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Apre il XXV Congresso Nazionale del Collegio Italiano dei Primari Oncologici Medici Ospedalieri con un appello preciso degli specialisti: uno screening oncologico, in fase precoce, può salvare la vita. La pandemia Covid-19 ha portato troppe persone a posticipare appuntamenti e controlli già programmati per la paura del contagio in ospedale. 

CIPOMO quindi raccomanda alla popolazione affinché torni a sottoporsi ai controlli di prevenzione oncologica presso strutture ospedaliere e centri che, grazie a tutte le misure intraprese in questi mesi, garantiscono massimi livelli di sicurezza. 

La riduzione dei test di screening, rispetto al 2019 pre-pandemia, determinata dalla riduzione degli inviti e dalla minor partecipazione, ha permesso come dimostrato da un recente studio, di stimare le lesioni tumorali che potrebbero subire un ritardo diagnostico pari a 3.324 carcinomi mammari, 2.782 lesioni CIN2+ della cervice uterina, 1.300 carcinomi colorettali e oltre 7.400 adenomi avanzati del colon retto. Con le conseguenze cliniche che, come detto in precedenza, potrebbero essere maggiori per lo screening mammografico e quello colorettale.

“Prima della pandemia – afferma Livio Blasi, Presidente CIPOMO – avevamo raggiunto risultati straordinari grazie agli screening, al punto che si prevedeva un calo notevole delle diagnosi di alcuni tumori, come ad esempio quello del colon retto o quello della mammella. Con i ritardi accumulati in questi mesi, stiamo vanificando parte del grande impegno profuso a tutti i livelli per diffondere la cultura della prevenzione e della diagnosi precoce. Dopo aver contribuito alla gestione dell’emergenza della prima fase, noi medici abbiamo mantenuto la prima linea per garantire l’accesso ai centri in sicurezza e lo svolgimento regolare degli screening, applicando le linee guida e i protocolli nazionali e internazionali. Ribadiamo quindi l’assoluta priorità per tutti i cittadini di superare il timore e tornare a sottoporsi ai controlli, ricordando con forza quanto il tempo in una diagnosi di cancro può fare realmente la differenza”. 

Fin dalle prime fasi della pandemia gli specialisti del CIPOMO hanno assicurato ai pazienti oncologici la continuità assistenziale e terapeutica grazie all’applicazione tempestiva di modalità organizzative che hanno consentito la riduzione degli accessi negli ospedali, la riprogrammazione dei trattamenti e, quando possibile, la domiciliazione delle cure, con la visita del medico e del personale sanitario a casa dell’assistito.

Il XXV Congresso Nazionale CIPOMO, dal titolo “SMART Walking tra tecnologia e Ars Medica” in modalità virtuale fino a sabato 22 maggio, sarà presieduto da Fabrizio Artioli, Direttore U.O. Medicina Oncologica Area Nord AUSL di Modena, Luigi Cavanna, Consigliere CIPOMO e Direttore di Dipartimento Oncologia ed Ematologia ASL di Piacenza, Claudio Zamagni, Consigliere CIPOMO e Direttore Oncologia Medica Addarii IRCCS Sant’Orsola di Bologna e Livio Blasi, Presidente CIPOMO e Direttore U.O.C. Oncologia dell’ARNASS Civico di Palermo. 

Nonostante il Covid-19 rappresenti inevitabilmente un argomento centrale anche di questo appuntamento medico-scientifico, il XXV Congresso CIPOMO offrirà un approfondimento a 360° sull’oncologia medica.

Dalla telemedicina ai Big Data, dalle innovazioni tecnologiche e terapeutiche alla medicina di genere in oncologia fino alle ripercussioni emotive di una diagnosi di tumore: il XXV Congresso del Collegio Italiano dei Primari Oncologici Medici Ospedalieri permetterà infatti un ampio confronto su questioni di primaria importanza per la qualità di vita dei pazienti oncologici. Inoltre, fino al 22 maggio, per la prima volta nella sua storia, il Congresso CIPOMO aprirà le porte anche alla partecipazione di tutte le altre figure professionali coinvolte nella presa in carico del paziente oncologico. 

