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Ridotte incisioni, minor dolore post-operatorio, ripresa più rapida delle attività quotidiane, eccellente visualizzazione e miglior accesso alle aree anatomiche difficili. Questi i principali vantaggi del robot chirurgico che da lunedì 18 novembre debutta con il primo intervento. Grazie al prezioso contributo di Fondazione Cariparma l’innovazione tecnologica di ultimissima generazione entra quindi in sala operatoria, amplificando le mani del chirurgo e aumentandone la precisione. La tecnica robotica rappresenta l’evoluzione naturale della chirurgia mini-invasiva laparoscopica, tecnica da lungo tempo utilizzata presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, già considerata centro di riferimento e formazione nell’ambito chirurgico. I chirurghi che, dopo aver intrapreso e portato a termine un articolato piano di formazione, utilizzano anche la chirurgia robotica hanno ora uno strumento in più al servizio dei pazienti dell’Ospedale di Parma.

La presentazione del progetto di chirurgia robotica si è svolta all’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma in una sala congressi con oltre 200 tra chirurghi, medici e sanitari, presenti insieme al Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma Massimo Fabi, al Presidente di Fondazione Cariparma Gino Gandolfi, al Rettore dell’Ateneo Paolo Andrei e all’Assessore alle Politiche per la Salute della Regione Emilia-Romagna Sergio Venturi.

«Con l’arrivo del robot – precisa Massimo Fabi, Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma – si completa il percorso di innovazione tecnologica e organizzativa intrapreso in area chirurgica. Affidiamo nelle mani dei nostri professionisti uno strumento importante al servizio dei pazienti. Ringrazio Fondazione Cariparma per aver ancora una volta sostenuto un progetto importante dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria donando 1 milione di euro».

Il sistema robotico da Vinci consente al chirurgo, seduto ad una console, di manovrare a distanza quattro bracci robotici che migliorano i gesti umani garantendo una visione 3D e immersiva del campo operatorio, con la possibilità di raggiungere aree anatomiche difficili. Il costo del robot è pari a 2.778.000 euro, sostenuto da fondi Aziendali e da una donazione di 1.000.000 di Fondazione Cariparma.

«La dotazione al Maggiore di Parma di un sofisticato robot chirurgico è un importante risultato per la nostra Comunità – spiega il prof. Gino Gandolfi, Presidente di Fondazione Cariparma, un’apparecchiatura all’avanguardia in grado di offrire un sensibile miglioramento alla qualità prestazionale del nostro Ospedale; per tale motivo la Fondazione, con un importante contributo, ha immediatamente aderito al progetto di acquisizione del robot chirurgico, aggiungendo un nuovo, significativo tassello al potenziamento e alla crescita del servizio sanitario del territorio».

«Con questo nuovo robot chirurgico, per il quale ringrazio sinceramente la Fondazione Cariparma per la sensibilità che dimostra sempre nei confronti dei bisogni del territorio, la nostra Azienda Ospedaliero-Universitaria – spiega il Rettore Paolo Andrei – fa un deciso passo avanti collocandosi tra l’altro in una posizione d’avanguardia in Regione, visto che in Emilia-Romagna solo altri tre poli ne sono dotati. Anche l’Università non può che esprimere grande soddisfazione per questo nuovo strumento, che ha valenza in chiave assistenziale ma anche in un’ottica d’integrazione tra assistenza, didattica e ricerca, pienamente in linea con il ruolo dell’Ateneo».

«Quello di oggi – sottolinea l’Assessore regionale alle Politiche per la salute, Sergio Venturi – è un esempio concreto di cosa intendiamo quando parliamo di investimenti in sanità, che abbiamo posto da subito in cima alla nostra agenda: nuovo personale, strutture pensate per la funzionalità e il comfort dei pazienti e di chi ci lavora, tecnologie sempre più all’avanguardia, in grado di alzare ulteriormente la qualità e l’efficacia delle cure e dell’assistenza. E quando un progetto riesce grazie alla collaborazione costruttiva tra pubblico e privato, come in questo caso, significa che il territorio e le istituzioni lavorano insieme per raggiungere obiettivi comuni a vantaggio della collettività. Anche questo mi sembra un gran bel risultato».

La piattaforma robotica è formata da una console chirurgica, un carrello paziente e un carrello visione. La console chirurgica rappresenta il centro di controllo del robot Da Vinci; è il sistema con cui il chirurgo si interfaccia e controlla il sistema endoscopico e gli strumenti EndoWrist attraverso due manipolatori e una pedaliera. Inoltre il chirurgo osserva il campo operatorio attraverso un visore stereo “full immersion” in HD-3D. Il carrello paziente è il componente operativo del sistema Da Vinci ed è provvisto di quattro braccia innestate su di un perno centrale girevole, che comandano l’endoscopio e gli strumenti chirurgici in modo da poter agire su tutti i quadranti del campo operatorio. Il carrello visione contiene l’unità centrale di elaborazione delle immagini.
Inoltre, offre la possibilità di vedere il campo operatorio in tre dimensioni full HD e di utilizzare movimenti naturali simili a quelli delle mani e delle braccia. La tecnica robotica riesce a filtrare e rendere pressoché impossibili eventuali tremori dell’operatore alla console, consente un’estrema facilità di accesso ad anatomie “difficoltose” e incrementa notevolmente la precisione nella procedura demolitiva e in quella ricostruttiva.

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