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Galapagos NV ha annunciato che i risultati relativi agli endpoint primari e secondari dello studio di fase III di induzione e mantenimento SELECTION sono stati pubblicati su “The Lancet”. Lo studio, sponsorizzato da Gilead Sciences, è stato disegnato per valutare l’efficacia e la sicurezza di filgotinib attualmente in fase di studio in pazienti affetti da colite ulcerosa attiva di grado da moderato a severo.

Oltre agli endpoint primari e secondari la pubblicazione riporta anche i dati di un’analisi post-hoc per coorte di induzione di filgotinib 200 mg rispetto al placebo durante lo studio di mantenimento rispetto a diversi endpoint di efficacia. Questi ultimi includono remissione clinica sostenuta, remissione libera da corticosteroidi, Mayo Clinic Score, remissione endoscopica ed istologica, risposta MCS e miglioramento endoscopico. In tutti questi endpoint sono state dimostrate differenze numericamente maggiori a favore di filgotinib 200 mg rispetto al placebo, a prescindere dal precedente stato di trattamento biologico, con un effetto numerico complessivamente maggiore tra i pazienti naïve ai farmaci biologici.

Un’ulteriore analisi post-hoc contenuta nella pubblicazione riporta dati riguardanti la guarigione della mucosa, un endpoint composito definito come miglioramento endoscopico e remissione istologica nello stesso paziente. La percentuale di pazienti che hanno ottenuto la guarigione della mucosa è stata numericamente maggiore rispetto al placebo sia dopo 10 settimane di trattamento di induzione con filgotinib 200 mg sia alla settimana 58 nella popolazione totale in studio.

Il Dr. Walid Abi-Saab, Chief Medical Officer presso Galapagos, ha dichiarato: “Il raggiungimento di una remissione precoce e prolungata dai sintomi, combinata alla guarigione della mucosa, rappresentano obiettivi chiave della terapia per la colite ulcerosa. Queste analisi suggeriscono un effetto positivo del trattamento su una vasta gamma di parametri, inclusa la guarigione della mucosa, in un’ampia popolazione di pazienti, inclusi coloro che hanno fallito la terapia convenzionale e coloro che hanno fallito precedenti farmaci biologici”.

L’incidenza di eventi avversi, di eventi avversi gravi e di sospensioni dovute a EA è stata simile nei bracci filgotinib e placebo, sia nel periodo di induzione sia in quello di mantenimento. Negli studi di induzione, i SAE si sono verificati nel 4,7%, 5% e 4,3% dei pazienti che avevano ricevuto rispettivamente placebo, filgotinib 100 mg e filgotinib 200 mg. Nello studio di mantenimento, i SAE sono stati riscontrati dal 4,5% dei pazienti nel braccio filgotinib 100 mg e dal 7,7% nel rispettivo braccio placebo, e dal 4,5% dei pazienti nel braccio filgotinib 200 mg e da nessun paziente nel rispettivo braccio placebo. I tassi di incidenza di SAE corretti per l’esposizione sono stati simili tra i bracci di trattamento negli studi di induzione e di mantenimento. Sono stati osservati due decessi nel braccio di trattamento con filgotinib 200 mg nello studio di mantenimento; entrambi gli eventi avversi che hanno portato al decesso sono stati considerati dai ricercatori come non correlati al farmaco in studio.

La CU è una patologia cronica caratterizzata da infiammazione della mucosa del colon e del retto. Essendo una malattia sempre più diffusa, la CU esercita un impatto significativo sulla qualità della vita di oltre 2 milioni di persone in tutta Europa. Nonostante i trattamenti attuali, molti pazienti manifestano urgenza fecale, incontinenza, diarrea ematica ricorrente e necessità di svuotare frequentemente l’intestino, spesso accompagnati da dolore addominale, disturbi del sonno e fatigue. 

L’uso di filgotinib per la CU è sperimentale e non è stato approvato in alcun Paese a livello globale. La sua efficacia e la sua sicurezza non sono ancora state stabilite.

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