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Guidare il cambiamento adattandosi alle trasformazioni e alle molteplici opportunità legate alle innovazioni tecnologiche: i medici millennials rappresentano una generazione già attiva nel mondo del lavoro, con un approccio alla professione aderente al contesto sociale sfidante in cui vivono e con la chiara intenzione di incidere sul ruolo del medico e della sanità in futuro. Sono infatti circa 8 su 10 i medici millennials convinti che gli sviluppi tecnologici guideranno il futuro della loro professione, con il 99% certo che un incremento del ruolo della tecnologia potrà aiutare a migliorare il loro lavoro.

In occasione dell’edizione 2019 “Generation Now, Dall’Healthcare al LifeCare e i nuovi paradigmi della comunicazione nell’era 4.0” promosso da Havas Life e Havas PR in partnership con l’Università Vita-Salute San Raffaele e l’IRCCS Ospedale San Raffaele, parte del Gruppo San Donato, e in collaborazione con Springer, sono stati presentati i risultati delle ricerche “Generation now” e “Digital Doctor”, entrambe condotte da Ipsos Healthcare, che hanno indagato i nuovi modelli della comunicazione healthcare nell’era digitale, oltre all’evoluzione dei medici millennials nell’era dell’integrated care.

La nuova generazione di medici millennials, oltre a essere naturalmente a suo agio con la tecnologia, comprende a pieno l’importanza del digitale applicato alla professione medica: ormai tutti possiedono uno smartphone, il 90% naviga sul web e il 93% possiede almeno un profilo social, Facebook quello privilegiato. La tecnologia digitale però può rappresentare un valido aiuto anche dal punto di vista della relazione tra medico e paziente, centrale nel processo di cura: un medico su due pensa che grazie alle nuove tecnologie il rapporto con il paziente migliorerà e la comunicazione diventerà più snella e diretta, garantendo un maggiore e più semplice accesso alle informazioni cliniche. Ad oggi, 1 medico su 3 dichiara di aver utilizzato la telemedicina per consultazioni remote con i pazienti, con l’Italia che per utilizzo della telemedicina è il secondo Paese in tutta Europa, alle spalle della Germania. Ma oltre a cambiare la relazione con il paziente, a modificarsi grazie alle nuove tecnologie è anche il rapporto che i medici millennials hanno con gli stakeholder, dalle Istituzioni alle associazioni pazienti e le società scientifiche, fino ai media, rendendosi sempre più disponibili e utilizzando modi e tempi più rapidi nel relazionarsi con loro.

“L’innovazione è il cuore del cambiamento che vedremo nella sanità dei prossimi decenni. Innovazione tecnologica degli strumenti, nella personalizzazione delle terapie, nella comunicazione tra medico e paziente e tra paziente e ospedale. Una sfida che va affrontata con due valori essenziali: umanità e competenza. Per questo l’investimento più importante è quello nella formazione dei nuovi medici, offrendo loro orizzonti internazionali e la possibilità di mettersi alla prova sul campo, con responsabilità crescenti: è la caratteristica distintiva dell’Università Vita-Salute San Raffaele e di GSD.” – dichiara Paolo Rotelli, Presidente del Gruppo San Donato e dell’Università Vita-Salute San Raffaele.

“Le tecnologie digitali in generale svolgono un ruolo sempre più pervasivo in qualsiasi modello di comunicazione e relazione. La digital health è sempre più personas oriented e in grado di amplificare la possibilità di comunicazione, relazione e scambio per migliorare i percorsi diagnostico-terapeutici, il journey e la qualità di vita ed il benessere delle persone e dei caregiver”– dichiara Carola Salvato, Chief Executive Officer Havas Health & You Italy – In quest’ottica diventa, quindi, fondamentale comprendere appieno il potenziale e l’impatto dei medici millennials e cogliere le nuove opportunità che gli ecosistemi integrati mettono a disposizione, tenendo ben a mente la sfida della sostenibilità e il numero crescente di milioni di pazienti. Siamo davvero solo all’inizio della più grande rivoluzione tecnologica della storia della medicina, ogni giorno scriviamo i passi a venire”.

Le applicazioni tecnologiche oggi consentono inoltre l’immediato accesso ai contenuti scientifici e agli studi aumentando le possibilità di consultazione dei medici millennials attraverso piattaforme digitali, ma allo stesso tempo esponendoli all’information overload e alla possibilità di incorrere in fake news.

Adattarsi a un contesto in continuo cambiamento consentirà ai medici di raggiungere in futuro nuove frontiere fino a pochi anni fa impensabili: in questo senso, la medicina personalizzata e l’analisi genetica rappresenteranno infatti i trattamenti di un futuro che è già presente, con l’impiego di device capaci di produrre e connettere dati in continuum per prevenire o monitorare le condizioni di salute.

Inoltre, l’utilizzo di tecnologie sempre più integrate e connesse, l’attivazione di nuove collaborazioni e conversazioni e il perseguimento di nuovi obiettivi terapeutici stanno contribuendo a ripensare e ridisegnare il modo in cui l’assistenza sanitaria viene fornita, e il concetto stesso di ospedale. I medici millennials hanno un’opportunità straordinaria: rappresentare una professione che mai come oggi è sempre più supportata e integrata dallo sviluppo tecnologico e dalla consapevolezza della sfida lanciata dai nuovi modelli di prevenzione e cura.

Generation Now è un progetto lanciato a livello internazionale nel 2016 da Havas Lynx, che ha indagato i mindset, le abitudini e le aspettative della nuova generazione di medici millennials in diversi Paesi. Nell’edizione italiana 2018 “Generation Now, Il futuro visto dai millennials della salute”,  ideata da Havas Life con il supporto incondizionato di Sanofi, la ricerca di Ipsos si era concentrata sulle loro ambizioni nell’ottica di comprendere più da vicino le caratteristiche di questa generazione sempre più interconnessa, in un’era che sta riconsiderando, con un’accezione più ampia, il significato del termine innovazione non solo correlato alla tecnologia ma anche al potenziale della “creatività” umana di trovare soluzioni per vivere e curarsi al meglio.

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