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Anche la Chirurgia di Chioggia adotta il protocollo ERAS

Anche la Chirurgia dell’Ospedale di Chioggia ha adottato recentemente il protocollo ERAS, per ottenere un recupero migliore dei pazienti sottoposti a chirurgia maggiore, specialmente nel trattamento delle malattie dello stomaco e del colon retto.
“Il protocollo – ha spiegato il Primario di Chirurgia, il Dottor Salvatore Ramuscello – è un percorso di cura pre e post operatoria multiprofessionale, che stanno adottando le varie chirurgie, che mette davvero al centro il paziente permettendogli di riprendere in tempi più rapidi le sue funzionalità e la sua autonomia per un ritorno alle sue attività quotidiane”.
Un protocollo nato nei Paesi del Nord Europa e che si sta diffondendo come buona pratica in Italia e in Veneto.
“L’ERAS – ha continuato il Dottor Ramuscello – coinvolge diverse professionalità: oltre ai chirurghi, anche gli anestesisti, gli infermieri, gli OSS, i nutrizionisti, i fisioterapisti e gli enterostomisti. E prevede la collaborazione attiva del paziente, per ottenere il migliore risultato, basandosi su alcuni accorgimenti che devono essere presi nella fase precedente ed in quella successiva all’intervento”.
Prima dell’intervento è necessario che il paziente si prepari adeguatamente attraverso una alimentazione sana ed equilibrata, la cessazione del fumo almeno 30 giorni prima del ricovero in ospedale e svolgimento di attività fisica. Nell’imminenza dell’operazione, i professionisti del gruppo indicheranno le azioni da compiere per completare questa preparazione. Questa procedura viene applicata anche nel postoperatorio. Rispetto all’organizzazione tradizionale, nel protocollo ERAS, il paziente che deve sottoporsi ad un intervento chirurgico, viene accolto in Chirurgia alcune settimane prima dell’intervento con lo scopo di far conoscere prima il luogo del ricovero e i professionisti che lo avranno in cura, riducendo quindi lo stress psicofisico legato al ricovero. Viene effettuata una valutazione dello stato nutrizionale e fisico, per migliorare ove necessario alcuni parametri. Un paziente preparato, con uno stato nutrizionale adeguato e con uno stato fisico/respiratorio migliorato, riduce il rischio di complicanze polmonari e infettive. Inoltre particolare attenzione è attribuita al controllo del dolore.
“E’ importante tenersi aggiornati e stare al passo con i tempi – ha detto il Direttore Generale della Ulss 3 Giuseppe Dal Ben – per garantire risposte migliori e di qualità ai nostri cittadini. In questo caso, con l’adozione di questo protocollo, la nostra Chirurgia in un gruppo multidisciplinare mette in atto una serie di accorgimenti che tiene conto del paziente e delle sue peculiarità, dimostrandosi validi soprattutto nei pazienti anziani e fragili, dove l’allettamento prolungato non aiuta nella guarigione e nel recupero della propria autonomia”.

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