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Nasce Milano Cities Changing Diabetes Network, la rete di collaborazione e confronto tra l’Università degli Studi di Milano e i Comuni della Città Metropolitana di Milano che hanno deciso di impegnarsi attivamente nel progetto internazionale Cities Changing Diabetes, nato per fronteggiare la preoccupante diffusione nelle città delle malattie croniche non trasmissibili, quali diabete e obesità. L’iniziativa, realizzata in partnership tra University College London e il danese Steno Diabetes Center con il contributo non condizionato di Novo Nordisk, coinvolge Istituzioni nazionali, amministrazioni locali, terzo settore e mondo accademico e ha visto l’adesione di Milano, insieme a Roma e ad altre 20 metropoli mondiali, nel 2018.

Nell’ambito del progetto Milano Cities Changing Diabetes, l’Università degli Studi di Milano ha deciso di avviare un percorso di approfondimento delle tematiche inerenti alle malattie e ai disagi conseguenti l’urbanizzazione e di organizzare un tavolo di confronto, che si riunirà oggi per la prima volta, con i rappresentanti delle prime 17 amministrazioni della Città Metropolitana di Milano aderenti al progetto. Scopo dell’incontro: definire e condividere le aree di sviluppo e le azioni da intraprendere per la salute e il benessere dei cittadini milanesi.

«Il progetto è perfettamente in linea con gli obiettivi del prorettorato, in quanto rappresenta la volontà di dialogare con il territorio e di coinvolgere la società, nelle sue varie articolazioni, mettendo a disposizione e valorizzando i risultati della propria ricerca», sottolinea Marina Carini, Prorettore delegato a Terza Missione, Territorio e Attività Culturali dell’Università degli Studi di Milano. «In particolare, in questa giornata di confronto, l’Università si farà promotrice di una prima ipotesi di lavoro che prevede, tramite le amministrazioni convenute, la realizzazione di un sondaggio sull’attività fisica quotidiana».

«Milano, con la sua naturale vocazione internazionale, si pone al centro di uno sviluppo urbanistico importante per dimensioni e soluzioni che mirano ad un progressivo miglioramento della qualità della vita dei propri cittadini», dice Michele Carruba, Direttore del Centro Studi e Ricerche sull’Obesità dell’Università degli Studi di Milano e Presidente del Comitato Esecutivo di Milano Cities Changing Diabetes, che aggiunge «non va dimenticato che l’Italia vanta un’organizzazione del Sistema Sanitario Nazionale tra le migliori del mondo e che tale organizzazione nasce proprio in Lombardia».

«Il progetto Cities Changing Diabetes si afferma in questo contesto con l’obiettivo di arrestare la curva di crescita del diabete per prevenire più di 100 milioni di nuovi casi di diabete entro il 2045. L’obesità è il più grande fattore di rischio modificabile associato al diabete tipo 2 e la ricerca mostra chiaramente come per arrestare la curva di crescita del diabete bisogna puntare ad una riduzione dei tassi di obesità del 25%», aggiunge Livio Luzi, Professore Ordinario di Endocrinologia dell’Università degli Studi di Milano nonché Direttore del Dipartimento di Endocrinologia, Nutrizione e Malattie Metaboliche del Gruppo MultiMedica e Presidente del Comitato Scientifico di Milano Cities Changing Diabetes, che continua «la partecipazione di Milano al progetto internazionale Cities Changing Diabetes conferma come la nostra città negli anni abbia sviluppato la chiara visione che, grazie alle sinergie internazionali, si può puntare a creare una città migliore e più vivibile, nel rispetto di uno sviluppo urbanistico sostenibile. Per raggiungere questo scopo la collaborazione tra Università e strutture sanitarie e territoriali giocherà un ruolo fondamentale».

I primi 17 comuni della Città metropolitana di Milano che hanno aderito a Milano Cities Changing Diabetes Network sono, oltre al capoluogo, Buccinasco, Cernusco sul Naviglio, Cisliano, Garbagnate Milanese, Melegnano, Paderno Dugnano, Parabiago, Peschiera Borromeo, Pioltello, Rho, San Donato Milanese, San Giuliano Milanese, Segrate, Senago, Trezzano sul Naviglio e Vimodrone.

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