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Quando si tratta di scegliere a chi lasciare parte del proprio patrimonio, sempre più Italiani scelgono il testamento solidale. A confermarlo, oltre alle indagini GfK Italia per Comitato Testamento Solidale secondo cui per 5 milioni di italiani inserire nelle ultime volontà anche una organizzazione non profit è un modo per fare “qualcosa di grande” nella vita, o quella di Fondazione Cariplo che ha stimato che tra dieci anni quasi 420mila famiglie sceglieranno questa forma di solidarietà, ci sono anche i numeri della Lega della Filo d’Oro. Dal 1965 al 2019, l’Ente ha ricevuto oltre 1.000 testamenti solidali, 4 volte su 10 da persone che non erano già sostenitori dell’Associazione.

Il numero più alto di donatori che hanno inserito la Lega del Filo d’Oro nel testamento si registra in Lombardia, seguita da Marche, Lazio, Toscana e Piemonte. Per raccontare a chi ancora non sa a cosa si può contribuire con un lascito solidale nel testamento e far riflettere sulla sua importanza per la vita delle persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali e delle loro famiglie, la Lega del Filo d’Oro lancia la quarta edizione della campagna di informazione e sensibilizzazione “Tutti i colori del buio”.

Sebbene il primo lascito solidale ricevuto dalla Lega del Filo d’Oro risalga al 1965, continua a crescere il numero delle persone che scelgono di ricordare la Lega del Filo d’Oro nelle ultime volontà. Con oltre 8 milioni di euro raccolti nel 2018 i testamenti solidali rappresentano una delle principali forme di sostegno per le attività dell’Associazione.

La generosità di tanti Italiani, che hanno inserito la Lega del Filo d’Oro nelle ultime volontà, ha consentito all’Associazione di crescere. Ha contribuito a portare a termine la costruzione del primo lotto del nuovo Centro Nazionale e ne continua a sostenere il proseguimento dei lavori. Ha permesso la realizzazione del Centro Socio Sanitario Residenziale di Lesmo, attivo dal 2004 e la piscina per l’idroterapia, il parco esterno e gli interventi di miglioramentodel Centro Socio Sanitario Residenziale di Molfetta, aperto nel 2007. Inoltre l’ampliamento della struttura del Centro di Termini Imerese, attivo dal 2010 con la realizzazione di due edifici in cui si trovano la piscina e la mensa e la costruzione del Centro Socio Riabilitativo Residenziale di Modena, operativo dal 2013.

“Era il 1992 quando lanciammo la prima campagna sui lasciti testamentari che aveva come protagonista Renzo Arbore. Da allora di strada ne è stata fatta molta e abbiamo capito che è fondamentale raccontare agli Italiani a cosa avrebbero contribuito se avessero ricordato la Lega del Filo d’Oro nelle ultime volontà – dichiara Rossano Bartoli Presidente della Lega del Filo d’Oro. – I fondi raccolti con i testamenti solidali, in particolar modo, ci permettono di garantire una progettualità a lungo termine e di offrire servizi fondamentali per le persone sordocieche e le loro famiglie”.

La Lega del Filo d’Oro, che da oltre cinquantacinque anni si prende cura delle persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali e delle loro famiglie, è oggi presente in otto regioni con 5 Centri Residenziali, con annessi Servizi Territoriali, e 3 Sedi territoriali. In un anno l’Associazione segue oltre 900 utenti.

Alberto è nato idrocefalo, a pochi mesi ebbe una meningite virale, da cui iniziò il calvario. A sette anni e mezzo, dopo sessanta operazioni, Alberto passò dalla chirurgia alla pediatria, dove avrebbero dovuto «assisterlo per la morte»: lì invece trovarono una cura. La vista e l’udito erano persi, ma di interventi chirurgici non ne servirono più. Si trasferirono ad Osimo, dove Alberto è diventato un uomo. Frequentando il Centro in diurno ha imparato a mangiare da solo, a lavarsi, a vestirsi: «Gli hanno insegnato tutto, a lui e a noi», dicono Daniela e Gianfranco, i genitori di Alberto. Una storia, quella di Alberto, che venne raccontata più volte a cavallo degli anni 80 – 90 anche nel noto programma televisivo “Maurizio Costanzo Show” e che toccò gli animi di tanti suoi conterranei. Persone che, commosse da quella storia di speranza decisero di sostenere anche nelle ultime volontà la Lega del Filo d’Oro.

Era il 1992 e Renzo Arbore era al fianco di una ragazza sordocieca; il claim, proprio per “giocare” con la scaramanzia degli Italiani, recitava “Sia fatta la tua volontà”. Perché in quegli anni, parlare di testamenti, in Italia, era un tabù.

“L’idea di fondo era quella di presentare con grande delicatezza il testamento solidale come la possibilità di disporre dei propri beni per fare del bene – racconta R. Bartoli – Ci pensavamo da tempo, ma alla fine ci decidemmo a fare questa campagna quando un’azienda amica vinse una causa con un’agenzia pubblicitaria e donò a noi quattro pagine pubblicitarie su un importante settimanale”.

Una scelta coraggiosa quella dell’Associazione quando decise di “sfruttare” quello spazio di visibilità per raccontare ai lettori un tema su cui fino a pochi anni fa si ripercuotevano tabù e scaramanzie. Eppure, la campagna fu ben recepita dall’opinione pubblica, tanto che ne seguirono altre – come quella del 1999 “Abbiamo acceso una luce… una luce nella vita dei bambini, ragazzi e adulti sordociechi. Nel nostro testamento abbiamo pensato alla Lega del Filo d’Oro” e, infine, nel 2017 “Tutti i colori del buio”.

È l’ultima campagna di informazione e sensibilizzazione sui lasciti solidali promossa da Lega del Filo d’Oro per ricordare l’importanza nelle ultime volontà di inserire un lascito per la cura e l’assistenza delle persone sordocieche e delle loro famiglie. Si tratta di una campagna dall’alto valore simbolico che rompe totalmente gli schemi nella comunicazione sul tema della solidarietà testamentaria a cui quest’anno ha prestato la sua voce il testimonial Neri Marcorè. Lo spot ha l’obiettivo di far riflettere su quanto il buio accomuni un lascito testamentario, ultimo gesto di solidarietà, alla dimensione in cui vivono costantemente immerse le persone sordocieche e come questo possa diventare e trasformarsi, invece, in “luce” e “suoni”, vale a dire in progetti concreti della Lega del Filo d’Oro in grado di portare cura e assistenza a un numero sempre crescente di persone che ne hanno bisogno nel nostro Paese.

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