Print Friendly, PDF & Email

Chiesi Farmaceutici ha annunciato i risultati di due studi pubblicati sulla rivista “The Lancet” dai quali emerge che la tripla terapia in formulazione extrafine in un unico inalatore di beclometasone dipropionato, formoterolo fumarato e glicopirronio migliora la funzionalità polmonare e riduce le riacutizzazioni in pazienti adulti con asma non controllato con la terapia ICS/LABA, e una storia di una o più riacutizzazioni nell’anno precedente. Si tratta dei primi studi che hanno valutato l’efficacia e la sicurezza della tripla terapia in un unico inalatore rispetto alla terapia con corticosteroide inalatorio più beta2-agonista a lunga durata d’azione, in pazienti adulti con asma.

I due studi di Fase III, TRIMARAN e TRIGGER, della durata di 52 settimane, hanno comparato l’efficacia e la sicurezza dell’associazione BDP/FF/G 100/6/10 microgrammi con una dose media di corticosteroide inalatorio, verso BDP/FF 100/6, e della terapia con BDP/FF/G 200/6/10 µm, con una dose alta di corticosteroide inalatorio, verso BDP/FF 200/6 μg e BDP/FF 200/6 μg più tiotropio 2.5 μg in pazienti adulti con asma non controllato in terapia con dose media o alta di un corticosteroide inalatorio più un beta2-agonista a lunga durata, con una dose media o alta di ICS. Gli autori hanno concluso che alla 26a settimana l’associazione BDP/FF/G ha migliorato il FEV1 pre-dose di 57mL e a 73mL rispetto aBDP/FF negli studi TRIMARAN e TRIGGER, rispettivamente con una riduzione del 15% e del 12% del tasso di riacutizzazioni da moderate a gravi dopo oltre 52 settimane. Inoltre, nell’analisi integrata, l’associazione BDP/FF/G ha ridotto il tasso di riacutizzazioni gravi del 23% rispetto a BDP/FF e ha anche ridotto il tasso di riacutizzazioni moderate del 12% e della combinazione di riacutizzazioni moderate e gravi del 14%.

Il professor Johann Christian Virchow, uno dei principali autori degli studi TRIMARAN e TRIGGER, di Rockstock in Germania, ha affermato che attualmente “Alcuni pazienti con asma non controllato hanno bisogno di utilizzare due differenti inalatori, dal design diverso e con modalità d’uso diverse – e spesso con differenti dosaggi. Questo non solo è un inconveniente per i pazienti e per gli operatori sanitari che forniscono informazioni sul corretto utilizzo dell’inalatore, ma può anche incidere negativamente sull’aderenza terapeutica, che si traduce in uno scarso controllo della patologia. Pertanto, queste evidenze sono molto interessanti sia per i pazienti che per gli operatori sanitari perché, per la prima volta, forniscono delle prove sui benefici della terapia con la tripla associazione BDP/FF/G in un unico inalatore per i pazienti con asma non controllato”.

Alessandro Chiesi, Region Europe Head, del Gruppo Chiesi ha sottolineato come “i dati pubblicati sulla rivista The Lancet evidenziano l’impegno di Chiesi nel fornire opzioni terapeutiche efficaci, ben tollerate e semplici da utilizzare per una patologia che colpisce l’8% degli adulti in Europa. Siamo orgogliosi di supportare questi studi innovativi che ci consentono di avere delle evidenze sui benefici della terapia con la tripla associazione fissa in un unico inalatore rispetto ad altre terapie inalatorie d’associazione. Non vediamo l’ora di continuare a dimostrare i benefici che la nostra tripla terapia in un unico inalatore può portare ai pazienti adulti con asma non controllato rispetto alla terapia con l’associazione ICS/LABA.”

Eventi avversi erano stati riportati da 410-431 pazienti trattati con BDP/FF/G, 443-455 pazienti con BDP/FF e 210 pazienti con BDP/FF più tiotropio, la maggior parte dei quali era di gravità lieve o moderata e non correlata al trattamento in atto. L’evento avverso più comune in tutti i gruppi era stato un’esacerbazione dell’asma, la cui incidenza era stata inferiore con la tripla terapia rispetto alla terapia BDP/FF.

La tripla terapia BDP/FF/G in formulazione extrafine in un unico inalatore, somministrata attraverso un inalatore predosato pressurizzato, è in fase di sviluppo per i pazienti con asma. Gli studi suggeriscono che le formulazioni extrafini determinano una migliore deposizione del farmaco nelle piccole vie aeree, il che è potenzialmente importante dato che i pazienti asmatici con significativa disfunzione delle piccole vie aeree tendono ad avere un controllo della patologia e una qualità della vita più bassi e un incremento del rischio di riacutizzazioni.

Share Button