Presentati i risultati del progetto Tele-UPCAT

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Si avvia alla conclusione il progetto nazionale Tele-UPCAT per lo sviluppo di una piattaforma di riabilitazione intensiva per l’arto superiore utilizzabile in ambito domestico e destinata ai bambini e agli adolescenti tra 5 e 20 anni affetti da emiplegia, un grave disturbo del movimento causato da lesioni cerebrali congenite.
Il progetto, coordinato dall’IRCCS Fondazione Stella Maris e dall’Università di Pisa, è stato finanziato dal Ministero della Salute nell’ambito del progetto Giovani Ricercatori, e vede anche la partecipazione dell’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna grazie all’apporto scientifico della ricercatrice Francesca Cecchi che da anni collabora con la Fondazione Stella Maris nel campo della bioingegneria dello sviluppo.
Nei giorni scorsi sono stati presentati gli ultimi risultati di un percorso di ricerca durato cinque anni, che ha permesso di sperimentare la piattaforma direttamente nelle case di 30 famiglie con bambini affetti dalla patologia. I risultati hanno dimostrato che questo nuovo sistema riabilitativo consente di ottenere gli stessi benefici rispetto al training svolto in un centro di riabilitazione.
“Il progetto è stato vinto – spiega Giuseppina Sgandurra, ricercatrice dell’IRCCS Fondazione Stella Maris e dell’Università di Pisa e responsabile scientifico di Tele-UPCAT – grazie ai dati preliminari ottenuti in un precedente studio del nostro gruppo che avevano dimostrato che l’Action Observation Therapy permetteva di promuovere l’integrazione dell’utilizzo dell’arto superiore in compiti bimanuali. In quel caso però la stimolazione avveniva per molti giorni presso i nostri ambulatori, con comprensibili disagi dei bambini e delle famiglie che venivano anche da città lontane del nostro paese. A questo punto abbiamo pensato che utilizzando moderne tecnologie potevamo portare questo tipo di trattamento direttamente a casa del bambino, coinvolgendo attivamente le famiglie”.
Il trattamento “Osservare per Imitare” si basa scientificamente sullo stimolazione dell’uso da parte del nostro cervello del sistema dei Neuroni Specchio (Mirror neurons in inglese), e consiste in far osservare ai bambini azioni significative, che poi devono subito ripetere (Action Observation Therapy). Ad ogni soggetto viene proposto un training intensivo con attività quotidiane manuali a difficoltà crescente, pianificate sulla base del proprio livello di abilità manuale e presentate con un’interfaccia adatta alla propria età. L’attività manuale dei partecipanti viene registrata grazie all’utilizzo di braccialetti sensorizzati.
“L’utilizzo di tecnologie avanzate e sensori miniaturizzati – spiega Francesca Cecchi – ci ha permesso di realizzare una piattaforma ad alto contenuto tecnologico ‘nascosto’ rendendo il sistema finale divertente per il bambino, flessibile e adattabile a un ambiente domestico. Abbiamo sviluppato un’interfaccia dedicata progettata sulla base di un’analisi dei gusti e dei bisogni dell’utente e costruita come se fosse un gioco interattivo dove il bambino accompagna un personaggio fantastico nella scoperta e salvataggio di vari mondi in difficoltà”.
“Sono molto contento che il nostro Istituto abbia contribuito a un progetto di teleriabilitazione in età scolare – afferma Christian Cipriani, direttore dell’Istituto di BioRobotica – i ricercatori sono stati coinvolti attivamente in tutte le fasi del progetto e i primi risultati sono incoraggianti e sembrano dimostrare che le tecnologie sviluppate possono diventare un supporto concreto allo staff clinico sia nella fase di valutazione che in quella riabilitativa permettendo di monitorare da remoto la terapia mediante la registrazione di importanti parametri”.

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