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AMD ha annunciato l’ampliamento delle sue donazioni a supporto di altre 18 istituzioni nella lotta contro il COVID-19. Le CPU ad alte prestazioni AMD EPYC di seconda generazione e le GPU Radeon Instinct saranno impiegate per supportare i programmi di ricerca presso l’Università texana di Austin, l’Università di Toronto, la Stanford, la UCLA, l’università di Trento altre 13 istituzioni negli Stati Uniti, in Europa e in India.

Insieme  alle precedenti donazioni, ad oggi l’iniziativa AMD COVID-19 HPC Fund ha messo a disposizione 12 petaflop di potenza di calcolo totale, un valore che si attesterebbe tra i supercomputer più potenti al mondo,stando alla più recente classifica Top500.

La potenza di calcolo donata da AMD verrà impiegata principalmente sulla genomica, lo sviluppo di vaccini, la scienza della trasmissione e il modeling. I progetti spazieranno dal modeling evolutivo del virus e la comprensione di come la proteina, che conferisce le caratteristiche punte al virus, si attiva – processo che si verifica prima dell’interazione tra il coronavirus e la cellula umana – alle simulazioni fluidodinamiche su larga scala dei droplet di COVID-19 che viaggiano nell’aria.

Secondo il Professore Enrico Blanzeri del dipartimento d’Ingegneria e Scienza dell’Informazione dell’Università di Trento “Le risorse computazionali che AMD sta fornendo saranno inserite nel nostro progetto gene@home attualmente in corso, che mira a scoprire le relazioni causali tra l’espressione dei geni. In particolare, abbiamo intenzione di accelerare le ricerche relative ai geni che interagiscono con il SARS-CoV-2, in collaborazione con i ricercatori medici e gli studenti del Laboratorio di Data Mining Biologico. L’iniziativa di AMD è arrivata proprio al momento giusto, e ci aspettiamo che ci spinga a rendere possibili ulteriori metodi di analisi”.

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