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Il 13 novembre 2019, in occasione della settimana in cui si celebra la Giornata Mondiale della Prematurità, si terrà a Roma presso la sede dell’Istituto Superiore di Sanità, il Convegno sul Follow-up del neonato pretermine. 

Il convegno, co-organizzato dall’Istituto Superiore di Sanità, dalla Società Italiana di Neonatologia e dalla Società Italiana di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’Adolescenza, si propone di fare il punto sui dati raccolti nella prima Indagine Nazionale sui Servizi di Follow-up del neonato pretermine e/o a rischio, svolta in oltre 85% dei reparti di Terapia Intensiva Neonatale italiani.

“Questa indagine – dice Fabio Mosca, presidente della Società Italiana di Neonatologia – ci ha consentito di disporre di dati affidabili sui quali concertare, con enti e istituzioni coinvolti, raccomandazioni e azioni di politica sanitaria. I neonati prematuri sono ad elevato rischio di esiti a distanza e necessitano di attento monitoraggio dello sviluppo, attraverso specifici protocolli di follow-up”, prosegue Fabio Mosca.  “I risultati dell’Indagine Nazionale sui servizi di Follow-upci dicono che la maggior parte delle TIN segue più di 50 bambini ad alto grado di complessità all’anno e che il Follow-up dei prematuri risulta essere garantito nella maggior parte dei Centri Italiani fino ai 2-3 anni di vita. Purtroppo solo il 22% delle TIN riesce a prolungarlo fino all’ingresso del bambino a scuola. È fondamentale, invece, assicurare ai bambini nati prematuri continuità assistenziale ed accertamenti ripetuti nel tempo fino all’età scolare”.

“I risultati di questa Indagine ci permetteranno di promuovere azioni di sistema – dice Maria Luisa Scattoni, coordinatrice dell’Osservatorio Nazionale Autismo dell’ISS – finalizzate a definire un appropriato modello organizzativo e un protocollo di follow-up condiviso per il monitoraggio del neonato pretermine in tutto il territorio italiano. Ad oggi, meno del 10% delle TIN italiane, che operano Follow-up complessi, è coinvolto in sistemi di rete. Inoltre, le modalità di dialogo e scambio di informazioni tra i servizi di Follow-up e le Unità di Neuropsichiatria Infantile non sembrano essere ancora ben codificate in tutto l’ambito nazionale. Lo sviluppo e l’implementazione di protocolli di sorveglianza e di valutazione del neurosviluppo nelle popolazioni ad alto rischio è tra gli obiettivi che l’ISS sta perseguendo in forte sinergia con il Ministero della Salute, tramite l’Osservatorio Nazionale Autismo e la collaborazione con le Società Italiane di Neonatologia, di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza e le principali Società Scientifiche dell’area pediatrica”.

“La presenza di una equipe multidisciplinare è considerata un elemento indispensabile ed irrinunciabile del Follow-up del pretermine – dice Antonella Costantino, presidente della Società Italiana di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza. “In questo ambito, cruciale è il ruolo del neuropsichiatra infantile, la cui carenza è stata chiaramente evidenziata essere una delle principali criticità da superare. Infine, è necessario un reale investimento sull’organizzazione dei servizi di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza, come ben evidenziato nel documento di intesa in Conferenza Unificata del luglio scorso, per garantire ai bambini pretermine con un disturbo del neurosviluppo e alle loro famiglie una adeguata presa in carico e interventi riabilitativi basati sulle più recenti evidenze scientifiche.”   

Il convegno vedrà la partecipazione delle Istituzioni e di professionisti ed esperti di rilievo nazionale e internazionale. Nella sessione scientifica del mattino verranno affrontati i processi di maturazione, i fattori di vulnerabilità e di resilienza del neurosviluppo del neonato pretermine. Saranno inoltre discussi i modelli organizzativi di riferimento e i risultati dell’Indagine Nazionale sui Servizi di Follow-up. 

Nel pomeriggio, le Istituzioni saranno coinvolte nella Tavola Rotonda mirata a identificare le strategie di politica sanitaria utili a superare le criticità emerse dall’Indagine Nazionale, per garantire uniformità dei percorsi clinico-diagnostici in tutto il territorio italiano.

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