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E’ stata dimessa, e sta bene. Una donna di 77 anni, residente nel Veneto, è la prima paziente sottoposta in Italia a intervento con accesso robotico attraverso l’ano per l’eradicazione di un tumore del retto. L’operazione, durata 2 ore e mezza in sedazione generale, è stata condotta dall’équipe del dottor Emilio Morpurgo, direttore dell’Unità operativa complessa di Chirurgia dell’Ospedale Pietro Cosma di Camposampiero e ha previsto l’utilizzo del Robot Da Vinci Xi, il più evoluto sistema robotico dedicato alla chirurgia mininvasiva. Questa piattaforma, in uso nell’Alta Padovana da cinque anni, consente di ottenere altissimi livelli di precisione e accuratezza del gesto chirurgico: rappresenta cioè l’ultima frontiera della chirurgia di precisione, superando anche la laparoscopia. Il chirurgo opera seduto a una console e utilizza dei comandi manuali che azionano delle braccia robotizzate all’interno del campo operatorio. Pur essendo in presenza di un robot non si deve pensare a un intervento eseguito autonomamente da un computer poiché nella realtà, dietro ai successi di questa tecnologia, c’è sempre un chirurgo esperto.“Per talune piccole neoplasie del retto o piccoli residui di neoplasia dopo radioterapia e chemioterapia si può effettuare un’asportazione del tumore risparmiando il retto, cioè senza la necessità di togliere il retto completamente. Tali interventi – spiega il dottor Morpurgo – sono particolarmente difficili dato lo spazio molto esiguo entro il quale ci si trova a lavorare sfruttando i movimenti degli strumenti robotici. Da qualche anno effettuiamo operazioni con una laparoscopia attraverso l’ano, tuttavia le manovre sono molto complesse data la rigidità degli strumenti. Abbiamo quindi ideato e messo a punto la tecnica robotica che è possibile solo con l’uso del Robot Da Vinci Xi, tecnica che consiste nell’inserire gli strumenti robotici nell’ano utilizzando uno specifico introduttore, nel distendere il retto con la CO2 che si usa in laparoscopia, asportando il tumore e suturando il difetto. Tutto questo sfruttando i movimenti articolati degli strumenti robotici”. La metodica è applicabile su pazienti selezionati, che presentano cioè tumori di piccole dimensioni o neoplasie che sono regredite molto dopo sedute di radioterapia. “Quando l’alta professionalità si unisce alla voglia di cercare nuovi percorsi terapeutici nascono primizie come questo intervento, unico in Italia. Grandi investimenti in tecnologia, come il Robot Da Vinci, consentono ai professionisti – commenta il Direttore generale dell’Ulss 6 Euganea, Domenico Scibetta – di esplorare nuove frontiere della medicina e della chirurgia, dando risposte sempre più appropriate e di eccellenza. Questo si traduce in un’assistenza migliore, più puntuale, più circostanziata, più personalizzata, più sicura, resa ai nostri pazienti”. Grazie alla precisione del gesto chirurgico il medico riesce ad essere più conservativo nel rispetto dei tessuti e degli organi non interessati dalla patologia nonché più preciso nelle fasi ricostruttive. In particolare l’utilizzo del Robot permette una miglior attività chirurgica soprattutto in ambito oncologico, maggiore sicurezza per il paziente, minor dolore post-operatorio, migliore preservazione delle strutture anatomiche, minori possibilità di complicazioni e soprattutto maggior precisione dell’atto, oltre che un minor rischio di sanguinamento e una ridotta necessità di trasfusioni.

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