Stringere la mano, accarezzare, prendersi cura di qualcuno, ma anche digitare, cucinare, lavorare, creare: le mani sono centrali nelle interazioni umane perché raccontano chi siamo, costruiscono connessioni e trasmettono vicinanza.
Quando la pelle delle mani è colpita da una patologia cronica visibile, pruriginosa e talvolta dolorosa, come l’eczema cronico delle mani, l’impatto non è solo fisico ma diventa anche sociale, emotivo e professionale.
L’eczema cronico delle mani è una malattia infiammatoria cronica cutanea, anche se può avere andamento fluttuante nel tempo, che si manifesta su mani e polsi con diversi aspetti. Infatti, possono essere presenti arrossamento, vescicole, secchezza, ispessimento della pelle e/o fissurazioni; il prurito è costante e talvolta è presente dolore.
Questa patologia colpisce nel mondo fino a 1 adulto su 10 nel corso della vita e, nelle forme moderate gravi, può portare ad assenteismo lavorativo, limitazioni sociali e affettive, e costi sanitari rilevanti.
La terapia consiste essenzialmente nella prevenzione dei contatti con sostanze potenzialmente dannose, nel ripristino della barriera cutanea con emollienti e nella riduzione dell’infiammazione con i corticosteroidi topici. Le attuali terapie disponibili, però, in particolare i corticosteroidi, possono essere inadeguate o non adatte a un uso prolungato.
A Milano nel corso di una conferenza stampa, LEO Pharma ha annunciato la disponibilità in Italia di delgocitinib, primo e unico trattamento inibitore pan-JAK topico indicato specificatamente per i pazienti adulti affetti da eczema cronico delle mani da moderato a grave per i quali i corticosteroidi topici sono inadeguati o inappropriati.
All’evento, dal titolo “Free your hands ECZhibition: liberare le mani dall’eczema cronico è possibile”, sono intervenute le Società Scientifiche, SIDeMAST e SIDAPA, e l’associazione di pazienti ANDeA, i cui rappresentanti hanno approfondito i vari aspetti legati alla patologia e si sono confrontati per delinearne le prospettive future.
“L’eczema cronico delle mani è definito come eczema delle mani che dura più di tre mesi oppure che recidiva almeno due volte l’anno – ha commentato Antonio Costanzo, Vicepresidente della Società Italiana di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse – Colpisce maggiormente le donne, con una prevalenza annuale pari al 5,6% versus il 3,8% che si registra negli uomini. La patogenesi è multifattoriale: possono essere coinvolti fattori endogeni – come difetti della barriera cutanea e disregolazione immunitaria locale – ed esogeni come irritanti, allergeni e agenti patogeni”.
Alcune professioni presentano un rischio maggiore, in particolare dove è più frequente l’esposizione a sostanze irritanti e agenti chimici come pulizie, sanità, ristorazione collettiva e professioni meccaniche. Per coloro che lavorano in questi settori, la prevalenza dell’eczema cronico delle mani può provocare importanti conseguenze professionali: il 35% dei pazienti con grado da moderato a severo ha usufruito di un congedo per malattia negli ultimi mesi, il 25% non è in grado di lavorare e il 5% ha dovuto rinunciare al lavoro.
Oltre al disagio fisico, si tratta di una patologia “che si vede”.
“L’eczema cronico delle mani incide profondamente sulla vita delle persone, interferendo con il lavoro, la vita sociale e le attività quotidiane. I dati mostrano che oltre il 70% dei pazienti affronta difficoltà nelle occupazioni domestiche e più del 50% nella cura personale. Garantire l’accesso a trattamenti efficaci e ben tollerati non è solo un obiettivo sanitario, ma un passo necessario per tutelare la qualità di vita e la piena partecipazione sociale” ha dichiarato Mario Coccioli, Presidente dell’Associazione Nazionale Dermatite Atopica.
È importante sottolineare che 1 paziente su 2 con eczema cronico delle mani severo e refrattario riporta condizioni di ansia e depressione.
