Il tumore al colon che ha colpito Pelè: da Aigo un appello alla prevenzione

Il cancro colon-rettale, tra i più aggressivi e di rapida progressione, è la terza neoplasia negli uomini e la seconda nelle donne. “Si calcola – spiega il Dott. Fabio Monica, Past President di Aigo Associazione Italiana Gastroenterologi ed Endoscopisti Digestivi Ospedalieri – che in Italia almeno 500mila persone abbiano avuto questo tumore e ogni anno se ne ammalino 51.000 e ne muoiano circa 19.000. La probabilità di ammalarsi aumenta progressivamente dopo i 50 anni ed è più elevata nei maschi”. La neoplasia insorge dalla proliferazione incontrollata delle cellule della mucosa della parete intestinale. Nella maggior parte dei casi si sviluppa a partire da polipi adenomatosi, che possono evolvere in senso maligno in circa 10-15 anni.

L’insorgenza della malattia è spesso inosservata perché i suoi sintomi si manifestano solo nel 40% dei casi, possono essere piuttosto generici e quindi molto facili da trascurare. I principali “campanelli d’allarme” sono sangue nelle feci, sensazione di evacuazione incompleta e anemia.
La prevenzione è quindi molto importante. Secondo le raccomandazioni sullo screening oncologico del Ministero della Salute, dai 50 anni in poi, se non si hanno fattori di rischio particolari, è necessario effettuare un test per la ricerca di sangue occulto nelle feci, che mira a segnalare piccole tracce di sangue nascoste che devono indirizzare a con esami più approfonditi, come la colonscopia.
È necessario che tutti coloro che hanno superato 50 anni si sottopongano frequentemente a screening diagnostici: la ricerca del sangue occulto nelle feci è in grado di identificare circa il 25% dei tumori del colon-retto, mentre la colonscopia è in grado di individuarne il 75%.

“Grazie alle campagne di screening e a una maggiore sensibilità alla prevenzione, in Italia, negli ultimi 6 anni, si è registrato un calo del 13% delle morti causate da cancro al Colon”, conclude Fabio Monica.

Per quanto concerne le abitudini di vita obesità e sedentarietà, carne rossa lavorata, eccesso alcolico sono tra i principali fattori di rischio, mentre una dieta ricca in frutta e verdura fresca, alimenti integrali, olio di oliva hanno un effetto protettivo: la dieta mediterranea.

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