraverso il programma nazionale di screening Cardiac Risk in the Young tra il 2008 e il 2018.
I ricercatori hanno scoperto che uno su 300 giovani sottoposti a screening e valutazione è stato identificato con patologie cardiache che potrebbero avere conseguenze fatali se non monitorate e non trattate. Oltre il 40% delle persone diagnosticate durante il periodo di 10 anni ha ricevuto interventi significativi di riduzione del rischio, tra cui defibrillatori impiantabili, pacemaker, chirurgia di ablazione o, in due casi, trapianto di cuore. Al resto della popolazione identificata con problemi cardiaci sono stati offerti vari percorsi terapeutici, tra cui farmaci, monitoraggio e importanti consigli sullo stile di vita e sull’esercizio fisico.
I risultati “rivoluzionari” di questo importante studio forniscono la panoramica più completa fino ad oggi sullo screening cardiaco nella popolazione generale, dimostrando che la sensibilità degli attuali protocolli di test è pari a un impressionante 77% con un tasso di falsi positivi molto basso, appena del 2,1%.
I risultati evidenziano anche che un test “una tantum” non è sempre sufficiente e che è necessario uno screening più regolare per identificare le patologie. Durante un periodo di follow-up di sei anni dopo lo screening, lo 0,08% delle persone che avevano un risultato ECG normale al momento dello screening è stato successivamente diagnosticato con condizioni associate a morte cardiaca improvvisa o arresto cardiaco improvviso.
Il professor Michael Papadakis, professore di cardiologia al City St George’s e responsabile dello studio, ha dichiarato:
“Questo studio dimostra che lo screening cardiaco può salvare vite umane. Nel corso di un decennio di screening, abbiamo identificato centinaia di giovani con pericolose patologie cardiache che hanno potuto ricevere cure prima che si verificasse una tragedia. Tuttavia, lo studio evidenzia anche che un singolo screening non è sufficiente: alcune patologie si sviluppano in un secondo momento, mentre altre sono molto difficili da individuare precocemente. Pertanto, se vogliamo ridurre ulteriormente i casi di morte cardiaca improvvisa nei giovani, dobbiamo sviluppare strategie di prevenzione ancora più efficaci e intelligenti.”
Sebbene lo screening cardiaco si sia storicamente concentrato sugli atleti d’élite, questo studio non ha riscontrato differenze significative nel rischio tra atleti e non atleti. Solo il 9% dei partecipanti sottoposti a screening erano atleti agonisti, eppure sono state rilevate patologie gravi in tutti i casi.
Il team afferma che ciò solleva importanti interrogativi sulle attuali politiche di screening del Regno Unito, che in genere si concentrano sullo sport ma non sul pubblico in generale.
Il team del City St George’s sta ora ampliando la sua ricerca e prevede di riportare i risultati di 300.000 individui sottoposti a screening nei prossimi due anni. Il lavoro futuro esplorerà come l’intelligenza artificiale possa supportare l’interpretazione dell’ECG, identificando indizi che l’occhio nudo non è in grado di vedere.
Il professor Michael Papadakis ha aggiunto: “L’intelligenza artificiale ha il potenziale per migliorare notevolmente la potenza e l’accuratezza dell’ECG come strumento di screening per identificare i giovani a rischio di arresto cardiaco, oltre a potenziare in modo massiccio un programma di screening a livello nazionale e ridurre significativamente i costi associati.”

Rimani aggiornato ad ogni nuova notizia

Continue reading

Human Technopole: 3 nuovi centri di ricerca e oltre 230 progetti da tutta Italia

A quattro anni dall’apertura dei primi laboratori, Human Technopole non è più soltanto una start-up: è oggi una vera e propria scale-up della ricerca italiana nel campo delle scienze della vita. La Fondazione, pensata come un investimento strategico del...

Evidente l’importanza dell’endotelio per la salute vascolare

Le malattie cardiovascolari rappresentano la principale causa di morte in Europa, responsabili di quasi il 45% dei decessi totali secondo i dati dell'European Heart Network. Eppure la prevenzione si concentra ancora quasi esclusivamente su colesterolo e pressione arteriosa, trascurando...

Sclerosi multipla recidivante: fenebrutinib riduce significativamente le ricadute rispetto allo standard di cura

Roche ha annunciato i nuovi dati positivi degli studi di Fase III FENhance 1 e 2, che hanno raggiunto l’endpoint primario. Gli studi hanno dimostrato che fenebrutinib, un inibitore della tirosin-chinasi di Bruton non covalente in fase di sperimentazione,...