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Chirurgia robotica mini-invasiva allo IOV

Oltre trenta interventi di chirurgia mini-invasiva sono stati eseguiti finora con il robot chirurgico Da Vinci X nella sede dell’Istituto Oncologico Veneto a Castelfranco Veneto. A tenere le redini della rivoluzione hi-tech in sala operatoria è il dottor Angelo Porreca, che da novembre 2020 coordina l’Urologia oncologica dello IOV con un’esperienza di oltre 1.500 interventi di robotica. Rispetto alla chirurgia tradizionale, la chirurgia robotica presenta innumerevoli vantaggi, tra cui un minor traumatismo della parete addominale e degli organi interni grazie all’impiego di bracci meccanici, un minor dolore postoperatorio e una rapida ripresa delle funzioni fisiologiche. Da dicembre, nella sede di Castelfranco Veneto, sono iniziati gli interventi con il robot chirurgico Da Vinci X, messo a disposizione dalla Regione. «In questi ultimi anni l’Istituto Oncologico Veneto ha puntato molto sull’innovazione – spiega il commissario Giorgio Roberti – A completamento del parco attrezzature già esistente, lo IOV ha incrementato la propria dotazione di strumenti diagnostici e terapeutici per offrire agli assistiti tecnologie più avanzate. Compreso l’innovativo Robot Da Vinci che, guidato con professionalità dalle sapienti mani dei nostri chirurghi specialisti, dà la possibilità di mettere in atto interventi precisi ed efficaci».

Il robot permette di eseguire mediante accesso laparoscopico un intervento mini-invasivo, garantendo una visione tridimensionale (migliorata fino a 10 volte rispetto alla normale visione dell’occhio umano), una significativa riduzione delle perdite ematiche e del dolore post operatorio, minime ferite chirurgiche, degenza ospedaliera più breve, e un veloce ritorno alla normale attività quotidiana. Il robot è utilizzato per il trattamento del tumore alla prostata, con minore possibilità che il paziente presenti incontinenza urinaria e disfunzione erettile rispetto l’intervento tradizionale. Ma anche per il tumore alla vescica o per il tumore al rene. «Il robot è uno strumento articolato, che il chirurgo manovra a distanza attraverso un joystick – spiega il dottor Porreca – Sul paziente intervengono sottilissime dita meccaniche, che muovendosi all’interno dell’addome, arrivano in punti altrimenti irraggiungibili. Il chirurgo, al posto di usare le sue mani, controlla ogni minimo movimento dei bracci robotici. Uno degli interventi più complessi è la cistectomia robotica con ricostruzione intracorporea, attraverso cui è possibile asportare l’organo e al tempo stesso ricostruirlo utilizzando un tratto di intestino di circa 50 centimetri. Il tutto senza tagliare l’addome, solo in laparoscopia attraverso piccole incisioni».

Il robot chirurgico Da Vinci X ha diverse applicazioni in ambito chirurgico e oncologico, che verranno sviluppate dal team del dottor Porreca e dall’unità di Chirurgia oncologica delle vie digestive del dottor Pierluigi Pilati. Gli interventi mini-invasivi si collocano all’interno di una strategia oncologica integrata, che prevede la combinazione tra chemioterapia e radioterapia.

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