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La Gastroenterologia varesina, diretta dal Dott. Sergio Segato, continua a crescere in tecnologia. E’ davvero rilevante infatti la recente acquisizione di una tecnologia di altissimo livello che porta l’intelligenza artificiale in sala endoscopica al servizio dello specialista impegnato ad eseguire una colonscopia. Si tratta di un sistema diagnostico molto avanzato che lavora in sinergia con il colonscopio permettendo di identificare in tempo reale e con elevata precisione immagini sospette per polipi. 

In sintesi, questa nuova macchina, di cui possono avvalersi pochissimi Ospedali italiani, funziona da terzo occhio, sofisticato e sensibile, che, rilevato il sospetto polipo, lo evidenzia sul monitor con un riquadro colorato e, contestualmente, produce un segnale acustico per richiamare l’attenzione dello specialista. Gli studi sperimentali condotti con questo dispositivo hanno dimostrato un sensibile incremento della capacità di evidenziare lesioni precancerose durante la colonscopia.

Il dispositivo, però, non si sostituisce allo specialista e non suggerisce come gestire i polipi individuati: “Spetta al medico valutare se la lesione è sospetta e come procedere secondo la pratica clinica standard e le linee guida” tiene a chiarire il Dr Segato, che aggiunge alcune considerazioni per evidenziare meglio l’impatto che questa nuova macchina ha sulla qualità del servizio offerto dalla Gastroenterologia dell’ASST Sette Laghi: “La colonscopia – spiega – rappresenta lo strumento più efficace per lo studio delle malattie del colon. Pur trattandosi di una metodica sofisticata non è scevra da limiti e criticità in particolare quando utilizzata nell’ambito dello screening del cancro colo-rettale. Il ruolo della colonscopia di qualità è determinante: in particolare il tasso di rilevazione di adenomi, che è il suo più importante indicatore di qualità, si correla in modo inversamente proporzionale all’incidenza di tumore negli anni successivi all’esecuzione dell’esame. Molti di questi, soprattutto se piccoli, possono sfuggire e non essere rilevati per motivi legati a diverse variabili soggettive o di natura tecnica, come il livello tecnologico degli strumenti utilizzati. Attualmente la tecnologia per la colonscopia è già molto sofisticata, ma ad aumentarne le potenzialità diagnostiche a supporto del medico si è aggiunto questo sistema diagnostico di altissimo livello tecnologico”.

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