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DiaSorin ha diffuso i risultati finanziari relativi all’esercizio 2020, periodo in cui i ricavi si sono attestati a 881,3 milioni di euro, in aumento del 24,8% rispetto a quanto registrato nel 2019.
La crescita nel 2020 è stata guidata dalle vendite di test per il SARS-CoV-2, pari a 266,1 milioni di euro e dal business ex-COVID che, seppur in flessione dell’11,3% a cambi costanti, ha registrato un costante e graduale recupero, arrivando nell’ultimo trimestre a un risultato quasi in linea col periodo precedente.
Si segnalano la crescita a tripla cifra del business molecolare, guidata in larga parte dal test per la diagnosi del COVID-19, del business CLIA, al netto della Vitamina D e delle vendite di strumentazioni. Nel corso dell’anno l’effetto dei cambi ha inciso negativamente sul fatturato 2020 per 15,5 milioni di euro.
Il Margine Lordo è pari a 602,9 milioni di euro, in crescita del +23,4%, con un’incidenza sul fatturato pari al 68,4%. La differenza rispetto al 2019 è principalmente da imputare a un diverso mix di prodotto. L’EBITDA è pari a 385,3 milioni di euro, in aumento del +39,2%, con un’incidenza percentuale sul fatturato del 43,7%. Il risultato beneficia dell’importante leva operativa generata dall’aumento dei ricavi e dalla conseguente riduzione dell’incidenza delle spese sul fatturato. A questo si aggiunge il maggior assorbimento dei costi fissi per effetto del forte aumento di volumi prodotti nel comparto della diagnostica molecolare. L’EBIT è pari a 324,2 milioni di euro, in crescita del +48,8% con un’incidenza sul fatturato pari al 36,8%. L’Utile Netto Consolidato è pari a 248,3 milioni di euro, in aumento del +41,3% con un’incidenza sul fatturato pari al 28,2%. La Posizione Finanziaria Netta consolidata al 31 dicembre 2020 è positiva per 305,3 milioni di euro, in aumento di 132,5 milioni di euro rispetto al saldo di fine 2019. Il Free Cash Flow di Gruppo nel corso dell’esercizio 2020 è pari a 232,2 milioni di euro.

L’andamento delle vendite ha visto i Test CLIA, al netto della Vitamina D, in crescita del +8,9%; la Vitamina D in calo del -27,4%; il Test ELISA in calo del -30,4%; i Test Molecolari in crescita del +307,3%; Strumentazioni e altri ricavi, in crescita del +8%.
Al 31 dicembre 2020, il numero complessivo di analizzatori di immunodiagnostica installati è pari a 8.775 unità. Si segnala l’ottimo andamento nel periodo delle installazioni del LIAISON XL, pari a +598 unità.
Nel corso del 2020, l’importante incremento delle vendite dei test molecolari ne ha portato l’incidenza sul fatturato complessivo al 29,4%. Di conseguenza, le vendite dei test CLIA, pur se in crescita nel corso dell’esercizio, vedono ridurre la propria incidenza al 54,3%. Parimenti, il peso delle vendite di test ELISA è sceso al 7,4%, anche per effetto della prevista conclusione del contratto relativo al business ELISA di Siemens al termine del 3° trimestre 2020. Il peso percentuale delle vendite degli strumenti sul totale del fatturato è in lieve diminuzione, pur a fronte dell’incremento del relativo fatturato registrato nel corso dell’esercizio.

