Premio Innovazione Digitale all’app DAE RespondER

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Una app che allerta i soccorritori che si trovano nei pressi di chi è vittima di un arresto cardiaco e indica loro dove sono i defibrillatori più vicini. Per questa soluzione innovativa è stato premiato un progetto, finalista nella categoria “Servizi al cittadino”, sviluppato dal servizio 118 dell’Emilia-Romagna, basato sull’uso della app DAE RespondER.
E’ avvenuto nell’ambito della nona edizione del Premio Innovazione Digitale in Sanità della School of Management del Politecnico di Milano.
Quando in una delle tre Centrali Operative 118 della Regione viene registrato un evento di tipo “arresto cardiaco” (codice blu), oltre all’invio dei mezzi di soccorso, il sistema allerta automaticamente attraverso la app DAE RespondER i volontari che si trovano nel raggio di 3-5 km dal luogo dell’evento, geolocalizzandoli attraverso gli smartphone, e richiedendone l’effettiva disponibilità ad intervenire.
I First Responder aprono laApp e visualizzano le informazioni di base, quali la propria distanza dall’evento e dal defibrillatore. Per confermare alla Centrale Operativa 118 la propria disponibilità a intervenire, basta premere sul display “Posso intervenire” senza eseguire nessuna chiamata. Il sistema accetta la disponibilità e guida il First Responder al recupero del DAE nelle vicinanze per portarlo sul luogo dell’evento. Arrivato sul posto con il defibrillatore, il First Responder – in contatto telefonico con l’operatore del 118 – eseguirà le operazioni di soccorso.
Se confermata, sarà la stessa app a guidare il volontario verso il defibrillatore più vicino o verso il luogo dell’evento.
Da quando l’applicazione è stata rilasciata, a settembre 2017, in un caso di arresto cardiaco su cinque il volontario ha confermato la disponibilità ad intervenire e nel 40% di questi è intervenuto sul luogo dell’evento prima del mezzo del 118.
Ogni anno, in Emilia-Romagna, una persona su mille ha un arresto cardiocircolatorio. Un intervento tempestivo, con le prime manovre di rianimazione e l’impiego dei defibrillatori semiautomatici esterni, può rivelarsi decisivo: defibrillare entro 3-5 minuti dall’inizio dell’arresto può consentire infatti la sopravvivenza del paziente fino al 50-70% dei casi. Ed è il motivo per cui la Regione punta a incentivare sempre più azioni di “defibrillazione precoce territoriale” da parte di personale anche non sanitario.
Da questa premessa è nato un progetto specifico, realizzato dal Sistema 118 e finanziato dalla Regione conuno stanziamento di 127mila euro, cui se ne aggiungono altri 30mila dalla Fondazione del Monte.

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