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Puntare sull’innovazione digitale per un Sistema sanitario più efficiente e per sostenere la crescita economica del Paese. La prima edizione di “Epocal – Expert Summit for Data Driven Precision Health, AI, Analytics & Clinical Decision Systems” prova a tracciare la strada da seguire per sfruttare al massimo le potenzialità della Sanità del futuro. Ora più che mai, infatti, è necessario che il Sistema sanitario nazionale colga le opportunità offerte dall’intelligenza artificiale e dalle tecnologie di raccolta e l’analisi di big data per riuscire a trasformare e migliorare i modelli operativi in ambito clinico, assistenziale, organizzativo e gestionale, compiendo un grande passo in avanti verso la medicina di precisione, migliori performance ospedaliere e un incremento dell’assistenza sanitaria domiciliare, consentendo, in questo modo, la cura dei pazienti da remoto. Un processo non più rimandabile, alla luce da un lato della sfida della pandemia di Covid-19, dall’altro  della grande occasione offerta dalle risorse europee del Recovery Fund, con circa 64 miliardi di euro di investimenti previsti dal Ministero della Salute di cui oltre 34 per un “nuovo ospedale sicuro, tecnologico, digitale e sostenibile”.

Promosso da GE Healthcare con il supporto di Roche ed Edwards Lifesciences e patrocinato dal Ministero della Salute, organizzato in collaborazione con la Rappresentanza dalla Commissione europea in Italia e l’Ufficio in Italia del Parlamento europeo, l’evento ha messo a confronto i principali attori del settore della Sanità e dell’innovazione tecnologica del Paese e non solo, soffermandosi inoltre su case history di applicazioni di tecnologie di intelligenza artificiale e analisi dei dati già realtà a livelo locale e internazionale.

Un settore – quello della Sanità digitale – in grande crescita, come dimostrato dallo studio presentato da Corrado Panzeri, Associate Partner & Head of InnoTech Hub, The European House-Ambrosetti, secondo il quale dal primo al secondo trimestre 2020 gli investimenti mondiali nel campo Digital health sono cresciuti del 22%, raggiungendo i 5,8 miliardi di dollari. In ascesa anche quelli destinati all’Healthcare AI e ai Medical devices. I dati relativi ai mesi della pandemia confermano un trend già in atto: dal 2015 al 2019, infatti, l’incremento degli investimenti in tecnologie di intelligenza artificiale applicate alle Life Sciences ha sfiorato il 665%.

In costante ascesa è anche l’internet of Medical Things, network di dispositivi wearable connessi al pazienti capaci di scambiare, tramite un sistema wireless, tutte le informazioni riguardanti la salute di una persona. Rispetto al valore del 2019, si prevede che la crescita per il mercato degli IoMT nei prossimi 10 anni sarà pari a +1.070%.

Più in generale, gli investimenti in Ricerca & Sviluppo nelle Life Sciences hanno raggiunto il record di 186 miliardi di dollari nel 2019 e, fino al 2026, si stima una crescita del 25%. Una buona notizia anche per l’Italia, dove l’industria delle Scienze della vita è un comparto dinamico e sempre più strategico per la competitività del Paese grazie a un alto tasso di innovazione e a un già elevato numero di imprese: 4.936, con 156.213 occupati.

Ma i progressi della scienza e della tecnologia introducono nuovi livelli di complessità che possono impattare sull’efficienza dell’assistenza sanitaria e far emergere nuovi bisogni: dall’ottimizzazione di tempi e risorse a disposizione all’incremento dell’efficacia delle decisioni clinico-terapeutiche, fino alla riduzione della complessità derivata dall’enorme quantità di dati a disposizione. In quest’ottica, Epocal ha raccolto e presentato una serie di case history di applicazioni di tecnologie all’avanguardia in ambito di intelligenza artificiale e analisi dei dati.

