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E’ con un bambino di 9 anni che aveva bisogno di una complessa operazione urologica che l’ospedale pediatrico Meyer ha aperto una nuova fase nello sviluppo della chirurgia pediatrica: quella del robot. Un salto nel futuro che è frutto del “Centro interaziendale per lo sviluppo e l’innovazione in urologia pediatrica”, nato in estate dall’accordo tra l’Università di Firenze, il Meyer e Careggi per condividere le conoscenze e le risorse tecnologiche, tra cui l’approccio robotico.
Sono le 11 di lunedì 21 settembre quando il piccolo Luca (il suo è un nome di fantasia) entra nella sala operatoria al primo piano del complesso B di San Luca, dentro le mura di Careggi. In sala ad attenderlo c’è tutto il team del Meyer (il servizio di Urologia diretto dal dr. Antonio Elia , gli anestesisti e le infermiere) guidato dal dr. Lorenzo Masieri, il giovane ricercatore universitario con grande esperienza di Urologia generale, Chirurgia robotica ed endoscopica, cresciuto nella prestigiosa scuola urologica fiorentina (ora valorizzata dai prof. Marco Carini e Giulio Nicita) e neo acquisto dell’ospedale pediatrico Meyer, nell’ambito dell’accordo che ha portato alla realizzazione del Centro. D’intesa con l’Università di Firenze, Masieri ha compiuto un periodo di formazione al Great Ormond Street Hospital di Londra.
Quel mattino in sala ci sono tutti volti conosciuti dal piccolo paziente che soffre di una malformazione congenita molto frequente in età pediatrica, la stenosi del giunto pielo ureterale. Una patologia che riguarda il punto di passaggio tra la pelvi e l’uretere, il piccolo condotto che porta l’urina dentro alla vescica. Nel caso specifico si tratta di un restringimento funzionale, che impedisce il corretto deflusso dell’urina, con grandi rischi per la funzionalità stessa dei reni. Unico trattamento possibile è quello chirurgico, per eliminare l’ostruzione e ripristinare il corretto deflusso dell’urina. Un approccio che attualmente avviene sempre più frequentemente per via laparoscopica ma anche robotica, nuova frontiera della chirurgia di precisione.
Il “Centro interaziendale per lo sviluppo e l’innovazione in Urologia Pediatrica”, nato a luglio dall’accordo fra le tre Istituzioni, si prefigge di condividere le conoscenze tecnologiche, diagnostiche, chirurgiche endoscopiche, laparoscopiche e robotiche e l’integrazione tra assistenza, didattica e ricerca scientifica di alto livello nazionale ed internazionale. Nei primi mesi il Centro ha già effettuato oltre a quelli che sono i routinari inquadramenti diagnostici e terapeutici propri dell’urologia pediatrica, interventi di chirurgia mininvasiva endoscopica con utilizzo di laser ad Olmio, ha iniziato l’applicazione della chirurgia robotica, nonché la creazione di equipe multidisciplinari composte da professionisti di Careggi e del Meyer per il trattamento di patologia oncologica avanzata renale per tumore di Wilms.
Nei prossimi mesi i professionisti del Centro affermeranno ancor più tale sinergia per permettere di rafforzare ulteriormente l’Urologia Pediatrica del Meyer e renderla punto di riferimento nazionale ed internazionale, anche sul piano formativo e della ricerca.