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Negli spazi della nuova sede della ABF Andrea Bocelli Foundation, situati a Firenze, in piazza San Firenze, il meeting che ha dato ufficialmente il via ai lavori della seconda fase di progetto del programma Challenges, che opera nell’ambito della ricerca scientifica, tecnologia e innovazione sociale e mira ad accogliere sfide importanti in termini sia di investimenti da compiere che di risultati da raggiungere, nella volontà di permettere a chiunque abbia difficoltà d’ordine economico o sociale, di arrivare a esprimere sé stesso. Il programma ha lo scopo di mettere insieme le migliori intelligenze per trovare soluzioni innovative che aiutino le persone ad affrontare e superare i limiti posti dalla loro disabilità o disagio verso una migliore qualità di vita.

Il direttore generale ABF Laura Biancalani e Amos Bocelli hanno accolto il gruppo di ricercatori che saranno dedicati al progetto, guidati da Silvestro Micera della Scuola Superiore Sant’Anna. “Il programma Challenges ” – dice Laura Biancalani – è nato con ABF stessa. Nel 2011 il fondatore stesso durante una cena lanciò una sfida ad un gruppo di ricercatori del MIT di Boston per invitarli a sviluppare un dispositivo che potesse permettere ai non vedenti e ipovedenti di avere una quotidianità e una socialità quanto più accessibile sia in indoor che in outdoor. Da quell’intuizione ne è nato un progetto che abbiamo portato avanti fino al 2016, con risultati già significativi, che ci hanno spinto a fare una ulteriore riflessione in merito nella volontà di dare vita ad una seconda fase progettuale, ancor più pratica, che potesse essere sviluppata in Italia”.

“La ricerca e la tecnologia – sottolinea Amos Bocelli che sarà parte viva di questo progetto – fanno parte della mia formazione, mi sono laureato in ingegneria aerospaziale e da subito la mia volontà è stata quella di poter mettere al servizio della ABF le mie competenze  e la mia volontà. Diciamo che la mia motivazione nasce da una duplice motivazione, come ingegnere son ansioso di misurarmi con questa sfida insieme al gruppo di lavoro, ma anche come parte di una famiglia in cui ho sperimentato da vicino la problematica della cecità ed ancor di più il desiderio di poter offrire agli altri una vita di opportunità”.

“Il nostro obiettivo è di utilizzare le nostre conoscenze ed esperienze pregresse nei settori della bioelettronica e della neuroingegneria per realizzare un dispositivo semplice da usare ma allo stesso tempo efficace e capace di migliorare la qualità della vita delle persone non vedenti e ipovedenti”, dice Silvestro Micera della Scuola Superiore Sant’Anna, che coordinerà le attività di un gruppo di ricerca composto anche da Sara MocciaAndrea CremaDaniele Berardini, ricercatori con differenti know-how per affrontare tutte le sfide scientifiche del progetto.

Il progetto ha come obiettivo principale lo sviluppo di un sistema indossabile che possa aiutare le persone non vedenti e ipovedenti a muoversi in ambienti non strutturati e compiere attività di vita quotidiana. Tale obiettivo si basa sia sui risultati raggiunti dalla fase 1 del progetto ABF, sia sulla significativa esperienza che la Scuola Superiore Sant’Anna ha acquisito, su temi quali feedback sensoriale con sistemi indossabili, intelligenza artificiale, riconoscimento di immagini. “ABF E-Theia Project” auspica di stimolare anche l’apertura a e di nuovi progetti con neuro-tecnologie ancora più complesse e impiantabili.

“Sono particolarmente felice che il fronte della fondazione legato alle sfide tecnologiche trovi oggi nuova linfa e un importante rilancio proprio in Italia – commenta Andrea Bocelli – laddove sussiste una concentrazione di eccellenze scientifiche di assoluto rilievo. Anche attraverso il diretto coinvolgimento di mio figlio Amos, seguiremo con attenzione e passione questo progetto, così ambizioso e necessario”.

Fondamentale sarà il passaggio dalla ricerca allo sviluppo industriale del sistema, per renderlo accessibile a tutti. “Trovare un partner che creda insieme a noi in questo progetto sarà un fattore determinante per poter rendere concreto quello che ci prefiggiamo di realizzare, perché come ci ricorda sempre il nostro fondatore il mondo è di chi fa non di chi parla solamente”, conclude Laura Biancalani.

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