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Il virus SARS-CoV-2 che causa la Covid-19 è un nemico subdolo, che dispone di armi a noi sconosciute. Fino ad oggi la strategia attuata è stata difensiva. Il progetto #tamponailvirus è una iniziativa strutturata che mira a sviluppare una strategia di attacco al virus, mettendosi a disposizione delle Istituzioni e dei Centri qualificati del Paese, per accelerare la fase di validazione dei kit rapidi e il loro uso per lo screening di larghi strati della popolazione. L’iniziativa prevede il lancio di una raccolta fondi sulla piattaforma della Fondazione Italia per il dono onlus, finalizzata all’acquisto di grandi quantità di kit.
I promotori dell’iniziativa sono un gruppo di cittadini, con significative esperienze nel mondo dell’impresa, che hanno costituito un Comitato Promotore, con l’obiettivo di suscitare e supportare nuove iniziative per la necessaria “exit strategy” dalla attuale situazione di emergenza, in un momento storico in cui il fattore tempo è vitale. Il Comitato Promotore ha istituito un Comitato Scientifico, composto da scienziati e medici di chiarissima fama, rappresentanti accademici di alcune prestigiose università, IRCCS e ospedali.  
È prioritario identificare in modo rapido le persone già venute a contatto con il virus, per concentrare e differenziare in modo mirato gli sforzi di contenimento dei casi, creando le premesse per una progressiva ripresa dell’attività economica. È necessario quindi mappare la popolazione vittima dell’infezione identificando le persone che hanno sviluppato una risposta anticorpale protettiva.  
Decine di kit rapidi per la rivelazione di anticorpi contro SARS-CoV2 sono già arrivati alla popolazione italiana. Tuttavia, in assenza di validazioni rigorose, questi Kit potrebbero dare risultati poco affidabili, se non costituire delle vere e proprie truffe. Il primo obiettivo di #tamponailvirus è di contribuire a identificare i migliori test disponibili sul mercato e supportare gli sforzi degli enti regionali e nazionali, in modo da permettere l’uso di quelli realmente affidabili.  
L’ipotesi che la presenza precoce degli anticorpi contro il coronavirus possa permettere di diagnosticare l’avvenuto contagio deve essere ancora verificata. Occorre prima capire quanti giorni dopo l’inizio della positività al tampone sia evidenziabile la risposta anticorpale, se la positività significa immunità al virus e quale sia la sensibilità e la specificità dei vari kit.  
Il progetto poggia quindi su tre pilastri: validazione dei kit, screening massivo e mappatura degli immunizzati, con l’obiettivo di supportare la necessaria informazione e sicurezza della popolazione, onde facilitare il rientro nelle attività sociali e lavorative.  
Per attuare uno screening di massa, è necessario acquisire volumi significativi di test rapidi a base anticorpale che evidenzino le IgM e le IgG specifiche per il virus. L’utilizzo dei kit di test rapido non va a sostituire i tamponi di analisi dell’RNA, che diagnosticano l’infezione e non l’immunizzazione, ma si affianca a questa tecnologia a cui si ricorrerà per analisi più approfondite, secondo il giudizio degli operatori sanitari. Si vuole quindi fornire, il prima possibile, un numero adeguato di kit validati, per permettere lo screening sistematico e ripetuto di tutto il personale degli ospedali, i quali sono stati identificati come primi fruitori dell’iniziativa, come di tutti coloro che sono venuti a contatto con il virus.   
Il Comitato Promotore sta avviando l’acquisto di una prima tranche di test diagnostici da donare ad alcuni Ospedali di riferimento nella lotta al Covid-19 e iniziare la loro validazione tramite un raffronto sistematico con altre metodologie di riferimento. Successivamente sarà attivata una raccolta fondi, appoggiata alla piattaforma della Fondazione Italia per il dono onlus, per acquisire volumi significativi di kit per il test, da eseguire inizialmente in modo generalizzato nelle aree del Paese considerate di prioritario intervento da parte delle Istituzioni.  
Quello che caratterizza questa raccolta fondi è il proposito di supportare la diffusione e la validazione dei test sierologici, distribuendoli ampiamente a quei tanti centri qualificati che siano in grado, effettuandone un numero significativo, di determinarne la sensibilità, precisione e specificità in un raffronto sistematico con i tamponi.  
Lo screening di massa dovrà poi essere supportato da una Piattaforma Tecnologica, messa a disposizione delle Autorità, in grado di assicurare la necessaria informazione e sicurezza della popolazione, attraverso una piattaforma digitale gestita da autorità Nazionali o Regionali, onde facilitare il rientro nelle attività sociali e lavorative.

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