Premiati i progetti vincitori della seconda edizione delle Scholarship promosse dal CRS Amplifon Italia

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Sono stati premiati i tre progetti vincitori della seconda edizione delle Scholarship promosse dal CSR Amplifon Italia. La vittoria è andata a due medici donne di Roma e un medico di Trieste che, grazie alla borsa di studio, proseguiranno all’estero le loro ricerche sull’udito.
Roberta Anzivino (al centro della foto), 31 anni, specialista in ORL presso l’Università Cattolica di Roma; Roberta Mauro (a destra nella foto), 31 anni, specializzanda in ORL presso l’Università di Tor Vergata di Roma; Enrico Muzzi (a sinistra nella foto), 39 anni, specialista ORL presso l’Ospedale IRCCS Materno Infantile Burlo Garofalo di Trieste: sono loro i vincitori delle Scholarship CRS 2017.
Per il secondo anno consecutivo il Centro Ricerche e Studi Amplifon ha messo a disposizione di giovani specialisti e specializzandi ORL tre borse di studio del valore di 7.000 euro per lo sviluppo di progetti di ricerca in campo otologico e audiologico, da realizzare per un periodo minimo di due mesi presso un istituto estero.
Dieci i progetti arrivati quest’anno, ma il Board scientifico del CRS, presieduto dalla Presidente Susan Carol Holland, ha scelto i tre migliori.
Due progetti innovativi hanno lo scopo di migliorare sensibilmente la qualità e la naturalezza dell’ascolto in chi ha perduto l’udito ed è stato impiantato con l’orecchio bionico, il terzo intende studiare i possibili miglioramenti della plasticità cerebrale nei portatori di apparecchi acustici con declino cognitivo.
Roberta Anzivino è stata premiata per un progeto sugli impianti cocleari “How to deal with mismatch in Cochlear Implants”. In otologia “mismatch” indica un disallineamento tra le bande di frequenza che vengono assegnate agli elettrodi nel caso specifico dell’impianto cocleare e il “pitch”, ovvero la sensazione uditiva realmente percepita. Spesso, infatti, il suono viene codificato in maniera distorta: la musica, ad esempio, risulta non armonica. La Anzivino confronterà la sua tesi con gli studi del team del professore Mario Svirky presso il Langone Medical Center, New York University of School Medicine, analizzando un campione di oltre 100 pazienti. Il progetto della Anzivino, in particolare, si basa su un fitting personalizzato delle tabelle di frequenza e sulle sensazioni oggettive e soggettive dei pazienti. Ai soggetti vengono proposti una serie di suoni a frequenza diversa nell’orecchio controlaterale all’impianto, che poi sono riproposte nell’orecchio con Impianto Cocleare, cercando di equiparare le sensazioni di udito regolando le frequenze riprodotte.
Roberta Di Mauro ha vinto la borsa di studio con una ricerca sul tema ipoacusia e declino cognitivo dal titolo “Hearing Loss treatment effects on mild cognitive impairment prevention”. Svilupperà il progetto presso l’Ospedale di Francoforte, dove si trova uno dei centri più attrezzati in campo audiologico.
La Di Mauro ha ideato un protocollo per monitorare eventuali miglioramenti nel sistema nervoso centrale con l’esame vocale Oldenburg Sentence Test e una nuovissima metodica di imaging, detta del “Tensore di diffusione”, che si basa sull’analisi del flusso delle molecole d’acqua all’interno dei tessuti del sistema nervoso centrale. E’ un modello di trattografia di nuova generazione, nonché un ottimo strumento per misurare i tratti nervosi.
Il progetto della dott.ssa Di Mauro è quello di monitorare a distanza di sei mesi una trentina di pazienti già reclutati a Francoforte, per identificare l’effettivo grado di recupero delle aree associative nei soggetti con decadimento cognitivo conclamato ai quali è stato applicato un apparecchio acustico e/o sottoposti a un training audiovisivo. La tesi vuole quindi dimostrare che, quando l’udito è sotto controllo, il decadimento cognitivo può non degenerare e forse anche rallentare.
Il terzo vincitore è Enrico Muzzi. Anche lui ha presentato una ricerca sugli impianti cocleari; il suo progetto, che sarà sviluppato presso l’Ospedale universitario di Lubiana, si intitola “Decision making in preoperative Cochlear Implant electrode selection” e si basa sulla realizzazione di un algoritmo decisionale per ottimizzare la scelta dell’elttrodo nella chirurgia dell’Impianto cocleare.
Secondo lo studio di Muzzi, a oggi non esiste nessun consenso nella scelta di quale sistema di elettrodi sia migliore in assoluto. Le aziende nel mondo che producono impianti cocleari hanno realizzato modelli diversi con diverso numero di elettrodi, che quindi corrispondono a caratteristiche tecniche differenti laddove esistono malformazioni cocleari.
Si conosce ancora poco in merito a come operare con determinate malformazioni della coclea, considerato che, se si sbaglia, potrebbe essere molto difficile utilizzare nuovamente quella parte dell’orecchio. Si inizia invece a comprendere quanto sia importante utilizzare gli elettrodi più adatti da tutti i punti di vista, dalla sicurezza chirurgica alla qualità della stimolazione.

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