Cuore e polmone operati insieme al Maggiore di Parma

All’Ospedale Maggiore di Parma è stato eseguito con successo un eccezionale intervento chirurgico combinato che ha permesso di trattare simultaneamente una grave patologia oncologica e una disfunzione cardiaca. La paziente, una donna di 65 anni residente a Parma, era arrivata all’attenzione dei medici con una lesione tumorale polmonare di circa 5 centimetri. Un risultato reso possibile dall’elevata specializzazione dei professionisti coinvolti e da una stretta collaborazione multidisciplinare che conferma l’Ospedale Maggiore di Parma come centro di riferimento per la chirurgia ad alta complessità.

Durante gli accertamenti preoperatori era stato individuato un grave restringimento della valvola aortica, una condizione che avrebbe reso molto rischioso affrontare il solo intervento al polmone che, se trattato separatamente, avrebbe comportato tempi di recupero più lunghi e un ritardo nel percorso di cura oncologico.

Per rispondere a questo quadro clinico complesso nelle sale operatorie della struttura di Cardiochirurgia, diretta da Francesco Nicolini, le equipe di Chirurgia Toracica e di Cardiochirurgia hanno così eseguito un intervento combinato attraverso un unico accesso mini-invasivo.

Con una minitoracotomia l’equipe di Chirurgia Toracica, guidata da Luca Ampollini e da Valeria Balestra, ha eseguito l’asportazione del lobo polmonare interessato dal tumore. Successivamente, attraverso lo stesso accesso chirurgico, l’equipe cardiochirurgica composta da Suad El Qarra, responsabile del programma di chirurgia valvolare mini-invasiva, da Alberto Molardi e da Alessia Kurti ha effettuato la sostituzione della valvola aortica con una protesi di ultima generazione.

L’intera procedura è stata supportata dal servizio di Anestesia e Rianimazione 1, diretto da Sandra Rossi, con il contributo dei dottori Andrea Ramelli e Federico Pontone.

L’eccezionalità di questo intervento non risiede soltanto nella complessità delle due procedure, entrambe di elevata complessità, ma soprattutto nella loro esecuzione contestuale in un’unica seduta operatoria. Un approccio che ha consentito vantaggi significativi per la paziente.

Tradizionalmente, infatti, casi di questo tipo vengono affrontati in due tempi: prima la correzione del problema cardiaco e solo dopo, a distanza di settimane, l’intervento oncologico. La soluzione adottata a Parma ha invece permesso di ridurre il trauma chirurgico grazie alla tecnica mini-invasiva, accorciare sensibilmente i tempi di recupero e soprattutto evitare ritardi nel trattamento del tumore, accelerando l’avvio del successivo percorso oncologico già condiviso con Marcello Tiseo, direttore dell’Oncologia medica.

Anche il decorso post-operatorio è stato regolare e rapido. Dopo un breve ricovero in Terapia Intensiva Cardiochirurgica, sotto la responsabilità della dottoressa Silvia Grossi, la paziente è stata trasferita nel reparto di degenza. Le sue condizioni generali sono risultate ottime, con dimissioni a soli sette giorni dall’intervento.

Al successo della procedura hanno contribuito, oltre ai medici già citati, anche le strumentiste Sara Coppellotti e Stefania Di Gregorio, gli infermieri di sala Alessandro Spinosa e Margherita Broglia, e le perfusioniste Gloria Copellini ed Elena Cassinadri.

Rimani aggiornato ad ogni nuova notizia

Continue reading

Chiude il CILR 2026

Si è conclusa, a Roma, la XXII edizione del Challenges in Laparoscopy, Robotics & AI, ideato e promosso dal Prof. Vito Pansadoro, il congresso internazionale di riferimento per la chirurgia mini-invasiva, la robotica e l'intelligenza artificiale applicata alla medicina,...

All’Ospedale di Tivoli eseguito il primo intervento di protesi di ginocchio con navigazione computerizzata

L’Unità di Ortopedia e Traumatologia dell’Ospedale San Giovanni Evangelista di Tivoli ha eseguito con successo il suo primo intervento di protesi di ginocchio mediante l’utilizzo di navigatore computerizzato, introducendo una tecnologia di ultima generazione che consente un posizionamento estremamente...

Una “memoria nascosta” guida il destino delle cellule staminali

Le forti variazioni nel comportamento delle cellule staminali scheletriche non dipendono dal caso, ma da una precisa memoria biologica. Lo dimostra il nuovo studio firmato dall’Istituto dei sistemi complessi del Consiglio nazionale delle ricerche e da Sapienza Università di...