Tag Archives: ecg

RemoteA sviluppa SmartECG

L’azienda britannica RemoteA sta sviluppando un servizio denominato SmartECG, che accelera la diagnosi di malattie cardiovascolari e l’accesso dei pazienti al trattamento. Il servizio utilizza l’intelligenza artificiale. Al centro del servizio è l’algoritmo di RemoteA, che è stato sviluppato utilizzando l’ampia banca dati cardiologica dell’azienda.
Lo scopo del servizio SmartECG è ridurre la soglia per l’esame dei pazienti. I pazienti affetti da palpitazioni, extrasistole o sintomi simili potranno beneficiare di sapere se i loro sintomi possono essere realmente segni o meno di reale malattia cardiaca.
SmartECG è uno strumento decisionale clinico che facilita la cooperazione tra medici generici e cardiologi. È basato su un algoritmo che interpreta automaticamente i dati ECG, fa una selezione preliminare dei risultati chiave e aiuta i medici a fare diagnosi e determinare il successivo trattamento. L’algoritmo è in grado di raccogliere 1.5 milioni di ore di dati cardiografici da un totale di oltre 90mila pazienti.
Il servizio SmartECG include un’analisi automatica e un’opzione per consultare direttamente un cardiologo. Il medico generico ottiene un’analisi automatica entro un paio di minuti dopo aver scaricato i dati ECG. E se è necessaria una dichiarazione di uno specialista, è possibile ottenerla nel giro di pochi giorni. L’analisi prodotta da SmartECG accelera la diagnosi di uno specialista di circa 20 minuti per paziente.
Il servizio SmartECG sarà compatibile con la maggior parte degli apparecchi di monitoraggio ECG in commercio. Il processo di convalida medica per il servizio avrà invece inizio nella primavera 2018. Una volta completati i processi di convalida FDA e CE, il servizio verrà pilotato con dati prodotti da dispositivi ECG ambulatoriali nell’autunno 2018, dopo il quale il servizio verrà sul mercato.
RemoteA stima che entro il 2020 un totale di 10.000 medici generici utilizzerà la soluzione SmartECG, il che significa poter servire ogni anno circa un totale di 800mila pazienti.