Nel corso dell’esercizio 2020 si evidenziano importanti differenze nei risultati delle diverse geografie, attribuibili alla diversa virulenza e tempistica della diffusione del COVID-19, nonché alle misure di gestione dell’emergenza adottate dalle autorità governative ed alla disponibilità commerciale dei test COVID-19 lanciati dal Gruppo.
Da segnalare l’ottima performance del mercato Stati Uniti e Canada, in crescita del 77% a tassi di cambio costanti, che porta l’incidenza dell’area sul fatturato di Gruppo al 40,5%.
Per la regione Europa e Africa il fatturato nell’esercizio 2020 è pari a 391,4 milioni di euro, in aumento del 20,3% rispetto al 2019. Il fatturato di tutti i principali paesi dell’area è cresciuto principalmente per effetto del contributo del test COVID-19 molecolare, oltre che a seguito del progressivo miglioramento delle vendite dei test ex-COVID, con particolare evidenza nel 2° semestre, nonostante le ripetute misure di lockdown.
L’Italia ha registrato un aumento del +32,9%, a seguito del positivo andamento delle vendite molecolari per il COVID-19 e del pannello CLIA, in particolare il test per la Tubercolosi Latente. La Germania è cresciuta del +3%, con un contributo significativo dei test CLIA per la Tubercolosi Latente e per il COVID-19. La Francia ha registrato invece un aumento del +9,2%, crescita caratterizzata dalle significative vendite del test COVID-19 molecolare in grado di compensare la riduzione dei volumi dei test di routine in seguito alla pandemia. L’Export ha registrato un calo del -10,7%, principalmente a seguito della riduzione dei volumi dei test di routine provocata dal propagarsi della pandemia nei paesi serviti attraverso distributori.

Il fatturato nell’esercizio 2020 di Stati Uniti e Canada è pari a 357,1 milioni di euro, in aumento del 73,5% rispetto al 2019, grazie all’importante contributo dei prodotti di diagnostica molecolare e di immunodiagnostica in risposta all’infezione da SARS-CoV-2. Il business ex-COVID ha, inoltre, evidenziato un progressivo recupero nella seconda parte dell’esercizio, con particolare evidenza nel 4° trimestre.
La Diagnostica molecolare ha visto le vendite in crescita del 240%, guidate dal test per l’identificazione dei pazienti positivi al SARS-CoV-2 nei laboratori ospedalieri e commerciali e dall’incremento delle vendite dei test per l’influenza.
L’Immunodiagnostica, invece, ha registrato vendite in crescita dello 0,5%, per effetto dell’importante contributo dei test sierologici per il SARS-CoV-2 e del marcato recupero dei volumi di test ex-COVID a partire dal 3° trimestre, in grado di compensare la contrazione dei ricavi della Vitamina D e dei test di routine provocata dalla pandemia.

Il fatturato nell’esercizio 2020 di Asia e Oceania è pari a 100,6 milioni di euro, in diminuzione del 25,1% rispetto al 2019. La performance della regione ha subito un particolare rallentamento per effetto dei lockdown messi in atto a seguito della pandemia da COVID-19. La Cina ha registrato un calo del -32,2% in valuta locale, come effetto congiunto del rallentamento delle attività di screening diagnostico durante la pandemia e dell’indisponibilità commerciale dei test di immunodiagnostica e diagnostica molecolare per il SARS-CoV-2 sviluppati dal Gruppo. L’Australia ha invece visto un decremento del -3,8% in valuta locale, lieve contrazione delle vendite, sebbene in recupero progressivo nel corso dei diversi trimestri dell’esercizio.

Il fatturato nell’esercizio 2020 dell’America Latina è pari a 32,2 milioni di euro, in diminuzione del 21,5% rispetto al 2019. L’andamento delle vendite nella regione è stato caratterizzato da un 1° trimestre in crescita, seguito da una forte contrazione del business nel 2° trimestre a seguito della pandemia. Nel 2° semestre, la disponibilità dei test sierologici per il SARS-CoV-2 ed il recupero delle vendite di routine ex-COVID, hanno fatto registrare un trend positivo, pur tuttavia non sufficiente a controbilanciare l’andamento negativo registrato nella prima parte dell’anno.
Il Brasile è cresciuto del +8,9% in valuta locale, a seguito della forte contribuzione dei test COVID e di routine nel 2° semestre che ha più che compensato il difficile avvio dell’esercizio provocato dalla pandemia. Il Messico ha invece registrato un calo del -12,5% in valuta locale, per effetto della riduzione dei volumi di test nel paese a seguito della pandemia.

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