Esoscheletro di nuova generazione per aiutare le persone con lesione midollare

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Si chiama CLIMB il progetto toscano per la sperimentazione clinica dell’uso degli esoscheletri robotici a supporto delle persone con lesione midollare. Lo studio è finanziato da Fondazione CR Firenze e realizzato dall’Unità spinale del di Careggi in collaborazione con la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Lo hanno presentato, nella palestra dell’Unità Spinale CTO Careggi, Gabriele Gori, Direttore generale Fondazione CR Firenze; Antonio Frisoli, Ordinario di Meccanica applicata alle macchine alla Scuola Superiore Sant’Anna; Giulio Del Popolo, Direttore Unità Spinale del CTO; Giuliano Coradeschi, fondatore di Habilia Onlus; Manuela Cappellini, presidente Associazione Toscana Paraplegici Onlus.
L’esoscheletro è un sistema robotico che consente il movimento e il cammino alle gambe paralizzate, supportando, quando possibile, le capacità muscolari rimaste dopo la lesione del midollo spinale. È uno strumento di esercizio e riabilitazione i cui effetti positivi sulla condizione psicofisica delle persone con lesione midollare sono in fase di studio che richiederà un paio di anni, grazie ad un finanziamento della Fondazione CR Firenze. Stanno collaborando al progetto insieme all’Unità Spinale e all’Istituto di Tecnologie della Comunicazione, dell’Informazione e della Percezione della Scuola Superiore Sant’Anna, l’Associazione Habilia e l’Associazione Toscana Paraplegici. In questo ambito sono in fase di studio anche nuove tecnologie di ‘soft robotics’ per creare esoscheletri robotici per la mano, leggeri e indossabili, in grado di restituire ai pazienti con tetraplegia la funzione manuale più naturale.
La lesione midollare è la conseguenza di traumi spinali con un deficit totale o parziale di varie funzioni come mobilità e sensibilità ed è tra le patologie più invalidanti che colpisce in media pazienti giovani. In Itali l’incidenza della lesione midollare è di circa 18/20 nuovi casi l’anno per 1.000 abitanti. Queste lesioni, sebbene più rare rispetto ad altre patologie del sistema nervoso, rappresentano comunque un importante problema sanitario e sociale, a causa della gravità e irreversibilità degli esiti. La scelta dell’utilizzo di esoscheletri di nuova generazione, come quello impiegato per il progetto, è motivata dalle possibilità offerte da questo tipo di strumento che consente ai pazienti di non utilizzare la sedia a rotelle e mantenere la stazione eretta per la deambulazione. Ne conseguono aspetti potenzialmente positivi dal punto di vista riabilitativo, come il miglioramento non solo dell’autonomia ma anche della funzione degli organi interni e quindi dello stato di salute generale.

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