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Messa a punto dal dottor Cesare Scoffone, primario dell’Urologia dell’Ospedale Cottolengo di Torino, la nuova tecnica ha superato brillantemente la prova su 600 pazienti affetti da Ipertrofia Prostatica Benigna. Il laser a olmio ha una precisione millimetrica e non tocca il tessuto sano, preservando la sessualità e la continenza. La nuova metodica e i dati positivi della cura con microfibre laser dei calcoli renali, dei tumori della vescica e delle cavità renali saranno illustrati a una platea di oltre 200 urologi provenienti da tutto il mondo al nono International Meeting Technology and Training in Endourology, in programma al Cottolengo da 6 all’8 novembre. All’inaugurazione presenzierà il Governatore della Regione Piemonte, Alberto Cirio, che ha commentato: “Con la nuova tecnica l’Urologia del Cottolengo, nota per l’uso di innovative tecniche chirurgiche endoscopiche mininvasive, si pone tra i centri di eccellenza internazionali per la cura di questa patologia. Nel contempo riduce i giorni di ricovero, con netto beneficio per il paziente e per il Sistema Sanitario Nazionale”. 

Alla nona edizione del Technology and Training in Endourology, che si terrà all’ospedale Cottolengo da 6 all’8 novembre,organizzato e presieduto dal dottor Cesare Marco Scoffone, direttore della Struttura Complessa di Urologia, gli ultimi progressi tecnologici puntano sul laser a olmio con la nuovissima tecnica Totally-en-Bloc Holep per il trattamento dell’IPB, che colpisce il 50% degli italiani over-50 e l’80% degli ultra ultrasettantenni. “L’efficacia e la sicurezza dell’avanzata metodica”, spiega il dottor Scoffone, “sono state ampiamente dimostrate da uno studio clinico svolto con la dottoressa Cecilia Cracco presso il Cottolengo dal 2012 al 2019 su 600 pazienti affetti da ipertrofia prostatica e di età compresa tra i 55 e 90 anni. Risultato: immediata ripresa della normale minzione, preservazione della continenza urinaria, netta riduzione disturbi irritativi postoperatori e assenza di sanguinamento oltre a un miglioramento della soddisfazione sessuale e della funzione erettilePositivi anche i dati del trattamento con microfibre laser dei calcoli renali, dei tumori della vescica e delle cavità renali”.

“La laserTotally HoLEP”, precisa Scoffone, “è l’unica  tecnica che opera senza toccare il tessuto prostatico e consente l’asportazione in blocco dell’adenoma senza perdite di sangue. Rispetto alla chirurgia del passato, l’istantanea coagulazione dei vasi, che riduce il sanguinamento intraoperatorio dal 15-20% all’1-2%, fa del laser a olmio lo strumento d’elezione per l’oltre un milione di italiani affetti da gravi malattie cardiovascolari in cura con anticoagulanti e/o antiaggreganti, che ora possono essere operati in tutta sicurezza senza sospendere la terapia salvavita. La nuova metodica non causa incontinenza urinaria e impotenza in quanto agisce all’interno della ghiandola prostatica”.

“L’evoluzione della tecnica Holep”, sottolinea il dottor Scoffone, “consente ora di asportare adenomi prostatici ostruenti molto voluminosianche di 300 grammi, finora operabili solo con la chirurgia open, invasiva e con complicazioni. L’intervento che si svolge in anestesia spinale e per via endoscopica transuretrale, cioè seguendo le vie naturali del corpo quindi senza incisioni della pelle, ha una durata che va dai 40 minuti a un’ora e mezza. La fibra laser introdotta dal pene nell’uretra attraverso un sottile cistoscopio effettua l’enucleazione, cioè la rimozione completa, dell’adenoma che viene ridotto in piccoli pezzi, poi estratti dalla vescica. Il tessuto asportato viene infine sottoposto all’esame istologico per escludere la presenza di cellule cancerogene La tecnica risolve l’ostruzione urinaria in modo efficace e permanente, ristabilendo una minzione normale e annullando quasi del tutto i sintomi irritativi post operatori. La durata del ricovero si riduce da una settimana a 48 ore”.

“Le fibre che emettono l’energia del laser a olmio”, dice ancora il dottor Scoffone, “con un diametro di 0,2- 0,5 mm, introdotte in strumenti endoscopici sempre più miniaturizzati rigidi e flessibili, raggiungono e trattano con efficacia e sicurezza l’intero apparato urinario. In questo modo è possibile asportare dall’interno i calcoli renali, i tumori della vescica, delle cavità renali e dell’uretere, senza sacrificare l’organo che con la chirurgica tradizionale sarebbe stato asportato” . 

Nei tre giorni, ricchi di eventi, di dibattiti e tavole rotonde, gli esperti internazionali si confronteranno su clinica e linee guida urologiche ma soprattutto sulla conoscenza da parte del chirurgo urologo dell’avanzata tecnologia degli strumenti usati in sala operatoria al fine di ottimizzare i risultati e ridurre al minimo il rischio di complicanze. Durante le sezioni di live surgery verranno effettuati interventi chirurgici in diretta, trasmessi in alta definizione dalle sale operatorie del Cottolengo all’Aula magna, sede del congresso, e altri saranno trasmessi da remoto, due dall’India e uno dagli Stati Uniti.

Infine va ricordato il Progetto Giovani Urologi che vede protagonisti sessanta giovani specializzati invitati dal dottor Scoffone a partecipare gratuitamente al Congresso e giunti non solo dall’Europa ma anche da Paesi quali Kazakistan, Iraq, Uzbekistan, Giordania, Messico. “La didattica alla portata di tutti”, conclude con giustificato orgoglio Scoffone, “a patto che sia la passione a sostenere l’interesse scientifico e urologico di un giovane che si affaccia alla professione”.

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