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ASST Fatebenefratelli Sacco introduce il Sistema Surfacer Inside-Out

ASST Fatebenefratelli Sacco annuncia l’integrazione del Sistema Surfacer Inside-Out nella propria pratica medica.

L’introduzione di questa tecnologia innovativa segna un importante passo avanti nella cura dei pazienti emodializzati in quanto permetterà di ottimizzare le procedure di accesso venoso, riducendo i rischi associati e migliorando l’esperienza complessiva del paziente.

La prima procedura è stata eseguita a marzo presso il Presidio Ospedaliero Fatebenefratelli, grazie all’impegno congiunto del personale dei reparti di chirurgia vascolare, nefrologia e dialisi e della radiologia interventistica della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico.

Anche il Presidio Ospedaliero Sacco è già tecnicamente predisposto ad eseguire questo trattamento innovativo, grazie alla collaborazione tra nefrologia e radiologia interventistica.

Per affrontare i casi più complessi di accesso vascolare, è essenziale la presenza di un team multidisciplinare collaborativo, che si è formato e consolidato negli ultimi anni nella ASST Fatebenefratelli Sacco, anche grazie alla collaborazione con il dipartimento di Scienze Biomediche e Cliniche dell’Università di Milano.

L’accesso vascolare è indispensabile per poter eseguire l’emodialisi: durante un singolo trattamento di 4 ore, infatti, circa 20 litri di sangue passano attraverso il filtro di dialisi per essere depurati e tutto questo richiede un accesso ad alta portata.

Le opzioni di accesso ad oggi più comuni sono la fistola arterio-venosa, una protesi vascolare o un catetere venoso centrale. Tuttavia, il catetere può danneggiare la vena in cui è inserito e creare trombosi, determinando l’impossibilità futura di un secondo posizionamento di catetere.

Il Sistema Surfacer Inside-Out rappresenta uno strumento all’avanguardia che consente di ottenere un accesso venoso centrale destro in pazienti con ostruzioni venose. Questo dispositivo innovativo offre, infatti, numerosi vantaggi, tra i quali: Ripristino dell’accesso venoso, che consente la creazione di un accesso venoso centrale in pazienti con vene centrali occluse, preservando le opzioni future di accesso; Tecnica minimamente invasiva, che utilizza un approccio percutaneo che riduce al minimo il trauma per il paziente e accelera i tempi di recupero; Efficacia clinica comprovata, grazie a studi clinici hanno dimostrato un alto tasso di successo nel ripristinare l’accesso venoso centrale con il Surfacer System, senza eventi avversi correlati al dispositivo.

Nelle fasi di sviluppo clinico del device, Maurizio Alberto Gallieni, Professore Associato di Nefrologia presso l’Università degli Studi di Milano e Direttore dell’U.O.C. di Nefrologia e Dialisi presso l’ASST Fatebenefratelli Sacco di Milano, ha coordinato uno studio europeo di registro richiesto da FDA per l’approvazione all’utilizzo commerciale.

“Sono molto felice che questo trattamento innovativo sia oggi a disposizione dei nostri pazienti dializzati” commenta il Professor Gallieni, “e vorrei ringraziare tutti i colleghi che hanno collaborato affinché questo fosse possibile e che con grande professionalità ed entusiasmo, fin dalla prima procedura, hanno affrontato insieme a noi anche i casi più complessi, permettendo oggi ai nostri pazienti di affrontare rischi minori e avere un’esperienza di cura di qualità ancora più elevata”.

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