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Effettuato con successo al Gemelli, su un uomo di 63 anni affetto da mesotelioma pleurico, un trattamento sperimentale combinato di chirurgia e chemioterapia ipertermica intratoracica. L’intervento, eseguito in anestesia generale, è durato circa 6 ore. I chirurghi della UOC di Chirurgia Toracica della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS diretta dal Professor Stefano Margaritora, Ordinario di Chirurgia Toracica all’Università Cattolica, campus di Roma, hanno prima effettuato la resezione chirurgica della pleura e successivamente hanno infuso nella cavità toracica del paziente il farmaco chemioterapico ad alta temperatura. La procedura si è svolta senza complicazioni e, al termine della stessa, non rimanevano tracce macroscopiche di tumore. Dimesso dopo pochi giorni, senza complicanze maggiori, il paziente ai successivi controlli si è presentato in ottime condizioni, mostrando una piena ripresa delle sue consuete abitudini di vita.

“La combinazione di chirurgia e chemioterapia intra-operatoria – spiega Filippo Lococo, Professore associato di Chirurgia Toracica all’Università Cattolica e Dirigente Medico della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS – può rappresentare in alcuni casi una soluzione terapeutica sicura ed efficace che consente di utilizzare in sinergia le varie terapie. La chemioterapia a queste temperature risulta più efficace e penetra nelle strutture che sono a stretto contatto, entrando in circolo solo in minima parte; questo consente di limitarne gli effetti collaterali”.

La HITHOC è un trattamento sperimentale ma consolidato; il chirurgo prima rimuove tutta la massa tumorale visibile, poi immette i farmaci chemioterapici nella cavità toracica per ‘immergere’ tutti gli organi ‘toccati’ dal tumore, nell’intento di eliminare tutte le cellule tumorali residue. La macchina della HITHOC in una prima fase riempie il torace del paziente con soluzione fisiologica, riscaldandola lentamente la riscalda finché raggiunge una temperatura in grado di indebolire le cellule tumorali, senza danneggiare le cellule sane; a quel punto la macchina infonde la chemioterapia a dosaggio più elevato dello standard per circa 45-90 minuti; infine i chirurghi drenano via dalla cavità toracica i liquidi.

“Questa tecnica – spiega il professor Filippo Lococo – viene utilizzata più di frequente che in Italia in altri Paesi europei. Quello del Policlinico Gemelli è l’unico centro che la effettua attualmente in tutto il Centro-Sud Italia. In casi selezionati di tumore pleurico l’HITHOC rappresenta un’ulteriore valida opportunità terapeutica, da affiancare agli altri trattamenti disponibili. Fino a poco tempo fa la chirurgia consisteva nell’eseguire un intervento molto invasivo che prevedeva l’asportazione oltre della pleura, anche di tutto il polmone, il pericardio e il diaframma. Attualmente si preferisce ricorrere a un intervento più conservativo che però da solo non riesce a controllare a lungo la malattia. Per questo, è stata messa a punto questa tecnica terapeutica multimodale che unisce all’intervento chirurgico la somministrazione di una chemioterapia intratoracica ad alte temperature”.

Oltre al mesotelioma pleurico, le patologie che possono beneficiare di questo approccio, dopo attenta selezione dei casi sono le carcinosi pleuriche da timoma o da altre patologie.

La HITHOC è concettualmente  simile alla HIPEC un’opzione terapeutica praticata da tempo per il trattamento del tumori peritoneali.

Il mesotelioma pleurico è un tumore raro che colpisce soprattutto i maschi; è spesso associato a una lunga esposizione all’amianto e a una predisposizione genetica. Solo il 5% dei pazienti sopravvive a 5 anni, anche perché si tratta di una neoplasia difficile da diagnosticare; gli esami che ne rivelano la presenza sono la Tac del torace, la PET e la toracoscopia video-assistita che consente di effettuare delle biopsie. I sintomi che portano il paziente dal medico sono in genere l’affanno dopo sforzo e il dolore toracico, dovuti alla presenza di un versamento pleurico. Il trattamento è sempre multimodale. Sono ancora in fase di sperimentazione, ulteriori opzioni terapeutiche: dalle terapie target, all’immunoterapia.

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