Print Friendly, PDF & Email

Un importante studio tutto aretino, pubblicato nei giorni scorsi sulla più autorevole rivista cardiologica mondiale, “Journal of the American College of Cardiology”, ha portato nuove conoscenze sul trattamento dell’ischemia critica degli arti inferiori in pazienti diabetici.

Lo studio, frutto di una collaborazione tra la Cardiologia, la Chirurgia Vascolare, la Diabetologia e le Malattie Infettive dell’ospedale San Donato di Arezzo, dimostra che l’utilizzo di nuovi palloni rivestiti da un farmaco antiproliferativo (paclitaxel) fornisce gli stessi risultati clinici dell’utilizzo di stent a rilascio dello stesso farmaco, con il vantaggio di evitare l’impianto di protesi permanenti. L’ischemia critica degli arti inferiori rappresenta un’importante causa di mortalità ed ospedalizzazione nel paziente diabetico, con gravi conseguenze sulla qualità della vita dei pazienti.

“Il paziente diabetico che presenta una malattia aterosclerotica delle arterie degli arti inferiori va incontro ad una importante limitazione delle proprie attività quotidiane e quindi ad un netto peggioramento della qualità della vita – spiega Francesco Liistro, responsabile dello studio scientifico e dell’Unità ”Interventistica Cardiovascolare dell’ospedale San Donato – Questi pazienti, se non trattati prontamente ed in modo appropriato, rischiano di andare incontro ad amputazioni anche maggiori degli arti inferiori, con gravi ripercussioni sul paziente ma anche per la famiglia e la società. Nel nostro studio abbiamo dimostrato che ad un anno di distanza dall’angioplastica, l’arteria trattata rimane aperta nell’80% dei casi, sia utilizzando i palloni ricoperti da farmaco sia gli stent a rilascio di farmaco. Il nostro studio dimostra, per la prima volta, che la richiusura dell’arteria non dipende dalla presenza dello stent o dalla modalità di rilascio del farmaco a livello della lesione trattata. I nostri dati da una parte evidenziano che le strategie attuali garantiscono un ottimo successo a medio termine, ma dall’altra dimostrano la necessità di sperimentare nuovi materiali, nuovi farmaci e nuovi approcci terapeutici per ottimizzare ulteriormente il trattamento di questi pazienti. Nei prossimi anni, nel nostro ospedale, sperimenteremo nuovi approcci per ridurre ancora la percentuale di restenosi delle arterie trattate”.

Tra tutti i soggetti con ischemia critica degli arti inferiori trattati nel Dipartimento, fortunatamente solo una minoranza va incontro ad amputazione, mentre la stragrande maggioranza viene trattata in modo percutaneo attraverso la angioplastica. “Questa possibilità terapeutica rappresenta una delle più importanti eccellenze del nostro Dipartimento e della nostra ASL – spiega Leonardo Bolognese, Direttore del Dipartimento Cardiovascolare della Sud Est – La grande sfida per il futuro è quella di ottimizzare ulteriormente non solo il trattamento dei pazienti che si presentano con ischemia critica, ma anche le strategie di prevenzione della malattia e della recidiva dopo angioplastica, attraverso il coinvolgimento multidisciplinare di tutti gli specialisti coinvolti nella difficile e complessa gestione del paziente diabetico con complicanze cardiovascolari. Questo studio dimostra l’eccellenza del nostro Centro nel trattare questo tipo di pazienti che provengono da tutta la Toscana e molto spesso anche da altre regioni di Italia. Il valore aggiunto del nostro Dipartimento è di affiancare sempre la ricerca scientifica alla cura quotidiana del paziente, presupposto indispensabile per garantire ai nostri pazienti le migliori conoscenze e le migliori terapie”.

Share Button