Significativa è la testimonianza di Peter Bak, Chief Information Officer dell’Humber River Hospital di Toronto, in Canada, uno dei primi ospedali al mondo a dotarsi di un “Command Center”. Simile a una torre di controllo del traffico aereo, il sistema sviluppato da GE Healthcare fornisce al personale clinico informazioni in tempo reale per aiutarlo a prendere decisioni rapide sulla gestione del flusso dei pazienti consentendo il coordinamento delle cure per ogni singola persona. L’ottimizzazione del sistema non consente soltanto di operare al meglio delle proprie possibilità durante la quotidianità, ma rappresenta un ulteriore aiuto per affrontare i periodi critici. Grazie all’ottimizzazione dei processi, ad esempio, l’Humber River Hospital è stato in grado di creare l’equivalente di una capacità di 35 posti letto in più senza aggiungere personale o infrastrutture, risparmiando oltre 11,5 milioni di dollari. Ora l’obiettivo della struttura è quello di fornire monitoraggio e assistenza domiciliare da remoto per ridurre al minimo l’ulteriore diffusione di COVID-19, consentendo inoltre ai pazienti di accedere virtualmente a cure urgenti per problemi di minore acuità, evitando così visiste non necessarie al pronto soccorso.

Il contributo di Victor Savevski, Chief Innovation Officer di Humanitas Healthcare Group, ha dimostrato che non è necessario volare oltreoceano per valorizzare le potenzialità della Sanità digitale. La collaborazione tra il Gruppo ospedaliero e Roche, infatti, ha dato vita a sistemi di Clinical Decision Support che consentono di affrontare la crescente complessità delle informazioni a disposizione attraverso una gestione più semplice dei dati diagnostici rilevanti provenienti da diverse discipline, supportando il personale sanitario nella presa di decisioni più informate, tempestive e personalizzate sul singolo paziente. Oggi questi sistemi costituiscono un importante strumento per il concretizzarsi di un’assistenza sanitaria basata sul valore poiché possono contribuire a migliorare significativamente l’outcome per i pazienti in termini di accuratezza e personalizzazione del percorso diagnostico-terapeutico, ottimizzando al contempo tempi e risorse.

Le nuove tecnologie possono offrire un aiuto importante anche nella lotta contro il Covid-19: gli specialisti di Humanitas stanno realizzando un algoritmo in grado di accelerare, con l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, il processo diagnostico dei pazienti affetti dalla patologia, identificando con grande velocità attraverso un’analisi avanzata della tomografia computerizzata coloro che necessitano del ricovero in terapia intensiva.

Un altro tipo di soluzione “intelligente” su cui si è concentrato Epocal è rappresentato dalle piattaforme di monitoraggio avanzato finalizzate a semplificare la gestione dei pazienti in area critica. Sistemi all’avanguardia che offrono software di supporto decisionale su base predittiva, in grado di fornire ai medici informazioni relative alla probabilità che un paziente possa sviluppare una tendenza verso un evento critico, come appunto un episodio ipotensivo, prima che si verifichi.

Esempi concreti, insomma, per dimostrare che la nuova epoca della Sanità è già iniziata.

A intervenire nel corso dell’incontro, moderato dalla Giornalista RAI e conduttrice del TG2 Manuela Moreno e trasmesso sul canale YouTube dedicato all’evento, sono stati anche Sandra Zampa,Sottosegretario di Stato, Ministero della Salute; Andrea Laghi, Componente del Consiglio Superiore di Sanità; Mattia Fantinati, Consigliere del Ministro per l’Innovazione Tecnologica e la Digitalizzazione; Giovanni Gorgoni, DG, AReSS Puglia; Ruggero Razza, Assessore alla Sanità, Regione Sicilia; Angela Adduce, Dirigente generale, Ragioneria Generale dello Stato, Ministero dell’Economia e delle Finanze; Andrea Urbani, Direttore Generale, Dipartimento Programmazione sanitaria, Ministero della Salute; Francesco Fimmanò, Componente del Consiglio di Presidenza della Corte dei Conti; Antonio Gaudioso, Segretario Generale, Cittadinanzattiva; Nino Cartabellotta, Presidente Fondazione GIMBE; Carlo Corazza, Responsabile Ufficio in Italia del Parlamento europeo, e Fabio Massimo Castaldo, Vicepresidente del Parlamento europeo.

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