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Un’urgenza respiratoria acuta su una ragazza di 24 anni è stata affrontata e risolta con successo nei giorni scorsi grazie a una procedura chirurgica innovativa nelle sale operatorie dell’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia. A eseguirla l’equipe di Otorinolaringoiatria diretta dal dottor Angelo Ghidini in stretta collaborazione con la struttura complessa di Anestesia e Rianimazione diretta dal dottor Giorgio Francesco Danelli.

La giovane paziente, proveniente da fuori regione aveva un grave restringimento della trachea che impediva la respirazione per questo è stata sottoposta a un primo intervento di ricostruzione della trachea, e successivamente a una dilatazione endoscopica a completamento dell’operazione iniziale.

Si tratta di un tipo di intervento che viene effettuato in pochi centri selezionati a livello nazionale e ora anche a Reggio Emilia. E’ possibile eseguirlo al Santa Maria Nuova da circa un anno, grazie all’esperienza che il dottor Ghidini, approdato all’Arcispedale nel 2018, ha maturato nei tanti anni di lavoro con il professor Presutti, direttore della struttura complessa di Otorinolaringoiatria del Policlinico di Modena e ordinario all’Università di Modena e Reggio Emilia. Tali procedure chirurgiche vengono effettuate in pazienti affetti da stenosi laringo-tracheali sia di tipo malformativo, che di tipo post-traumatico e/ tumorale .

Lo straordinario risultato è il frutto di una collaborazione nata e proseguita negli anni a livello nazionale e internazionale con i principali esperti nel settore che ha portato i maggiori professionisti al mondo al Santa Maria Nuova nel corso di un convegno realizzato nel marzo scorso.

“La realizzazione di questi interventi – spiega il dottor Ghidini – è oggi resa possibile dall’istituzione del “Laryngo-tracheal team” voluto dalla Direzione aziendale e in grado di operare sia su pazienti pediatrici che adulti. Una squadra che si è di recente completata grazie alla sempre più fattiva collaborazione fra team chirurgici-endoscopici Orl, team anestesiologici e team infermieristici di sala operatoria”.

“Queste procedure – mette in luce il dottor Danelli – si possono attuare solo con una perfetta sincronizzazione dei tempi chirurgici e anestesiologici in quanto a differenza che con un’anestesia generale il paziente deve essere mantenuto in ventilazione spontanea, vale a dire senza intubazione, consentendo ai chirurghi di lavorare a livello tracheale. L’obiettivo può essere raggiunto ricorrendo a tecniche di anestesia endovenosa con uno stretto monitoraggio neurologico e cardio respiratorio atto a garantire la sicurezza dei pazienti”.

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