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Endometriosi: riparte il progetto “COMPREND-ENDO”

Si torna tra i banchi e si ricomincia a studiare, così anche l’endometriosi torna al centro della formazione scolastica. È fondamentale infatti che questa malattia cronica che si manifesta fin dalla giovane età, ma che è ancora difficile da riconoscere tanto che il ritardo diagnostico varia dai 5 agli 8 anni, sia conosciuta e compresa, per aiutare le donne a trovare il percorso terapeutico personalizzato e migliorare la propria qualità della vita. Questo l’obiettivo dell’A.P.E. Associazione Progetto Endometriosi, formata da pazienti volontarie di tutta Italia, la quale organizza e sostiene da 12 anni progetti di informazione e formazione nelle scuole, coinvolgendo i migliori esperti sulla patologia, nella certezza che le condizioni femminili possano migliorare notevolmente se la consapevolezza sull’endometriosi e su quelle che sono considerate le “malattie invisibili” comincia in classe. Di qui il progetto “COMPREND-ENDO” dell’A.P.E., a cui hanno aderito già oltre 250 istituti, dedicato alle ragazze della terza, quarta e quinta superiore, con il coinvolgimento di pazienti volontarie, ginecologi e psicologi, in modo da informare con un linguaggio giovanile e lezioni interattive, al passo con i tempi, le giovani donne sui sintomi, gli esami da fare, quando andare dal ginecologo e le terapie, il risvolto psicologico della patologia. Far comprendere che quel dolore che spesso le ragazze hanno durante il ciclo o durante i rapporti sessuali, tra i sintomi più comuni che indicano la possibile presenza della malattia, non è assolutamente normale, e che prendersi cura della propria salute, ascoltare, riconoscere, abbattere lo stigma, è la cosa giusta da fare.

«L’A.P.E., rivolgendosi alle ragazze, aperte agli stimoli e alle proposte formative che coinvolgono la propria parte femminile – sottolinea Annalisa Frassineti presidente dell’A.P.E. -, vuole porre le basi per una sensibilizzazione della società in materie delicate e fondamentali quali la comprensione e la solidarietà verso le persone affette da una patologia, la loro attiva partecipazione alle dinamiche della vita sociale, l’importanza della condivisione nella sofferenza, il valore della fiducia e della positività nei confronti della vita. L’endometriosi è ancora un tabù, così come lo sono parlare di ciclo mestruale e di patologie che possono compromettere la fertilità della donna. È importante far capire alle ragazze che qualora si riconoscano dei sintomi, non devono sentirsi sole».

A partire dallo scorso anno, grazie alla collaborazione tra AGENAS, Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, e l’A.P.E., è stata realizzata una campagna di sensibilizzazione sull’endometriosi e corsi formativi ed informativi per gli studenti. In particolare, in un incontro che si è svolto a Cesena, sono stati coinvolti oltre 8 mila ragazzi delle classi di terza, quarta e quinta superiore, i quali hanno potuto conoscere direttamente dai ginecologi, psicologi, pazienti, i principali esperti della patologia, l’endometriosi da tutti i punti di vista. Esplorare questa malattia è importantissimo, non solo per anticipare l’eventuale diagnosi, ma anche per stare vicino e dare buoni consigli alle amiche e a coloro che potenzialmente ne sono affette. “Non sei sola, io ti capisco”, ha scritto una delle ragazze sui questionari che sono stati somministrati ai medici e alle studentesse dopo gli incontri per comprendere meglio le esigenze delle ragazze e per perfezionare la qualità degli eventi formativi. “Dal ciclo dovrebbe nascere la vita, non il dolore”, “l’informazione è la salvezza”, “endometriosi: non una nemica, ma una compagna di viaggio”, sono altre considerazioni espresse a seguito degli appuntamenti, intesi anche come incontri culturali per promuovere la salute al femminile e il prendersi cura di sé. L’obiettivo dell’A.P.E. è cambiare l’approccio culturale alla malattia. Evitare di stigmatizzare il dolore femminile, per focalizzarsi sul benessere, sul prendersi cura di sé e sull’importanza di ascoltarsi ed ascoltare.

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