Il San Matteo di Pavia coordina una ricerca europea sulle nanoparticelle

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San Matteo al centro di un nuovo progetto di ricerca internazionale, finanziato dalla Comunità Europea, attraverso la piattaforma Euronanomed che investe, in particolare, nel campo della medicina rigenerativa e della nanomedicina.
Lo studio ha come acronimo ARROW NANO e sarà coordinato da Federica Meloni (nella foto), pneumologa del Policlinico. “Si tratta di individuare – spiega – un nuovo approccio terapeutico che come una freccia colpisca specificamente le cellule che sono la causa di malattie respiratorie su base fibrotica. La fibrosi e da rigetto cronico di polmone trapiantato”.
La malattia, naturalmente, compromette fatalmente la funzioni dell’organo, portando alla morte il paziente.
“Le cellule responsabili del processo di fibrosi – continua la specialista del San Matteo – sono i fibroblasti che proliferano e producono collagene e altre proteine. É specificamente contro queste cellule che sono disegnati i nanoveicoli che studieremo: nanoparticelle d’oro o di liposomi che contengono farmaci e che, se i risultati saranno positivi, potranno essere somministrati per via inalatoria”.
La ricerca coinvolge un consorzio di Università italiane e altri centri di rilievo europeo: il CNR di Parigi, deputato allo sviluppo e preparazione di liposomi da somministrare per via inalatoria; i laboratori di Reumatologia dell’Università di Madrid e di Chirurgia Toracica dell’Università di Vienna, che si occuperanno di valutare questi nuovi nanoveicoli su due modelli animali di malattia.
Il San Matteo si occuperà di ideare e progettare i nuovi nano- farmaci, di studiarne la efficacia in laboratorio e di coordinare gli altri ricercatori
La durata del progetto è di tre anni. Se alla fine di questo periodo i risultati saranno quelli sperati, i ricercatori potrebbero essere pronti a brevettare i nuovi nanoveicoli, ad avviarne la produzione e ad iniziare gli studi sull’uomo

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