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Inaugurate l’Officina trasfusionale di area vasta Toscana sudest e la nuova area della medicina trasfusionale del policlinico Santa Maria alle Scotte, all’interno del dipartimento Innovazione, Sperimentazione e Ricerca Clinica, diretto dal dottor Carlo Scapellato. La nuova struttura copre un’area di circa 1000 metri quadrati ed è costata un milione e 853mila euro.
«Quando parliamo di sangue, pensiamo sempre ai donatori e alle associazioni, perché, certo, sono loro, con il loro gesto di grande generosità, a fornire la materia prima. Ma è fondamentale anche tutto quanto avviene dopo la donazione: tutto il percorso che va dalla raccolta alla lavorazione del sangue, per renderlo sicuro e utilizzabile nelle tante applicazioni per le quali è necessario nella nostra sanità. Un grazie, quindi, oltre che alle associazioni impegnate nella donazione del sangue, e che sono presenti qui oggi, anche ai tanti operatori che lavoreranno, processando il sangue proveniente dai servizi trasfusionali di tutta l’area vasta, in questa Officina trasfusionale, davvero una struttura di eccellenza, sulla quale abbiamo voluto investire una cifra considerevole». Così l’assessore al diritto alla salute della Regione Toscana, Stefania Saccardi, presente all’evento insieme al presidente della terza Commissione Sanità in Consiglio regionale, Stefano Scaramelli, all’assessore alla sanità del Comune di Siena, Francesca Appolloni, al professor Francesco Dotta, in rappresentanza dell’Università degli Studi di Siena e al dottor Roberto Turillazzi per l’Azienda Usl Toscana Sud Est. Hanno partecipato all’inaugurazione anche autorità civili e militari, oltre che rappresentanti del mondo del volontariato e, in particolare, quelle impegnate nella donazione del sangue tra cui Avis, Fratres e Coordinamento dei donatori delle Contrade di Siena.
«Abbiamo inaugurato un polo di eccellenza per tutto il territorio di riferimento, e cioè l’intera area vasta, con un forte investimento da parte della Regione Toscana – ha detto il direttore generale dell’Aou Senese Valtere Giovannini -. Prosegue quindi il nostro programma di investimenti, potenziamento e ristrutturazione del policlinico per rendere l’ospedale sempre più moderno ed efficiente. Un grazie di cuore a tutte le associazioni di donatori di sangue e alla generosità dei gruppi donatori delle Contrade».
L’Officina trasfusionale di area vasta, afferente alla UOC Terapie Cellulari e Officina Trasfusionale dell’Aou Senese diretta dal dottor Giuseppe Marotta, nasce in ottemperanza alla delibera della Giunta regionale toscana (DGRT) n. 1235/2012 come polo di lavorazione del sangue intero e degli emocomponenti raccolti nei servizi trasfusionali di tutto il territorio delle province di Siena, Arezzo e Grosseto. Inoltre, effettua la validazione biologica, la qualificazione immunoematologica ed i controlli di qualità sui prodotti lavorati.
«L’Officina trasfusionale – spiega il direttore sanitario dell’Aou Senese, Roberto Gusinu – funziona da banca trasfusionale per l’area vasta con distribuzione degli emocomponenti lavorati, cioè emazie concentrate, plasma e piastrine, alle strutture trasfusionali afferenti alla stessa area e conferimento del plasma all’industria convenzionata per la lavorazione industriale. Come modello organizzativo toscano – prosegue Gusinu – nasce per dare ai cittadini la certezza dell’omogeneità e la standardizzazione di tutto il processo, dalla raccolta alla lavorazione del sangue».
I lavori sono stati coordinati dal Dipartimento Tecnico dell’Aou Senese, diretto dall’architetto Filippo Terzaghi che spiega: «Siamo soddisfatti di aver completato la prima fase dei lavori nei tempi assegnatici dalla direzione solo poco più di un anno fa. Il cantiere è di fatto stato avviato l’anno scorso a novembre e gli Uffici, il Rup, la Direzione Lavori e l’Appaltatore hanno fatto un ottimo lavoro di squadra».
A regime l’Officina trasfusionale processerà e qualificherà circa 55mila donazioni. «Il percorso – aggiunge il dottor Giuseppe Marotta – prevede, in una fase iniziale, la verifica finalizzata all’autorizzazione ed accreditamento regionale per le attività individuate e, successivamente, la lavorazione e qualificazione degli emocomponenti raccolti nella provincia di Siena, Grosseto ed Arezzo. La struttura – prosegue Marotta – è distribuita su due piani. In particolare, l’area di produzione e stoccaggio degli emocomponenti è situata al piano 0 del lotto 1 mentre i laboratori di validazione biologica, qualificazione immunoematologica e controlli di qualità sono ubicati al piano 1S, sempre del lotto 1. Inoltre, in ragione delle peculiarità della nostra azienda – conclude Marotta – l’Officina trasfusionale è caratterizzata per la presenza al suo interno di un laboratorio classificato per la manipolazione delle cellule staminali emopoietiche e di un laboratorio di immunogenetica per la tipizzazione HLA al fine trapiantologico».
La nuova area della Medicina trasfusionale, diretta dal dottor Giuseppe Campoccia, è articolata in diverse zone: un’area adibita al prelievo donatori, con relativi ambulatori visita, e l’area dedicata all’aferesi, divisa in un open space con 4 posti letto, una zona con bancone per foto irraggiamento e un’area dedicata alla fotoaferesi dei pazienti immunodepressi, comprendente locale filtro e locale aferesi con un posto letto. «Nel corso del 2019 – spiega il dottor Giuseppe Campoccia – sono stati 4987 i donatori. 6945 è stato il numero delle donazioni effettuate e 1094 gli accessi per la determinazione dell’idoneità alla donazione. Tra gennaio e ottobre abbiamo inoltre registrato un incremento delle donazioni, con un aumento del 10% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno». Numerosi i vantaggi della nuova area: nuovi locali tra cui sala di attesa, ambulatori e sala raccolta emocomponenti che si affacciano direttamente all’esterno del policlinico con diffusa esposizione alla luce naturale; percorsi differenziati di donatori e pazienti, presidio infermieristico strutturato in sala donazione sangue ed emocomponenti. «Possiamo quindi offrire ai donatori, che ringrazio per il loro costante supporto – conclude Campoccia – una migliore accessibilità al centro trasfusionale, un aumento del confort del microambiente e una migliore vigilanza da parte del personale sanitario in caso di necessità».

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