“Il periodo di grande cambiamento che stiamo vivendo – afferma Claudio Zamagni – ha imposto la necessità di ripensare i modelli organizzativi e terapeutici in tutti gli ambiti della medicina. Noi di CIPOMO abbiamo risposto prontamente alle nuove sfide e in questo appuntamento virtuale di Bologna intendiamo aprire un confronto costruttivo con tutti gli attori coinvolti su come costruire il nuovo corso dell’oncologia medica affinché si possa coniugare la tecnologia con i principi umanitari ispiratori della nostra professione, mantenendo sempre al centro il paziente”.

Durante la tre giorni di Bologna sarà centrale il tema dell’innovazione tecnologica che, a causa dell’attuale pandemia, ha subito una forte accelerazione facendo emergere la necessità di intraprendere una riflessione comune a tutti gli stakeholder su problemi, punti di forza e punti di debolezza del nuovo scenario che si prospetta soprattutto grazie all’approvazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza da parte del Governo. Proprio a questa esigenza risponderà la Tavola Rotonda del 21 maggio dalle ore 09.00 alle ore 11.00 intitolata “La Babele dei sistemi informatici è inevitabile? La tecnologia informatica può essere smart anche in medicina?”.

Se da un lato la tecnologia sta offrendo e offrirà un contributo alla presa in carico del paziente oncologico, fondamentale anche ripensare l’organizzazione territoriale della cura, come dichiara Luigi Cavanna: “CIPOMO sta anche lavorando affinché l’oncologia medica ospedaliera riesca sempre di più ad intercettare i nuovi bisogni dei pazienti oncologici, anzi ad anticiparli in termini di risposta. Per questo si cercherà di sviluppare oltre all’assistenza ospedaliera anche quella sul territorio, da parte degli oncologi medici che potranno prestare la loro attività in strutture periferiche o in altre realtà che si stanno ora sviluppando, come ad esempio le Case della Salute. Questo ci consentirà di essere più vicino ai nostri assistiti e alle loro famiglie, riprendendo quanto imparato durante la prima fase della pandemia e rispondendo concretamente alle necessità di vicinanza e continuità assistenziale dei pazienti”.

Sull’importante tema dell’impatto di una diagnosi di tumore sugli affetti del paziente è dedicato un interessante momento di confronto, aperto a tutte le Associazioni di riferimento che si terrà sabato 22 maggio durante la Tavola Rotonda “La famiglia, gli affetti: il cancro oltre al paziente” che sarà trasmessa in diretta dalle ore 09.30 alle 11.45 sulla pagina Facebook Cipomo. 

“Una diagnosi di tumore – afferma Fabrizio Artioli – travolge il paziente e i suoi cari: è necessario ripensare la quotidianità, ristabilire le priorità e allo stesso tempo mantenere un equilibro che consenta l’organizzazione familiare e la gestione del trattamento. Abbiamo ritenuto utile, come CIPOMO, dare spazio alle testimonianze durante il nostro Congresso per dar voce, anche nell’ambito di un dibattito scientifico, a coloro che vivono il tumore sulla propria pelle. Grazie alla creazione di uno spazio informale ci auspichiamo di giungere a spunti, soluzioni e proposte operative utili a tutti gli attori coinvolti e che rappresenteranno sicuramente utili suggerimenti nel prosieguo dell’attività e nell’impegno del Collegio”.  

Al centro dei lavori del XXV Congresso CIPOMO anche altri rilevanti spunti, tra i quali quello del duplice ruolo di oncologa e madre che sarà trattato durante la sessione “Medico e madre. Il supporto alla maternità” del 21 maggio dalle 13.45 alle 14.45 che, sulla base delle esperienze delle professioniste, porterà alla luce come garantire che il percorso di gravidanza e maternità possa svolgersi con serenità e senza ripercussioni sull’attività delle équipe e sulle opportunità professionali e di carriera delle donne. 

Per offrire ai partecipanti una sessione di aggiornamento scientifico di alto livello, il 21 maggio dalle 14.25 alle 18.20 si svolgerà la sessione sull’evoluzione degli algoritmi decisionali delle principali neoplasie solide negli ultimi due anni con la partecipazione dei massimi esperti a livello nazionale. Inoltre, nell’arco dei primi due giorni di Congresso si svolgeranno tre Simposi monotematici sponsorizzati.

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