L’Ospedale Israelitico di Roma rinnova le infrastrutture PACS e RIS

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Con 4 sedi nella capitale, 100 posti letto e oltre 40.000 esami radiologici effettuati ogni anno, l’Ospedale Israelitico vanta ormai una consolidata e affermata tradizione nel panorama sanitario romano.
L’Ospedale ha deciso di aggiornare la propria infrastruttura PACS e RIS scegliendo le soluzioni Carestream per garantire ai pazienti la massima efficienza e professionalità.
La Clinical Colloboration Platform, di cui il PACS fa parte, rappresenta una soluzione IT modulare e completamente personalizzabile in grado di archiviare, visualizzare, gestire e distribuire il patrimonio iconografico dei dipartimenti di diagnostica per immagini ottimizzando il flusso di lavoro per gli specialisti e migliorando la collaborazione le tre strutture coinvolte. Attraverso il Portale Pazienti MyVue, una delle componenti di questa soluzione, per esempio, sarà possibile accedere alle immagini e ai referti dei propri esami radiologici con pochi semplici click comodamente da casa utilizzando il proprio PC, smarphone o tablet.
Il vero fiore all’occhiello dell’investimento, però, è sicuramente rappresentato dal Lesion Management, un’applicazione che consente di gestire le lesioni oncologiche in modo da migliorare la valutazione di questi pazienti con misurazioni quantitative, bookmarking e confronti nel tempo per aiutare gli oncologi nel processo decisionale diagnostico e terapeutico. Monitorando in modo automatico l’evoluzione di una lesione a partire da esami effettuati nel corso del tempo, Lesion Management permette al radiologo non solo di semplificare notevolmente la segmentazione e l’analisi ma anche di importare i risultati di esami che provengono da altri sistemi PACS migliorando la comprensione del quadro clinico di riferimento.
“Il Lesion Management di Carestream fornisce un’eccellente analisi quantitativa delle lesioni” afferma Basilio Lippi, Primario del reparto di Diagnostica per immagini dell’Ospedale Israelitico “In particolare i dati volumetrici offerti consentono di superare alcuni dei limiti delle tecniche di misurazione monodimensionale standard, attraverso una segmentazione e un’analisi rapida e che migliora la coerenza delle interpretazioni e quindi la qualità di cura offerta ai nostri pazienti”.

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