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ASST MONZA: diventa realtà il Servizio dell’Infermiere di Famiglia e di Comunità

È diventato operativo da una decina di giorni il Servizio dell’Infermiere di Famiglia e di Comunità, il professionista che riveste il ruolo di collegamento tra la persona assistita e la sua famiglia, in sinergia con il Medico di Medicina Generale e gli operatori della rete ospedaliera e territoriale.

L’attività del Servizio IdFC si svolge nel contesto di vita quotidiana della persona presa in carico e comprende l’attuazione di interventi personalizzati, il rafforzamento dell’aderenza terapeutica ed il monitoraggio dello stato di salute mediante visite domiciliari, cercando così di evitare il ricorso improprio al Pronto Soccorso o a nuovi ricoveri.

Questo nuovo servizio, destinato ai cittadini residenti nell’ambito di competenza dell’ASST di Monza, è attivo otto ore al giorno dal lunedì al venerdì.

Ad oggi sono 5 i pazienti “fragili” presi in carico in collaborazione con il Medico di Medicina Generale dell’assistito.

In questa prima fase di attuazione del progetto il paziente viene segnalato all’IdFC attraverso il Servizio Ospedaliero di Dimissioni Protette per l’attivazione dell’assistenza al domicilio. La valutazione, in reparto, dell’IdFC dà quindi avvio ad una presa in carico dell’assistito. Il Medico di Medicina Generale viene contattato dall’IdFC per informarlo della volontà di prendere in carico la persona e per offrirgli la collaborazione nella gestione del caso. Successivamente, viene effettuata dall’IdFC la prima valutazione al domicilio attraverso un colloquio conoscitivo anche della sua rete familiare a seguito del quale vengono identificati gli interventi più appropriati. Una successiva fase di sviluppo del servizio potrà prevederne l’attivazione anche ad opera del Medico di Medicina Generale, con una partenza, quindi, dal livello territoriale.

“Questo nuovo modello assistenziale di tipo infermieristico, adottato dall’ASST Monza – specifica il Direttore Generale Mario Alparone – ha una valenza professionale importante in quanto consentirà alla persona “fragile” di essere assistita con continuità al proprio domicilio, e agli IdFC di esercitare la professione sul Territorio, in una delle sue forme più avanzate e moderne. Questo nuovo modello organizzativo si inserisce nell’attuale contesto caratterizzato da un invecchiamento progressivo della popolazione che genera fragilità e cronicità, così come da una esperienza epidemica, ancora presente, che ha evidenziato l’importanza delle cure primarie territoriali”.

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