Mal di testa: curarlo con la dieta chetogenica

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La dieta chetogenica funziona anche contro il mal di testa. Lo sostengono i dati preliminari dello studio in atto da circa un anno presso l’Ospedale Humanitas Gradenigo su un gruppo di pazienti, prevalentemente normopeso, afflitti da emicrania cronica e fortemente resistenti ai farmaci. Pazienti alle prese con una sintomatologia in grado di impattare fortemente sulla loro qualità di vita hanno riportato sensibili miglioramenti relativi a frequenza, gravità e durata degli attacchi: in oltre l’80 per cento delle pazienti si è verificata una riduzione del numero di ore di cefalea al giorno e della durata media degli attacchi, si è altresì ridotta l’intensità del dolore, nonché il numero dei farmaci assunti al mese. «In alcuni casi, dopo appena un mese, abbiamo registrato la totale scomparsa del sintomo, in altri una fortissima riduzione del numero di attacchi e un conseguente netto calo nel ricorso a farmaci», spiega la dottoressa Daria Bongiovanni, dietista dell’Ospedale Humanitas Gradenigo che da anni sostiene lo studio e l’applicazione dei processi legati alla nutrizione in stretta collaborazione con l’Endocrinologia dello stesso ospedale diretta dal professor Fabio Orlandi.
Lo studio sul trattamento di emicrania cronica avviene in collaborazione con la dottoressa Nicoletta Rebaudengo, referente dell’Ambulatorio Cefalee della Neurologia di Humanitas Gradenigo diretta dal dottor Pietro Pignatta e con la consulenza del dottor Giovanni Battista Allais, farmacologo clinico e responsabile del Centro cefalee della donna della Città della Salute e della Scienza di Torino. Nel complesso, lo studio rappresenta un valido esempio di come la dieta chetogenica possa essere utilizzata nell’ambito di team multidisciplinari: «Da tempo all’interno dell’Ospedale – conferma la dottoressa Bongiovanni – utilizziamo percorsi dietoterapici che si basano sulla chetogenica e coinvolgono le aree di applicazione metabolica, neurologica, oncologica e pre-chirurgica». In alcuni team questa dieta è usata sistematicamente: è il caso dei trattamenti pre-chirurgici, dell’Endocrinologia e dell’équipe chirurgica per il protocollo ERAS che in ambito ginecologico fa riferimento al dottor Marco Camanni.
Quella chetogenica è una dieta basata su forti evidenze scientifiche che è stata validata nel 2015 dall’EFSA. È una dieta rigorosamente strutturata e adottata con riconosciuta efficacia dagli anni ’90 per obesità, sovrappeso e malattie metaboliche. Più di recente è stata presa in seria considerazione anche in campo neurologico, oltre che per l’epilessia, per combattere l’emicrania o sostenere terapie dirette ad alcune malattie degenerative come SLA, sclerosi multipla, malattia di Parkinson, Alzheimer e altre. Infine in Oncologia funziona come supporto a radio e chemioterapia.
Alla base dell’efficacia della dieta chetogenica figura la produzione controllata da parte dell’organismo di corpi chetonici, vale a dire di quelle sostanze che vengono prodotte in modo naturale quando ci si trova in condizioni particolari, ad esempio quando il glucosio scende sotto una certa soglia. «I corpi chetonici sono benzina eccezionale per muscoli, cuore e cervello – prosegue la dottoressa Bongiovanni – e permettono una liposuzione naturale con assenza di appetito e stato di benessere». Strumenti efficaci per favorire il benessere del paziente e, laddove necessario, diminuire fortemente il peso.
Ma come si presenta a tavola la dieta chetogenica? «È prevalentemente basata su proteine e verdure nonché dotata di corretti apporti proteici che la differenziano dalle diete iperproteiche non fondate su evidenze scientifiche», conclude la dottoressa Daria Bongiovanni. Può durare da uno a sei mesi e viene seguita da un periodo di transizione che punta a reintrodurre in modo progressivo i carboidrati e a condurre, infine, al cosiddetto mantenimento.

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