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Nuove apparecchiature radiologiche nel Carcere di Santa Maria Maggiore a Venezia

Esami radiologici più rapidi sui detenuti, senza extra costi per i trasferimenti all’Ospedale: sono ora possibili grazie all’installazione presso il Carcere di Santa Maria Maggiore di nuove strumentazioni di radiologia, collocate dall’Ulss 3 Serenissima grazie al finanziamento della Regione Veneto, e presentate oggi, presente l’Assessore alla Sanità, Luca Coletto.
La DGRV con cui Palazzo Balbi ha disposto l’acquisto di attrezzature sanitarie per gli Istituti Penitenziari del Veneto è della fine del 2015. Non appena definite le modalità operative di acquisizione delle attrezzature, l’Azienda sanitaria veneziana, in collaborazione con la Direzione delle due strutture penitenziarie, ha compiuto i passi necessari per adeguarsi alle indicazioni: “Si è svolto in questi mesi – spiega il Direttore Generale Giuseppe Dal Ben – il complesso percorso di sopralluoghi e di valutazione tecniche, che ha visto impegnate diverse figure e diverse Unità Operative della nostra Azienda sanitaria: l’Ingegneria Clinica, la Fisica Sanitaria, gli specialisti di Radiologia dell’Ospedale Civile di Venezia, il Dipartimento di Prevenzione, i tecnici del Servizio Manutenzione e i tecnici informatico”.
Il percorso, ora compiuto, ha portato all’installazione presso la Casa Circondariale di Santa Maria Maggiore di un apparecchio radiologico completo e di un ortopantomografo per radiografare l’arcata dentale.
La parte conclusiva dei lavori si è svolta con l’intervento di sette diverse ditte e di tutti i servizi dell’Ulss 3 coinvolti nel processo, e grazie alla collaborazione con la Direttrice, la dottoressa Immacolata Mannarella, che ha messo a disposizione il personale per garantire che i lavori si svolgessero celermente e garantendo la sicurezza dei tecnici che sono man mano  intervenuti.
Le apparecchiature radiologiche sono state collaudate e sono utilizzate dall’équipe di Sanità penitenziaria dell’Ulss 3 Serenissima. I tecnici radiologi sono stati formati all’utilizzo delle strumentazione grazie alla collaborazione con la Radiologia al Civile, guidata dal Primario Paolo Sartori.
Il potenziamento delle attrezzature sanitarie nel carcere maschile e in quello femminile ha lo scopo di diminuire le uscite per viste ed esami esterni alla struttura carceraria: “Solo nel corso del 2017 – sottolinea il dottor Vincenzo De Nardo, responsabile della Sanità penitenziaria dell’Ulss 3 Serenissima – sono stati effettuati più di 300 trasporti di detenuti in Ospedale. E le procedure per questi trasferimenti sono alquanto complesse, poiché presuppongono una richiesta del medico, il passaggio al CUP, l’autorizzazione del Magistrato di Sorveglianza, l’intervento dell’Amministrazione Penitenziaria, la disponibilità da parte del Nucleo Traduzioni, con tempi di attesa decisamente lunghi. La nuova apparecchiatura, oltre a garantire esami radiologici più rispondente alle esigenze cliniche, permetterà quantomeno di dimezzare il numero dei trasferimenti dei detenuti dal carcere all’Ospedale”.
Ovviamente resta la possibilità del trasferimento per i casi di emergenza/urgenza, per le patologie che prevedono interventi ospedalieri e per gli esami che richiedono grandi macchine.
Nelle due strutture carcerarie, oltre a un Medico di Sanità Penitenziaria per Istituto, che svolge in sostanza il ruolo di Medico di Base, operano la Guardia Medica, il personale Infermieristico, diversi specialisti, come specialisti del SerD e della Psichiatria, Dentista, Dermatologo, specialista di Malattie Infettive, e inoltre il Pediatra e il Ginecologo nel Carcere femminile. A questi si aggiungono gli specialisti volontari che vengono messi a disposizione in convenzione dalla Confraternita della Misericordia presso il Carcere Femminile della Giudecca.
La nuova strumentazione si aggiunge a quella già messa utilizzata dalla Sanità penitenziaria dell’Ulss 3 Serenissima nel Carcere di Santa Maria Maggiore è già a disposizione una modernissima apparecchiatura LifePack, che consente di inviare gli elettrocardiogrammi raccolti e altri dati direttamente presso l’Ospedale di Venezia, dove vengono letti e refertati in tempo reale, e nella Casa di Reclusione femminile della Giudecca è stato recentemente acquisito un nuovo elettrocardiografo.

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