L’ eczema cronico delle mani può essere difficile da gestire per il suo decorso cronico-recidivante, richiedendo un approccio a lungo termine. D’altra parte la causa non sempre è evidente; la malattia, infatti, pur con gli stessi aspetti clinici, può essere espressione di dermatite atopica, di dermatite da contatto irritante o di dermatite allergica da contatto. Inoltre, anche rimuovendo irritanti o allergeni iniziali, la malattia può persistere e riacutizzarsi, alimentando frustrazione nei pazienti e bisogno di trattamenti efficaci e ben tollerati per un controllo dei sintomi nel lungo periodo.
“Secondo le raccomandazioni delle linee guida europee – ha affermato Katharina Hansel, Vicepresidente Società Italiana di Dermatologia Allergologica Professionale e Ambientale – il trattamento di prima linea include corticosteroidi topici, spesso a breve termine, mentre per le forme severe può essere utilizzata una terapia sistemica dopo il fallimento dei topici. Tuttavia, l’uso di terapie sistemiche può richiedere un monitoraggio aggiuntivo ed è associato a eventi avversi che possono portare a riduzione della dose o interruzione”.
Delgocitinib rappresenta, dunque, una nuova possibilità terapeutica per il trattamento dell’eczema cronico delle mani da moderato a severo negli adulti per i quali i corticosteroidi topici risultano inadeguati o inappropriati.
“Si tratta del primo e unico inibitore topico pan-JAK – ha aggiunto Silvia Mariel Ferrucci, Responsabile Servizio di dermatologia allergologica della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano – Inibisce l’attivazione della trasmissione del segnale JAK-STAT, che svolge un ruolo chiave nella patogenesi della malattia, e interviene sui diversi aspetti della stessa: infiammazione, disfunzione della barriera cutanea e prurito, contribuendo anche al miglioramento della pelle.20 Grazie alla somministrazione topica, delgocitinib offre i benefici di un inibitore del JAK con un profilo di sicurezza migliore rispetto alla terapia sistemica e rappresenta un’importante innovazione nella gestione dell’eczema cronico delle mani, perché dai risultati degli studi clinici è risultato efficace e ben tollerato nel breve e nel lungo termine. I dati clinici hanno riportato un rilevante miglioramento dei sintomi già dopo 1 giorno di terapia per quanto riguarda il prurito e dopo 3 giorni per il dolore”.
Gli esperti riuniti a Milano si sono confrontati anche sulle nuove prospettive di qualità di vita di cui beneficeranno i pazienti grazie all’utilizzo di delgocitinib.
“Oltre ai risultati clinici sulla riduzione della gravità della malattia, per noi è fondamentale sottolineare l’impatto di delgocitinib sulla qualità di vita – ha dichiarato Paolo Melito, Direzione Medica LEO Pharma Italia. Migliorare concretamente la vita delle persone, rispondendo a bisogni terapeutici ancora insoddisfatti, è la mission che guida LEO Pharma. Negli studi di fase 3, oltre 7 pazienti su 10 trattati con delgocitinib hanno ottenuto un miglioramento clinicamente significativo del Dermatology Life Quality Index, confermando il valore di questa nuova opzione topica nella gestione dell’eczema cronico delle mani”.
L’approvazione di delgocitinib si basa sui risultati del programma clinico di fase 3 DELTA 3, che comprende gli studi clinici DELTA 1 e DELTA 2 che hanno valutato la sicurezza e l’efficacia della crema delgocitinib rispetto al veicolo della crema. I risultati degli studi sono stati pubblicati su The Lancet che è considerato uno dei periodici peer-reviewed più influenti al mondo.
Negli studi clinici di fase 3 DELTA 1 e DELTA 2 il trattamento ha raggiunto gli endpoint primari e secondari, mostrando miglioramenti significativi già nelle prime settimane e un profilo di sicurezza coerente nelle estensioni a 36 settimane dello studio DELTA 3, dimostrando sia efficacia a breve termine che controllo a lungo termine della malattia.


