Olipudasi alfa ha dimostrato un significativo miglioramento della funzione polmonare e del volume della milza in pazienti con ASMD

Olipudasi alfa, ricombinante umano della sfingomielinasi acida, ha dimostrato miglioramenti significativi della funzione polmonare e del volume della milza in pazienti con deficit di sfingomielinasi acida. I risultati di due diversi studi clinici in pazienti adulti e pediatrici sono stati presentati all’edizione virtuale 2020 dell’American Society of Human Genetics e saranno alla base del dossier che sarà sottoposto a valutazione da parte delle agenzie regolatorie dalla seconda metà del 2021.

Tradizionalmente conosciuta come malattia di Niemann-Pick di tipo A e di tipo B, l’ASMD è una malattia rara da accumulo lisosomiale, dovuta all’attività deficitaria di un enzima chiamato sfingomielinasi acida, che si trova in compartimenti speciali all’interno di cellule chiamati lisosomi ed è necessario per metabolizzare un lipide chiamato sfingomielina. Se questo enzima è assente o non funziona come dovrebbe, infatti, la sfingomielina non può essere metabolizzata correttamente e si accumula all’interno delle cellule, causando la morte cellulare e il malfunzionamento dei principali sistemi di organi. La sua carenza è dovuta a mutazioni nel gene sfingomielina fosfodiesterasi 1. L’incidenza globale stimata dell’ASMD è pari a 0,4-0,6 ogni 100,000 nuovi nati.

“L’ASMD è una malattia genetica progressiva e potenzialmente fatale con nessuna opzione di trattamento approvata,” commenta Melissa Wasserstein, Responsabile della Divisione di Medicina Genetica Pediatrica, Children’s Hospital presso Montefiore; Professore di Pediatria e Genetica, Albert Einstein College of Medicine. “I risultati di entrambi gli studi clinici con olipudasi alfa, su pazienti adulti e pediatrici, dimostrano chiaramente il potenziale di questo farmaco sperimentale di agire sulle manifestazioni cliniche dell’ ASMD e di avere un impatto significativo sulla vita di chi è affetto da questa patologia devastante.”

Lo studio randomizzato di fase 2/3 ha arruolato 36 pazienti adulti con ASMD di tipo B, ai quali è stato somministrato placebo oppure olipudasi alfa per infusione endovenosa ogni due settimane per 52 settimane. Lo studio ha valutato l’impatto del trattamento sulla funzione polmonare e i volumi di milza e fegato. È in corso anche un’estensione dello studio, in aperto, a braccio singolo, che valuterà efficacia e sicurezza a lungo termine di olipudasi alfa.

Olipudasi alfa ha migliorato significativamente la funzione polmonare rispetto al placebo, misurato come percentuale predetta della capacità di diffusione alveolo-capillare del monossido di carbonio.

Olipudasi alfa ha ridotto significativamente il volume della milza rispetto a un aumento con placebo, valutata come variazione percentuale del volume della milza rispetto al basale in multipli del normale.

Le reazioni associate all’infusione sono state da lievi a moderate. Gli eventi avversi più comuni che si sono verificati in questo studio sono stati mal di testa, rinofaringite, infezioni delle vie aeree superiori, tosse e artralgia. Anticorpi anti-farmaco indotti dal trattamento si sono registrati nei pazienti trattati con olipudasi alfa.

“Si tratta di dati robusti, supportati da un miglioramento statisticamente significativo della funzione polmonare e del volume della milza e da una riduzione clinicamente significativa del volume del fegato”, ha affermato Karin Knobe, Responsabile dello sviluppo per le malattie rare e le malattie rare del sangue in Sanofi. “La totalità dei dati dello studio mostra che olipudasi alfa ha il potenziale per consentire miglioramenti significativi in adulti che hanno convissuto per decenni con una malattia rara debilitante.”

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