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L’accoppiata diabete obesità incide sulla crescita economica nell’area OCSE

L’accoppiata diabete obesità ridurrà del 18% la produttività nell’area OCSE entro il 2035, questo quanto emerge dallo studio “The bitter aftertaste of sugar” svolto da Morgan Stanley. Gli esperti della banca d’investimenti Morgan Stanley hanno analizzato sotto il profilo economico l’impatto del consumo di zuccheri sulla salute e sulla crescita economica nei principali Paesi, sviluppati e in via di sviluppo, del pianeta. Secondo quanto emerge dallo studio un’alimentazione equilibrata è identificata come un fattore chiave e determinante per lo sviluppo economico a lungo termine di una popolazione. L’eccessivo consumo di zuccheri, che ha come conseguenze sovrappeso, obesità e diabete, è una cattiva abitudine alimentare che potrà compromettere seriamente la crescita economica. Nei paesi appartenenti all’area OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) l’impatto negativo di questa scorretta abitudine alimentare è valutato intorno al meno 18% di produttività nell’arco dei prossimi 20 anni. Tra i Paesi considerati maggiormente a rischio ci sono quelli in cui i tassi di diabete e obesità sono già particolarmente elevati (Cile, Repubblica Ceca, Messico, USA, Australia e Nuova Zelanda), che potranno accusare perdite di produttività tra il 20 e il 32%. Migliore si profila la situazione del Giappone, sotto al 10% e di Svizzera, Francia e Italia, sotto al 15%. “Diabete e obesità rappresentano due tra i principali problemi della salute pubblica a livello mondiale, su cui incide pesantemente la modifica degli stili di vita avvenuta dal dopoguerra in poi nei Paesi occidentali e attualmente in corso in quelli in via di sviluppo. Uno stile di vita connotato da una maggiore sedentarietà e consumi alimentari in eccesso, accompagnato dalla crescita del benessere economico, paradossalmente potrà nell’arco dei prossimi vent’anni produrre seri problemi di sostenibilità. Aumenta infatti l’aspettativa di vita, ma aumentano anche le malattie cosiddette proprie del benessere, che purtroppo mostrano effetti cronici a lungo termine, con costi sanitari e assistenziali enormi. A farne le spese sono tutti i sistemi sanitari, ma in particolare quelli dei Paesi che come il nostro offrono assistenza complessiva alla popolazione”, ha commentato Antonio Ceriello, Presidente AMD-Associazione medici diabetologi. “Queste tematiche – ha aggiunto Ceriello – saranno al centro, insieme agli aspetti clinici e scientifici del diabete, dei lavori della ventesima edizione del congresso nazionale di diabetologia organizzato da AMD a Genova”. La manifestazione prenderà il via nel pomeriggio di mercoledì 13 maggio al Centro congressi “Magazzini del cotone” e sarà aperta da una sessione inaugurale intitolata “Il problema diabete in Italia: dalle proposte alle possibili soluzioni”, si proseguirà nella mattinata del 14 maggio con il meeting congiunto con IDF-International Diabetes Federation sull’impatto del diabete in Europa e nel mondo e le azioni di contrasto messe in atto a livello di comunità scientifica e politica. Il XX Congresso Nazionale AMD, in cui sono attesi oltre 2000 partecipanti, rappresenta la più importante manifestazione diabetologica nazionale.