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Nelle persone di età superiore ai 65 anni, le cadute accidentali sono molto frequenti e spesso comportano conseguenze anche molto gravi sulla qualità della vita e sullo stato di salute generale, oltre che ingenti costi sanitari e socio-assistenziali.

Secondo un team di ricercatori e specialisti dell’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi, composto dalla dottoressa Silvia Gianola e dalla dottoressa Greta Castellini, la maggior parte delle cadute potrebbe essere prevenuta, tramite una mirata analisi del rischio: è questo lo scopo dello studio che ha visto coinvolti 183 anziani che sono stati valutati dal punto di vista funzionale, propriocettivo e muscolare.

Sono stati arruolati nello studio 52 uomini e 131 donne di età superiore ai 65 anni, in buona salute, che si sono sottoposti a una serie di semplici esercizi a corpo libero svolti all’interno di OAK, un sofisticato sistema composto da barre e pedane, immerso in realtà virtuale che testa il livello di equilibrio.

I soggetti hanno indossato sensori magnetici atti a rilevare il movimento e, sotto la guida dei fisioterapisti e bioingegneri, hanno portato a termine una serie di attività per una valutazione integrata del rischio cadute data da indici clinici, cinematici e posturografici.

“Questo studio ha permesso, per la prima volta, di ottenere un dato oggettivo, quindi non mediato dalla percezione del soggetto, attraverso uno strumento automatizzato – affermano le due ricercatrici dell’IRCCS Galeazzi -.

Avere a disposizione un dispositivo che fornisce un risultato standardizzato ci permette di fare previsioni più accurate e di mettere in atto attività di prevenzione personalizzate.

Occorre infatti concentrarsi sulla valutazione precoce del rischio di caduta, quando è ancora basso, per poter pianificare tempestivi interventi correttivi”.

Lo studio ha identificato 41 soggetti ad alto rischio caduta, 39 medio rischio e 103 a basso rischio. Ai soggetti risultati più fragili sono state fornite indicazioni al fine di impostare un programma di riabilitazione sulla base dei fattori di criticità individuati da OAK.

Oltre a predire il rischio di caduta, in un futuro, OAK potrà essere impiegata anche per valutare l’efficacia dei trattamenti fisioterapici, permettendo allo specialista di elaborare percorsi terapeutici sempre più mirati.

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