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I rimedi più avanzati per superare i disturbi della menopausa: esperti riuniti a Zurigo

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Che cosa si può fare per attenuare i disturbi, fisici e psicologici, che affliggono moltissime donne durante la menopausa? L’elenco dei problemi è piuttosto lungo: vampate di calore, maggiore fragilità ossea, aumento del rischio di patologie cardiovascolari, atrofia dei tessuti vaginali, disturbi dell’umore, insonnia, difficoltà a mantenere la concentrazione, calo della libido, perdita di “tono” della pelle, aumento di peso, e altri ancora.
Non tutte le donne, naturalmente, vivono allo stesso modo e con la stessa intensità il passaggio, verso i 45-55 anni, dalla vita fertile a quella in cui le ovaie si disattivano e non producono più gli estrogeni e i progestinici: questa è la menopausa. «Ma è indubbio che il crollo degli ormoni femminili e la fine della capacità di procreare possano avere un influsso anche pesante sulla vita delle donne – spiega Giuseppe Benagiano, che per diversi anni ha diretto il Programma speciale di Ricerca, Sviluppo e Formazione alla ricerca sulla riproduzione umana dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, a Ginevra. – La situazione nuova è che, ormai, la maggior parte delle donne, nei Paesi più avanzati come la Svizzera, si ritrova a dover passare in menopausa una fase della vita equivalente a quella della fertilità: un periodo lunghissimo. Non era mai accaduto in passato».
Su questi temi, e sui rimedi più avanzati per contrastare i disturbi della menopausa, si sono incontrati oggi a Zurigo alcuni fra i migliori specialisti europei, chiamati a raccolta da IBSA Foundation for scientific research di Lugano, che ha organizzato un Forum intitolato “Female Healthy Aging”, ovvero l’invecchiamento in salute delle donne.
Gli estrogeni, come si sa, hanno un’importantissima funzione sessuale, ma svolgono anche un’azione protettiva sul cuore, intervengono nel metabolismo delle ossa, nella tonicità della pelle, e in altri ambiti ancora. Lo stop, o comunque un forte calo della loro produzione, condiziona dunque molte, significative attività dell’organismo femminile che, per certi aspetti, è “costruito” su questi ormoni.
I rimedi possibili ai disturbi della menopausa sono numerosi, in continua evoluzione. Soprattutto la terapia ormonale sostitutiva, permette di ovviare a molti dei problemi della menopausa, cominciando dalle vampate di calore, anche se il suo utilizzo va attentamente valutato dal medico. La terapia ormonale sostitutiva ha attraversato, però, forti contrasti nel mondo scientifico, perché nel 2002 era stata messa al bando da uno studio realizzato nell’ambito del Women’s Health Initiative Trial americano, che sembrava dimostrare un aumento significativo dei tumori al seno e dei rischi cardiovascolari fra le donne che utilizzavano la TOS. Studi americani ed europei successivi hanno poi ridimensionato, negli ultimi anni, quei risultati.
Questi temi, insieme alle ricerche più avanzate sull’invecchiamento femminile, sono stati oggetto di approfondimento durante il Forum organizzato da IBSA Foundation a Zurigo. Le relazioni dei professori Giuseppe Benagiano e Martin Birkhäuser, si sono alternate a quelle di altri specialisti di primo piano: Bruno Imthurn, professore e direttore del Dipartimento di endocrinologia riproduttiva, Ospedale universitario di Zurigo; Petra Stute, professore e vicedirettore del reparto di endocrinologia ginecologica e medicina riproduttiva al Women’s Hospital, Ospedale universitario di Berna; Anne Gompel, professore e direttore del Dipartimento di endocrinologia ginecologica, Università Paris Descartes (Francia); Pauline Maki, professore e direttore del Women’s Mental Health Research di Chicago (Stati Uniti); Raghvendra Dubey, professore e direttore della ricerca di base al Dipartimento di endocrinologia riproduttiva, Ospedale universitario di Zurigo; Hanna Savolainen, professore associato del Dipartimento di ostetricia e ginecologia, Università di Helsinki (Finlandia); Peyman Hadji, responsabile del Dipartimento di oncologia ossea e di endocrinologia e medicina riproduttiva al Krankenhaus Nordwest di Francoforte (Germania); Brigitte Leeners, professore e vice-direttore del Dipartimento di endocrinologia riproduttiva, Ospedale universitario di Zurigo.

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